Ursula von der Leyen: una donna a capo dell’Unione Europea

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Ursula von der Leyen

Ursula Gertrud von der Leyen vede la luce ad Albrecht (Ixelles), più precisamente l’8 ottobre del 1958. Oltre ad essere una politica tedesca e membro dell’Unione Cristiana Democratica (CDU). È Presidente della Commissione Europea dal 1 ° dicembre 2019.

Dopo aver riaperto il ruolo di ministra in svariati ministeri in tutti i governi con a capo Angela Merkel, il 2 luglio 2019 viene nominata dal Consiglio europeo Presidentessa della Commissione europea. Il Parlamento europeo ha successivamente votato il 16 luglio dello stesso anno. Ursola von Der Leyen è diventata presidentessa della Commissione Europa. Le votazioni sono andate così:

  • 383 voti favorevoli
  • 327 contrari
  • 22 astensioni 
  • una scheda nulla

Biografia Ursula von der Leyen

Ursula Gertrud von der Leyen è la figlia di Ernst Albrecht, ex presidente-ministro della Bassa Sassonia. Ursola ha trascorso la maggior parte della sua giovinezza in Belgio e dal 1964 al 1971 ha studiato alla Scuola europea di Bruxelles. Grazie a questi studi ha potuto Imparare la lingua francese. Studia archeologia presso il liceo scientifico di Lehrte dove consegue il diploma. Gli studi di archeologia coprono un arco temporale che va dal 1976 al 1977.

Nel 1977 decide di iniziare a studiare economia fino al 1980 e lo fa a Gottinga e Münster, salvo per una piccola parentesi che la vede, nel 1978, presso la London School of Economica and Political Science. Siamo nel 1980 quando cambia di nuovo i suoi obiettivi e inizia a studiare medicina presso la Hannover Higher School of Medicine, dove si conseguirà la laurea 7 anni più tardi.

Nel 1991 ha persino conseguito un master in medicina, anche se in Germania la sua tesi è stata accusata di plagio da svariate testate e siti autorevoli. Nel 1992 ha seguito suo marito in California. Il suo consorte, professore universitario, aveva conseguito la cattedra alla Stanford University in California. Una volta rientrata in Germania, nel 1996, inizia la sua intensa ascesa politica. 

Attività politica in Germania

Sebbene sia entrata a far parte della CDU dal 1990, la sua ascesa politica inizierà solo nel 2001. In quell’anno Ursula von der Leyen ottine il mandato presso l’area di Hannover ma lascerà quel ruolo solo tre anni dopo. Il 2 febbraio 2003 viene eletta deputato presso la Landtag della Bassa Sassonia. Il 4 marzo 2003, dopo l’ascesa di Christian Wulff, è diventata Ministro degli Affari Sociali, Donne, Famiglia e Salute della Bassa Sassonia.

Solo un paio di anni dopo, e più precisamente nel novembre 2005, viene scelta dalla Cancelliera Angela Merkel Ministro della Famiglia. Le due donne sono molto vicine e condividono parecchi intenti. Durante il suo ministero ha voluto lanciare una politica per la famiglia incentrata su sviluppo e incremento degli asili nido.

Ursula von der Leyen storia

L’obiettivo cardine era quello di consentire alle donne tedesche di conciliare meglio il proprio lavoro e la propria attività di mamma. Nel 2009, viene prima confermata come ministro della famiglia, ma sarà poi nominata  ministro del lavoro e degli affari sociali dopo le dimissioni di Franz Josef Jung. A dicembre del 2013 diviene ministro della Difesa: è la prima donna in assoluto in Germania a ricoprire questo ruolo. Nel 2019 ha promosso la politica del governo tedesco riguardante  esportazioni di armi in Turchia e in Arabia Saudita.

Ursula v der Leyen Presidente Commissione europea

Insediamento e linee programmatiche

Dopo svariati incontri e tre giorni di trattative finali molto difficili, von der Leyen è nominata dal Consiglio europeo Presidente della Commissione Europea. È il due luglio del 2019. La Von der Leyen sostituirà Junker. Il Parlamento europeo ha confermato questa nomina il 16 luglio dello stesso anno. La der Leyen ha presentato le sue linee programmatiche e successivamente si è votato. La sua nomina è stata quindi approvata con 383 voti (un aumento di 9 voti rispetto ai 374 necessari), 327 voti contrari, 22 astensioni e una sola scheda nulla. Le sue linee guida riferite al parlamento hanno convinto diversi membri indecisi del Parlamento europeo.

L’esempio lampante, per l’Italia, è il Movimento 5 Stelle e i membri del PiS polacco. Si tratta, in ogni caso, di una vittoria contenuta, senza maggioranze schiaccianti. I voti di scarto, infatti, sono stati solo nove voti rispetto a quelli necessari. I cosiddetti franchi tiratori che gli hanno voltato le spalle sono stati circa una sessantina. Il giorno successivo alla sua nomina Ursola von der Leyen si è dimette dalla carica di ministro della Difesa e  affida a Annegret Kramp-Karrenbauer il ruolo. Da quel giorno lavora alla formazione della sua nuova commissione, che ricordiamo essere uno degli organi più importanti a livello comunitario.

Le differenze da Von der Leyen e Jean-Claude Juncker

Ursula von der Leyen, sin da subito, ha invertito il programma della commissione, e questo sotto tantissimo aspetti. Il suo programma, infatti, si distingue parecchio da quello del suo predecessore Jean-Claude Juncker.

Junker metteva al primo posto le questioni politiche, finanziarie e relative all’immigrazione. La der Leyen si interessa più alla transizione energetica, alla protezione dell’ambiente, all’innovazione tecnologica e alla sovranità economica.

Per quanto riguarda transazione energetica e protezione dell’ambiente  la von der Leyen ha promesso di guidare l’attuazione di un ampio piano chiamato “Green New Deal”, e ha sottolineato, in un manifesto presentato a dicembre 2019, che la sua priorità è rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro, e questo entro il  2050. Tra i suoi obiettivi quello di stimolare l’economia, puntare al miglioramento della salute e ala qualità della vita degli europei. Il tutto iniziandosi a prendere cura dell’ambiente, della natura e di ciò che ci circonda. 

D’altra parte, in termini di tecnologia, la commissione von der Leyen è impegnata ad aumentare l’autonomia dell’Europa nel mondo digitale. L’azione in questo campo è coordinata dal commissario per la concorrenza Margrethe Vestager e dall’eurodeputato Thierry Breton. L’obiettivo è quello di promuovere investimenti e occupazione per l’autonomia nel settore dell’intelligenza artificiale. Compito della commissione è creare uno spazio europeo volto alla gestione dei dati. L’idea è quella di togliere il monopolio dei dati in rete ai grandi colossi americani.

Von der Leyen chi è? La risposta al COVID-19

Dopo la pandemia COVID-19, la commissione guidata da Ursula l von der Leyen  ha adottato varie misure politiche ed economiche per alleviare l’impatto della malattia infettiva e supportare i principali paesi colpiti duramente dal Coronavirus. Il virus ha attaccato , in particolare l’Italia e la Spagna, per poi diffondersi in tutta Europa e in tutto il continente africano. Il 16 marzo 2020 Ursola von der Leyen propone di chiudere i confini degli stati membri dell’Unione per 30 giorni. Il provvedimento prevedeva il prolungamento di questo intervallo in caso di necessità.

La proposta viene approvata dal Consiglio europeo. Il provvedimento è stato approvato tramite videoconferenza il 17 marzo del 2020 ed è finito con l’approvazione dando poi il via al confinamento. 

Dichiarazioni di von der Leyen

Successivamente alcuni stati dell’Unione hanno dichiarato di voler chiudere le frontiere a causa dell’emergenza da Covid-19. In quel caso Ursola von der Lehn ha dichiarato: 

“Alcune misure di controllo possono essere ragionevoli, ma i divieti di viaggio generali sono irragionevoli. Non sono considerate le misure più efficaci dall’Organizzazione mondiale della sanità. Inoltre, hanno anche un forte impatto sociale ed economico, distruggendo le vite e le imprese delle persone oltre i confini “.

Per lo stesso motivo Ursola Von der Leyen ha condannato le restrizioni degli USA di bloccare o imporre limitazioni per i viaggio dall’Europa impestata dal Covid agli USA.

Nell’aprile 2020, Ursola von der Leyden scrive in una lettera alla “Repubblica”, che nel momento del bisogno “non tutti i paesi erano presenti”. In quell’occasione ha chiesto scusa all’Italia. 

Il problema economico

Sul versante strettamente economico, molti definiscono il Coronoavirus come una sfida decisiva per la stabilità dell’Unione Europea, spazzata via dalle crisi degli anni precedenti che hanno causato un grave pericolo per la stabilità degli stati con la situazione Greca, poi la Brexit, la Catalogna e l’Italia con l’avvento di Salvini. 

Al fine di correggere il tiro, il 21 marzo 2020 la Commissione decide di sospendere il Patto di stabilità, nonché tutte le norme che riguardano il rapporto debito / PIL degli Stati membri durante tutto l’anno solare.

Dopo una serie di incontri accesi e serrati tra tutti gli alti funzionari della commissione e i leader degli stati la Commissione ha messo a disposizione le risorse del Meccanismo europeo di stabilità (MES) e della Banca europea per gli investimenti. L’intento è quello di rispondere alla crisi grazie anche al Fondo SURE (“Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”). L’intento è quello di provare a  limitare tutte le conseguenze e le spese dei programmi relativi alla disoccupazione e per il pagamento dei soldi della cosiddetta cassa integrazione.

Il recovery fund e le scuse all’Italia

Dopo il feroce dibattito dei leader dell’UE, il primo ministro italiano Giuseppe Conte, quello di Spagna Pedro Sanchez e il presidente francese Emmanuel Macron hanno sostenuto e proposto l’adozione di misure di assistenza reciproca sul debito molto più incisive. Il primo ministro olandese Mark Rutte, invece, ha chiesto maggior rigore per la gestione di fondi e risorse.

La Merkel, invece, ha tenuto una posizione più distaccata e super partes. La Ursola von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel hanno promosso congiuntamente l’istituzione di un “fondo per la ripresa“ con l’intento di fornire prestiti e sovvenzioni a fondo perduto per tutti gli stati in crisi.

Il 21 luglio, dopo quattro giorni di intensi negoziati, il Consiglio europeo ha approvato un fondo di 750 miliardi di euro per la “Next Generation EU“, di cui 390 euro sono stati utilizzati per l’assistenza agli stati a fondo perduto, e 360 miliardi di ​​euro sono stati destinati a fornire prestiti per gli stati più colpiti dal virus. 

Vita privata Ursula von der Leyen

È moglie del dottor Heyko von der Leyen. Si tratta del discendente diretto di una nota famiglia aristocratica della Germania. Ursola von der Leyen ha conosciuto suo marito ai tempi del college. La coppia ha avuto sette figli (due dei quali sono gemelli). I figli sono nati tra il 1988 e il 1999. Nel 1992, come già spiegato, segue il marito in California. Il consorte doveva prendere una cattedra alla Stanford University vincendo l’incarico accademico. Solo 4 anni dopo torna in Germania per dare il via alla sua ascesa politica.

Opere

  • Ursula von der Leyen, C-reaktives Protein als diagnostischer Parameter zur Erfassung eines Amnioninfektionssyndroms bei vorzeitigem Blasensprung und therapeutischem Entspannungsbad in der Geburtsvorbereitung, doctoral dissertation, Hanover Medical School, 1990
  • Ursula von der Leyen, Maria von WelserWir müssen unser Land für die Frauen verändern. Bertelsmann, Munich, 2007
  • Ursula von der Leyen, Liz MohnFamilie gewinnt. Bertelsmann Foundation, 2007
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