🇺🇸 YELLEN – la FED alza i tassi. Cosa succederà stasera ?

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FED- E’ dato per scontato, ormai, un rialzo dei tassi. Questa sera la YELLEN alza il costo del denaro.

 

Il FOMC, capitanato da Yellen si preparano alla conclusione del meeting 🇺🇸

Mah… Siamo sicuri di essere pronti ad un aumento così veloce nel processo di rialzo dei tassi?

La risposta è NO!

La Fed, questa sera, sarà chiamata a decidere in materia di tassi di interesse. Ma siamo sicuri che sia così corretta la scelta di aumentare velocemente il costo del dollaro?

Diamo uno sguardo all’analisi fondamentale. I dati USA stanno mostrando un progressivo miglioramento in questi ultimi mesi, ma non è tutto oro ciò che luccica. Gli investitori non hanno ancora trovato la piena fiducia in Trump per via della questione Russiagate.

A mio personale avviso la campagna mediatica denigratoria sull’attuale presidente, ha portato i medi investitori e rimanere cauti. D’altro canto il mercato, attualmente, ha una direzionaltà confusa. 

Qual è il vero problema?

Il Problema di fondo è che la Yellen ha posto troppa fiducia in Donald Trump. I dati fondamentali mostrano un incremento dell’inflazione, e questo non è un buon segno per l’economia. Tra l’altro un dollaro forte sarebbe pericoloso in questo contesto storico. Lo ha affermato anche TRUMP. “Il dollaro sale, e voi siete contenti, ma è un male per l’economia!”. E poi Trump sta già pensando al sostituto di Yellen.

Perché non è saggio alzare i tassi di interesse?

è necessario dire che l’economia di un popolo, si basa sulle esportazioni. Un aumento dei tassi di interesse fa male agli USA per 3 motivi:

  1. I paesi emergenti, che hanno contratto debito in DOLLARO, si troverebbero di colpo con un debito maggiore. L’aumento del costo del denaro comporta anche questo. E un’altra cosa importante è capire che paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda, dove i prodotti USA sono maggiormente esportati, sarebbero i primi a risentirne direttamente perché maggiormente indebitati.
  2. L’aumento dei tassi rende, di fatto, la gente più povera. Circolando meno carta moneta, c’è il rischio di recessione, l’ultima cosa che si possa auspicare in questo momento.
  3. Nonostante la disoccupazione scenda, calano simultaneamente le buste paga del settore non agricolo (NFP). Chiaro sintomo di due cose. La prima è che i cittadini non spendono denaro, perché temono ancora di investire. La seconda è che, temendo di investire, non assumono nuovo personale. Questo significa che lo stato di salute dell’economia USA è iniziato a migliorare, ma immaginate l’America come un malato in riabilitazione. Frutto di quella famosa crisi, di cui tanto sentimmo parlare. 

Cosa accade stasera?

La Fed stasera potrebbe alzare il costo del denaro, portando i tassi di riferimento a breve termine tra l’1,00%-1,25%. Si tratterebbe del terzo rialzo in 6 mesi. 
L’ultimo rialzo risale allo scorso 15 marzo, seguito all’aumento del 14 dicembre 2016.
Ma questa sera, a differenza di allora, le condizioni economiche-finanziarie sono decisamente cambiate. Sarebbe uno scossone per i mercati. Ma la FED ha 3 possibilità. 

  1. Alzare i TASSI e lasciare la politica totalmente invariata, annunciando una data ufficiale di inizio per lo smaltimento dei 4.500 mld di dollari in obbligazioni. La FED aveva previsto l’inizio dello smaltimento per dicembre 2017. Questo potrebbe comportare un significativo apprezzamento del dollaro.
  2. Alzare i tassi di interesse, ma rimodulare il piano di vendita delle obbligazioni. Se la FED dovesse rinviare questo passaggio, i mercati non interpreterebbero questa scelta positivamente. Gli investitori potrebbero nuovamente abbandonare l’acquisto di dollari, soprattutto dopo i dati deludenti di oggi.
  3. Rimodulare i successivi rialzi dei tassi. La Fed ne ha previsti 4 nel 2017. Ma siamo sicuri che la Yellen avrà la forza di confermare un rialzo dei tassi a settembre? Secondo Yellen è solo una fase transitoria, ma i fondamentali parlano chiaro. Questo, accompagnato a quanto scritto al punto 2, spingerebbe il dollaro a ribasso.

La scelta più plausibile.

La scelta più plausibile è la seconda, ossia che Yellen usi toni dovish, quelli che gli investitori detestano. Di certo dovrà prendere atto dei fatti reali dell’economia.  Un deprezzamento del dollaro spingerebbe l’EURO e il GOLD oltre i massimi di periodo rompendo resistenze importanti.  A mio avviso opterà per una rimodulazione, cosa che gli investitori non gradiranno. Potremmo essere davanti ad importanti rotture. 

Su EURUSD monitorare la possibile rottura della resistenza a 1.1290.

Su GOLD monitorare la possibile rottura del supporto a 1.260.