Russiagate, Trump ordina la declassificazione dei file

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Pochi giorni dopo che l’intelligence russa ha riferito che Hillary Clinton sarebbe coinvolta nel Russiagate, Trump ordina la desecretazione dei file. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver ordinato la declassificazione dei documenti riservati che parlano di relazioni con la Russia.

Russiagate: il tweet di Trump

Con lo stesso ordine esecutivo, il Presidente ha ordinato di pubblicare la corrispondenza dell’ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Disponendo che i documenti vengono resi disponibili e accessibili.

 

Trump ribadisce in un altro post che tutte le informazioni sulla “cospirazione russa” erano già pubbliche, per opera sua, qualche tempo fa. 

Pochi giorni fa, il 1° ottobre il direttore della CIA John Ratcliffe, ha reso pubblico un rapporto molto importante. In questo documento, si cita un rapporto dei servizi segreti russi che risale al mese di luglio 2016. La fonte cita che Hillary Clinton avrebbe approvato l’idea di diffondere l’ipotesi di un coinvolgimento dei russi nelle scorse elezioni. Con questa idea del complotto, è scaturito tutta la situazione che ha coinvolto Donald Trump e scatenato il caos mediatico. E da qui la storia sul Russiagate che ha mosso pure le Commissioni d’inchiesta del Congresso statunitense. 

La vicenda del coinvolgimento 

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Le autorità statunitensi hanno accusato la Russia di interferire nelle elezioni presidenziali, dello stesso anno, nel 2016. In quelle elezioni avrebbero “appoggiato” la candidatura di Donald Trump, e in seguito Donald Trump avrebbe vinto le elezioni alla Casa Bianca.

Mosca ha ripetutamente negato questa speculazione. Dopo tre anni di indagini, il consigliere speciale Robert Mueller annuncia nel 2019 che non si sono trovate prove a sostegno della teoria del complotto.

Il direttore Ratcliffe ha consegnato una lettera declassificata al presidente della commissione d’inchiesta del Senato Lindsey Graham. La missiva attribuirebbe l’intero Russiagate a Hillary Clinton. La ricostruzione della vicenda dice Clinton avrebbe raccontato personalmente una storia falsa per dirottare le attenzioni mediatiche. Nello specifico, per evitare che si parlasse dell’utilizzo di server di posta elettronica privati ​​non protetti infiltrati da più servizi di intelligence stranieri.

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