🇺🇸 TRUMP – Dopo sei mesi il gradimento crolla di brutto

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🇺🇸 Il gradimento per Donald Trump cala al 36%. E’ il più basso registrato nella storia.

Solo George Bush riuscì a far di peggio nel suo secondo mandato.

WASHINGTON – Cala a picco il livello di gradimento per Donal Trump. Le ultime proiezioni avevano rivelato che solo il 42% degli americani apprezza la politica di  Trump. Ma c’è di peggio: a distanza di sei mesi dall’inizio effettivo della sua presidenza, solo il 36% degli americani ripone ancora fiducia in lui. Un dato veramente pessimo che ricorda i volti peggiori che si sono succeduti alla Casa Bianca, da Nixon a Bush figlio. 

Infatti storicamente solo una volta è stato raggiunto un indice di gradimento così basso, durante il secondo mandato di Bush.

E’ il Washington post a rendere noti questi dati, rilevando anche il livello di disapprovazione, giunto al 58%. 

Vi sono delle spiegazioni di carattere politico e sociale

Che Trump sia ostacolato da stampa e giornali è ormai risaputo. Sin dal primo giorno della sua presidenza, ai suoi danni, è stata manovrata una macchina del fango mondiale. Tutto è iniziato il giorno del suo insediamento, con dei presidi durati per giorni in tutti gli Stati Uniti. Poi le scelte impopolari come quella relativa alla riforma sanitaria voluta da Obama. Per gli americani Obama sarebbe stato ricordato, in particolare modo, per aver riformato proprio la sanità, per evitare ai Jhon Q di turno di prendere in ostaggio un intero ospedale per avere in cambio il diritto alla salute per il figlio.

Lo “scandalo” del Russiagate

Nessuno di noi possiede la verità assoluta, ma l’impressione che si denota è di altra natura. E’ come se l’establishment non riesca a capacitarsi della vittoria del tycoon alle elezioni. Quando lo scorso novembre Donald Trump lasciò il mondo a bocca aperta diventando Presidente degli Stati Uniti, sin da subito si cercò un capro espiatorio per bloccarlo prima del giuramento; il tutto con scarsi risultati.

All’interno dello scandalo Russiagate entra a pieno titolo il figlio primogenito di Trump, Donald Trump Jr. Sarebbe sua l’iniziativa di un incontro, in campagna elettorale, con un avvocato russo che avrebbe avuto delle informazioni compromettenti su Hillary Clinton. E sarebbe stato proprio lui a prendere parte all’incontro.

Cosa c’è di illegale in tutto questo?

NULLA. Il figlio di Trump non è un politico e, pertanto, ha il sacrosanto diritto di incontrare chi vuole e quando vuole, nel rispetto delle leggi correnti di uno stato. Non sbaglia Trump quando sostiene che si tratta della più grande caccia alle streghe di sempre.

Scelte impopolari come quella dell’uscita dai trattati di Parigi potrebbero far scendere ancora di più l’indice di gradimento del presidente, ma Macron giura che Trump sia pronto a ripensarci. In tutto questo è necessario ricordare due cose: la prima è che se Trump oggi siede nello studio ovale, sono proprio gli americani ad averlo votato. La seconda è che a livello di politica internazionale Trump è ben visto: grande tempra, deciso su alcuni postulati, ma in nemmeno sei mesi porta gli States a grandi traguardi di carattere politico e commerciale. Alla fine all’establishment interessa anche questo: rialzo dei tassi collateralmente ad un miglioramento dell’economia. 

E poi, chi sarebbe la figura carismatica dei Repubblicani pronta ad affrontare una campagna elettorale ora come ora? NESSUNO. Quindi il famoso establishment ha bisogno di tempo per prepararsi. E quel tempo non è ADESSO.