👁‍🗨 SHINZO ABE a THERESA MAY – Prima l’Europa!

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Il premier Giapponese Shinzo Abe è stato chiaro con la May: “Prima l’Europa Poi il Regno Unito.”

La Prima Ministra Inglese è a Tokyo per una visita di tre giorni. Shinzo Abe frena l’entusiasmo: “Trattative con UK solo dopo aver chiarito la nostra posizione con l’Unione Europea.”

Una May senza maggioranza a Westminster quella che si trova in visita, per tre giorni, a Tokyo. Il suo intento è quello di ridiscutere i trattati commerciali con il Giappone dopo la Brexit. Ma attenzione: Shinzo Abe, primo ministro Giapponese, frena l’entusiasmo della professoressa di Geografia.

Le dichiarazioni.

Abe ha infatti dichiarato che il Regno Unito dovrà attendere la fine dei trattati per l’uscita dall’Unione Europea.  Da quel momento il Giappone potrà ritrattare con l’Unione Europea eventuali modifiche ai patti commerciali. Solo a quel punto il governo fiapponese aprirà un dialogo formale con il Regno Unito per ridiscutere i trattati commerciali.

Una sonora umiliazione per Lady May che, forte della sua non forza, credeva in una subitanea nuova alleanza con il Giappone. Festa finita.

Uno dei vantaggi della Brexit

Uno dei vantaggi della Brexit sarebbe stato quello di poter trattare autonomamente con gli stati partner. La May lo ha sempre ribadito: “grazie alla Brexit il Regno Unito potrà portar avanti autonomamente le trattative diplomatiche”.

Purtroppo la May dimentica che l’Europa, ad oggi, rimane pur sempre un colosso comprendente stati come la Germania, la Francia e l’Italia che dal Giappone importano almeno 10 volte tanto ciò che importa il Regno Unito. Il libero mercato è una strada irreversibile: marchiatevelo nella mente. 

I dubbi del Giappone

Il Giappone vuota il sacco e si dice preoccupato per l’Impatto della Brexit. Tomihiko Taniguchi ha espresso seri dubbi sulla mancanza di certezze sul rapporto futuro tra Gran Bretagna e Europa. Tomohiko, consigliere economico del Presidente Abe, ha dichiarato che “c’è disagio tra gli imprenditori Giapponesi per via della Brexit”.

Il Problema è sempre quello: in Gran Bretagna le oltre mille aziende giapponesi, non vogliono perdere l’accesso al Mercato Unico Europeo. Questo potrebbe costringerli a far fagotto verso isole più sorridenti come Amsterdam, Vienna o Francoforte. Le Banche, afferma Tomohiko, hanno già iniziato ad agire in tal senso. 

E da Tokyo la May condanna il gesto della Corea del Nord: “E’ compito del Giappone tenere a bada Pyongyang”.

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