Vendere allo scoperto: come funziona lo short selling

La vendita allo scoperto non è una pratica nuova; esiste da tantissimo tempo. Diciamo da quando Soros ha affossato la Banca d'Italia e la Banca d'Inghilterra. Ma cosa significa nello specifico?

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vendere allo scoperto

Cosa significa vendere allo scoperto? Cosa vuol dire andare short?

La recente ondata di interesse verso i mercati finanziari causata dalla comunità di Wall Street Beats su Reddit ha riportato l’attenzione verso queste pratiche. Infatti, i casi hanno interessato i titoli di aziende “bersagliate” da operatori finanziari e difesi dai retailers.

Questo ha portato aziende come Gamestop, che ha dominato la cronaca, a raggiungere valori mostruosi per poi ripiombare a livelli di prezzo notevolmente più bassi. Vendere allo scoperto, in inglese short selling, è una pratica diffusa nei mercati finanziari per speculare sul prezzo di un asset durante un crollo.

Capiamo nella pratica cosa si intende con questo termine.

vendere allo scoperto
Il Grafico di GameStop si configura come una vera e propria bolla finanziaria. Nei giorni successivi al rialzo epocale della quotazione i regolamentatori sono stati costretti a bloccare le vendite allo scoperto per eccessivo calo del titolo. Trappole come queste possono portare i trader di primo pelo a perdere ingenti capitali. Bisogna prestare grande attenzione quando si parla di argomenti come la vendita allo scoperto.

Vendere allo scoperto: cosa significa vendita allo scoperto?

La vendita allo scoperto (short selling) è un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di beni che non si possiedono per riacquistarli ad un prezzo inferiore. Questa operazione permette di ricavare un effettivo profitto solo nel caso in cui questa ipotesi si verifichi. In caso contrario, il rendimento risulterà negativo poiché significherà che il prezzo al quale gli strumenti finanziari si riacquisteranno sarà aumentato.

Cosa significa short e long in Borsa?

Andare LONG significa investire su un mercato dove mi aspetto un rialzo delle quotazioni. Così facendo potrò generare profitto dal rialzo dei prezzi sfruttando l’andamento dei mercati. In questo caso cercherò di comprare ad un prezzo più basso, per rivendere ad un prezzo più alto.

Andare SHORT, invece, significa vendere allo scoperto. Quando si shorta un titolo bisogna tenere in conto la marginazione. L’intento è quello di vendere un titolo ad un prezzo alto e di generare un profitto acquistando ad un prezzo più basso.

Come funziona la vendita allo scoperto?

È importante sottolineare che la banca o l’intermediario finanziario presta, in modo temporaneo i beni finanziari al venditore allo scoperto. Infatti tutti si chiedono: ma come faccio a vendere una cosa che materialmente non possiedo? Perché il possesso, in questo caso, è contrattuale. Infatti possiedi un contratto che ti riserva la possibilità di vendere anche ciò che non hai. Ci pensa la banca o il broker a prestarteli.

Inoltre, al broker viene pagato annualmente un interesse a seconda della durata dell’operazione e della tipologia di titolo che si desidera prendere in prestito.

Quindi attenzione prima di piazzarsi con posizioni short. La cosa fondamentale è prendere informazioni sulle politiche attuate:

  • dal broker
  • dalla banca
  • dell’exchange

Vendere allo scoperto: esempio pratico

Come di shorta?

Un investitore suppone che un determinato titolo andrà incontro ad una riduzione dei prezzi e, pur non possedendolo, decide di procedere alla vendita. Ipotizziamo che decida di vendere 500 azioni X al prezzo di 5 euro, che corrisponde al prezzo attuale di mercato.

Dopo aver verificato che il broker è effettivamente disposto a prestare il quantitativo relativo al titolo che si intende vendere, il ‘venditore allo scoperto’ o ‘shortista’ vende. In questo caso, l’incasso del controvalore sarà corrispondente a 2.500 euro (500 azioni x 5 euro). Chi sono gli shortisti? Gli shortisti sono i trader che investono sui ribassi e quindi speculano sui crolli del mercato.

  • Tale somma verrà congelata dal broker, in aggiunta ad un ‘margine di garanzia’ necessario per l’esecuzione dell’operazione (es. il 50% del controvalore scambiato: 1.250 euro).
  • Inoltre, il borker richiede un ulteriore interesse nel caso in cui l’operazione finanziaria non termini in giornata (es. 10% del controvalore su base annua).
  • Di conseguenza, se l’operazione durerà 3 giorni, gli interessi risulteranno essere: (2500 x 10 x 3) / 36500, equiparabili a 2,05 euro.

Nel caso in cui, al termine dei 3 giorni, il prezzo del titolo sia effettivamente sceso, ad esempio a 4 euro, l’investitore acquisterà le 500 azioni a 4 euro spendendo 2000 euro.

A questo punto, potrà quindi restituirle al broker avendo così un profitto totale di 497,95 euro (dato da: 2.500 – 2.000 – 2,05).

In caso contrario, se il valore del titolo aumenta, ad esempio a 6 euro, dovendo restituire il medesimo numero di azioni al broker, si acquisteranno 500 azioni a 3000 euro.

Di conseguenza, si realizzerà una perdita corrispondente alla differenza tra il prezzo di vendita delle azioni stesse e il prezzo pagato per riacquistarle (500 euro), in aggiunta agli interessi ed alla commissione sul prestito.

Quali sono le limitazioni?

vendere allo scoperto short

In alcuni casi, può accadere che i prezzi relativi ai beni acquistati risultino maggiori rispetto a quelli della vendita iniziale. Questo genera, da parte dei possessori di titoli ‘allo scoperto’, l’acquisto di ulteriori strumenti finanziari al fine di controbilanciare le perdite.

Tale operazione genera, a sua volta, le cosiddette ‘ricoperture‘, ossia il recupero di azioni o ulteriori strumenti anch’essi coinvolti nel medesimo fenomeno (es. obbligazioni o opzioni regolamentare).
Così, per chi ha scelto di vendere allo scoperto la perdita potenziale è illimitata, anche perché il valore del titolo venduto potrebbe salire all’infinito.

Inoltre, il broker richiede un margine di garanzia nel caso in cui il venditore allo scoperto riacquisti i titoli a prezzi superiori rispetto a quelli di vendita.

Con questa tipologia di operazione il guadagno è limitato rispetto ad altre normali operazioni finanziarie. Questo dipende dal fatto che non si possa godere del pagamento di dividendi, scommettendo con un titolo senza, di fatto, possederlo.

Shortare le cripto si può?

La risposta è si, ma si può fare solo tramite i derivati. Per scortare le criptovalute puoi quindi valutare di:

  • comprare opzioni PUT
  • shortare grazie ai future

Ovviamente questi strumenti avanzati e complessi sono a disposizione solo per BTC e ETH. Se vuoi approfondire meglio il mondo delle Opzioni regolamentate leggi qui >>>  

Conclusioni

Concludendo, lo short selling, nonostante sia un’operazione rischiosa, consente di aumentare il valore del proprio portafoglio sfruttando le varie oscillazioni sul mercato.

In modo specifico: permette al venditore allo scoperto di speculare all’interno di un mercato ribassista al fine di ricavarne un effettivo profitto.


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