Whatever it takes di Mario Draghi: cosa vuol dire tradotto?

Il discorso più famoso di Mario Draghi che consacrò l'allora presidente della BCE alla fama mondiale. Ecco come Draghi ha salvato l'Italia.

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«Whatever it takes»: la frase che ha consacrato Mario Draghi a livello mondiale.

Poche parole, lapidarie, forti. Ma che cosa significa? Quando si dice che Mario Draghi è l’uomo del Whatever it takes cosa si intende dire esattamente? Perché Mario Draghi ha salvato l’Italia del default? 

Capiamo insieme il contesto economico, politico e sociale in cui questa frase è stata pronunciata dall’allora Presidente della BCE Draghi. Ma, soprattutto, cerchiamo di comprendere il significato di ciò che accadde sui mercati dopo quel discorso. 

Whatever It Takes traduzione e significato della frase di Draghi

«Whatever it takes» si traduce con “Tutto ciò che è necessario” o “Costi quel che costi”. Si tratta di una famosa frase in inglese che Mario Draghi pronunciò a alla Global Investment Conference di Londra, uno dei maggiori forum dell’occidente dedicati a dirigenti d’azienda e investitori. Il 26 luglio 2012, mentre sempre più numerosi esperti del settore stavano mettendo in discussione la stabilità dell’euro zona, l’allora presidente della BCE decise di inviare un messaggio forte e chiaro a tutti gli speculatori del pianeta. 

Con quella frase Mario Draghi volle annunciare al mondo che la BCE sarebbe stata disposta a fare tutto il necessario per salvare la moneta unica, l’euro, e quindi di conseguenza l’euro zona da ogni forma effettiva o potenziale legata a processi di speculazione. 

La frase rimase impressa, divenendo famosa, ed evolvendosi ad una massima spesso riportata in discorsi o studi per riassumere il ruolo determinante delle banche centrali nelle nostre economie. Infatti il grande timore, all’epoca, era quello di una nuova crisi simile quella del 2008. 

Queste tre parole sono la summa dell’operato di Mario Draghi alla guida della BCE. Infatti negli anni successivi la sua politica economica, da Presidente della BCE, fu incentrata sul sostegno a tutti i paesi dell’eurozona. Attenzione, perché la tensione economica, all’epoca, era concentrata su quegli stati europei periferici che vengono denominati PIIGS.

Cosa vuol dire PIIGS?

L’acronimo sta per Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Proprio questi stati, con fortissime tensioni economiche e politiche al loro interno, stavano per essere colpiti da una nuova crisi. 

Lo spread schizzò alle stelle e la paura da parte degli esperti, che temevano il default di questi stati chiave dell’Unione Europea, aumentava. I mercati, in fibrillazione, sembravano pronti a scommettere sulla disfatta dell’euro e dell’Europa. I PIIGS, infatti, non avrebbero potuto reggere una nuova crisi dopo quella del 2008 con i mutui subprime. 

La forte situazione di instabilità portò il Regno Unito a nutrire un profondo euroscetticismo, che porterà alla Brexit. 

All’epoca Mario Draghi era al timone della BCE da meno di un anno. Ospite alla Global Investment Conference di Londra lanciò la sua linea ferma, dura, per difendere non solo l’euro, ma tutta l’Unione Europea, ed in particolare gli Stati Periferici, tra cui l’Italia. 

Ecco per quale motivo si dice che Draghi ha salvato l’Italia. Non è frutto di una leggenda. Ma cosa conteneva quel famoso discorso? 

Discorso del “Whatever It Takes”: testo integrale.

Il discorso di Draghi è veramente curioso. Nell’introduzione inizia a parlare della necessità di un profondo cambiamento tramite una metafora. L’euro viene paragonato ad un bombo (bumblebee): 

«Anni fa la gente diceva che l’euro è come un bombo. Si tratta di un miracolo della natura, perché [il bombo] non dovrebbe essere in grado di volare, eppure ci riesce. Per molti anni l’euro, questo bombo, ha volato bene senza che si sapesse come. […] Ora qualcosa deve essere cambiato nell’aria, e sappiamo cosa, dopo la crisi finanziaria. Ora è venuto il momento di evolversi e il bombo deve diventare una vera ape».

Una volta introdotto il concetto Draghi entra nel vivo del discorso, prendendo una posizione netta, decisa. 

«Il primo messaggio che vorrei mandare è che l’euro è molto, molto più forte, l’eurozona è molto, molto più forte di quanto la gente non riconosca oggi. Non solo se la si considera nell’arco degli ultimi 10 anni, ma anche se la si guarda ora, si vede che per quanto riguarda inflazione, occupazione e produttività l’eurozona ha fatto gli stessi progressi degli Stati Uniti o del Giappone, se non di meglio. Il contrasto poi diventa ancora più forte quando si parla di deficit e di debito. L’eurozona ha un deficit molto più basso e un debito molto più basso di quei due paesi. E, cosa non meno importante, ha un conto corrente equilibrato, non ha deficit e ha un grado di coesione sociale che, anche quello, manca negli altri due paesi.»

Mario Draghi
“Whatever It Takes”: ecco il momento della pronuncia della famosa frase

Cosa vuol dire?

Questa precisazione tecnica è molto più importante di quanto possa sembrare. Draghi, all’epoca, voleva specificare che i progressi delle singole economie erano stati straordinari in quell’anno, e che le differenze con tutte le grandi potenze mondiale non erano poi così grandi.

Anzi, per molti versi la situazione dell’economia dell’eurozona, era molto più solida di tutte le altre economie del pianeta. Infatti erano già in cantiere e in atto riforme strutturali, con un forte controllo del disavanzo.

Cosa accadde in Italia?

All’epoca, per questo delicato momento di transizione, si scelse Mario Draghi come presidente del Consiglio del governo tecnico più famigerato della storia. 

(EN)

«The only way out of this present crisis is to have more Europe, not less Europe.»

(IT)

«L’unica via d’uscita da questa crisi attuale è avere più Europa, non meno Europa.»

Attenzione: perché la prossima affermazione dell’allora presidente della BCE offre una visione chiara e netta su cosa voglia dire Euro ed Eurozona, e su come la moneta unica sia irreversibile. 

«Pensiamo che l’euro sia irreversibile. E non è una parola vuota ora, perché nella mia premessa ho esattamente detto quali azioni sono state fatte ed esse sono state fatte per renderlo irreversibile.»

 

Whatever It Takes: la frase che cambia la storia

Ed è qui che il Governatore della Banca Centrale cambia per sempre la storia dell’eurozona, della BCE e dell’Eurosystem. 

(EN)

«But there is another message I want to tell you. Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough.»

(IT)

«Ho un messaggio chiaro da darvi: nell’ambito del nostro mandato la BCE è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza.»

Solennità, brevitas, pochissime parole, rivoluzionarie oltremodo, che porteranno delle modifiche irreversibili sull’orientamento della politica monetaria ed economica della BCE. Da quel momento, infatti, le condizioni per gli stati membri della zona euro per accedere ai programmi di acquisto dei titoli pubblici, divennero meno severe grazie all’incondizionato impegno della BCE di sostenere l’euro e l’economia europea. 

Alcune precisazioni

Il Presidente Draghi si preoccupò quindi di individuare delle nuove sfide per il futuro prossimo tra cui:

  • il superamento della frammentazione finanziaria, in quanto gli investitori avevano preferito ritirarsi nei propri paesi.
  • Secondo Draghi le politiche normative relative alla liquidità, andavano a sbattere con un concetto di antieconomica, in quanto per prestare soldi alle altre banche o prendere in prestito soldi da altre banche, era necessario ricalibrare tutta la regolamentazione.

Nell’idea di Mario Draghi, quindi, era necessario andare a creare una sorta di scudo anti speculazione funzionante in maniera più efficiente rispetto a quanto accaduto nel passato. Si cercò quindi di trovare una quadra al problema degli spread e quindi in merito a rendimenti troppo alti del debito sovrano in alcuni paesi facenti parte dell’Eurosystem.

«rientra nel mandato della BCE, nella misura in cui il livello di questi premi di rischio impedisce la giusta trasmissione delle decisioni di politica monetaria», prese dalla Banca centrale.

Le Conseguenze

Questo famoso discorso di Mario Draghi rappresenta uno dei segnali più forti e unici nei riguardi del mercato finanziario. Con quelle poche parole gli operatori di mercato e i grandi speculatori, compresero che da quel momento in poi chi vendeva allo scoperto euro sarebbe andato contro Draghi, contro la BCE e contro le enormi risorse che il mandato le riserva. 

Bastarono pochissimi giorni per vedere la tendenza del mercato invertisti, con i mesi successivi in cui si assistette ad un affievolirsi della crisi e ad una diminuzione dei tassi di interesse. 

Diversamente dagli Stati Uniti, dove la Banca Centrale acquistava da tempo immemore titoli di stato per immettere nel meccanismo la liquidità necessaria per supportare l’economia, in Unione Europea questa prassi era ancora argomento discussione. 

E non parliamo di chiacchierate tra amici. Il dibattito era molto aspro, con la Germania in testa che si era da sempre schierata contro l’acquisto di titoli di stato comunitari, per il timore di vedere l’inflazione aumentare a dismisura o di assistere ad un utilizzo scorretto delle risorse della Banca Centrale, magari per comprare dei titoli rischiosi legati ad economie ballerine. 

whatever it takes

La fine dello scontro ideologico tra PIIGS e Germania

Il discorso di Draghi del 26 luglio 2012 s può considerare come l’epilogo di questo scontro ideologico.

Dalle parole ai fatti. Solo qualche mese dopo, a settembre del 2012, Draghi sputò tutta la sua potenza di fuoco in un piano di acquisto diretto della BCE di Titoli di Stato a scadenza Breve (da uno a tre anni), il noto Outright Monetary Transactions. I titoli sarebbero stati emessi proprio dai paesi in difficoltà della zona euro. 

A distanza di qualche anno, nel mese di gennaio del 2015,  Draghi introdusse il famoso Quantitative Easing, ossia un programma di allentamento quantitativo. Un bazooka di 1.000 miliardi di euro, volto a sostenere il mercato dei titoli di stato europeo e ponendo fine a quella che viene considerata la crisi del debito europeo. 

Ed è proprio da quel «Whatever it takes»  che la Banca Centrale Europea è andata incontro ad un cambio di paradigmi, facendosi garante dell’eurosystem, della moneta unica, agendo sempre in maniera veloce e risoluta. 


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