Rockefeller: storia e segreti della controversa famiglia

Famiglia Rockefeller: ecco tutto quello che c’è da sapere su una delle famiglie più influenti e famigerate del pianeta. 

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Rockefeller
I fratelli Rockefeller

Partiamo dal principio, e lo faremo in maniera obiettiva, distaccata per offrire tutti i dettagli sui Rockefeller. 

Parlare della Rockefeller family non è una cosa semplice. I motivi sono ovvi: si tratta di uno dei cognomi più radicati nella cultura popolare quando si pensa agli intrighi e al potere. E, in realtà, il cognome Rockefeller è così radicato in diversi ambiti e sfere USA che la loro eredità è una delle più grandi mai viste sul pianeta terra.

I Rockefeller, infatti, hanno avuto modo di presenziare in settori chiave dell’economia: dall’industria petrolifera e delle banche a Wall Street, per passare poi alla nascita e alla diffusione dall’istruzione superiore e universitaria, alla ricerca medica, alle arti, alla farmaceutica. Insomma: i Rockefeller hanno sempre avuto un impatto forte e monopolista in qualunque sfera abbiano lavorato. Questo rende il loro cognome potente, forte, circondato da un’alone di mistero che piace nella cultura pop.

Partiamo da una domanda: quel che si dice sula Famiglia Rockefeller è vero?

Ni. E questa non risposta ha dei motivi chiave. Per questa ragione sarà necessario condurre la nostra ricerca in maniera oggettiva, comparando varie fonti, per poter giungere ad un giudizio oggettivo. Sarà dunque necessario dire che tutte le critiche che circondano la famiglia Rockefeller sono legate ai modi poco ortodossi d’agire che aveva il capostipite: John Davinson Rockefeller. Difatti stiamo parlando del primo, vero miliardario del mondo. Questo perché quando nasceva la finanza, lui era presente, e ha di certo contribuito a gettarne le basi del funzionamento. 

Ma è necessario menzionare altri Rockefeller, come John Davinson Rockefeller Jr (John Jr), e i suoi nipoti Abby, John Davinson III (Giovanni III), Nelson, Laurance, Winthrop e David. In un modo o nell’altro questi personaggi hanno delle storie molto affascinanti. E in questo nostro articolo ci muoveremo all’interno delle vite, dei segreti, dei fatti e dei misfatti di una delle famiglie più influenti del pianeta. 

Il primo Rockefeller

John-D-Rockefeller
John Rockefeller

È chiaro che, come in ogni grande famiglia, vi è un capostipite che da il LA alla propria discendenza. In questo caso parliamo di John. John nacque a New York, in una fattoria. Sulle origini del padre girano parecchie voci. C’è chi dice che fosse un ladro, chi un truffatore, un giocatore d’azzardo, un venditore ambulante. Qualunque lavoro facesse, alla fine, è risaputo che il padre e la madre di John sbarcavano il lunario a fatica. Quando il giovane Rockefeller aveva 14 anni, la famiglia si trasferisce da Richford, New York a Cleveland, nell’Ohio, a caccia di nuove prospettive per il futuro. 

Nella sua infanzia, a quanto pare, sembra che John Rockefeller abbia affermato con convinzione che

l’obiettivo dell’uomo ricco non dovrebbe essere quello di morire ricco. L’uomo ricco dovrebbe morire dopo aver fatto cose buone con la ricchezza che ha prodotto. 

Sin da giovane, infatti, John si dimostrò essere ambizioso e dalle spiccate doti imprenditoriali. Nell’adolescenza andò a lavorare. Ottenne il suo primo lavoro come assistente contabile di una ditta mercantile, la Hewitt & Tuttle, a soli 16 anni.

Questo dimostra che John ha da sempre mostrato una spiccata dose per il lavoro. Nel giro di pochi mesi, infatti, John era diventato cassiere e contabile. A distanza di 4 anni, quando John di anni ne aveva 20, egli decise di iniziare a conquistare i suoi sogni. Il primo progetto fu una commissione mercantile. Tale commissione si occupava di cereali, fieno e carne. A soli 21 anni, e quindi alla fine del primo anno di attività della sua prima azienda, Rockefeller si ritrovò con un patrimonio di 450.000$.

Una scalata senza fine

La grande intuizione fu quella di prevedere, per tempo, il grande boom che di li a poco avrebbe avuto il petrolio. Infatti negli anni subito successivi, a cavallo tra ‘800 e ‘900, il petrolio avrebbe preso d’assalto il mondo. Ed in virtù di questo il giovane John aveva deciso di iniziare una nuova avventura imprenditoriale, quella che avrebbe per sempre cambiato la storia consacrando il nome dei Rockefeller per tutte le generazioni future. Iniziava ad esserci richiesta di petrolio e il tasso di produzione della Pennsylvania andava via via crescendo ogni giorno di più. In quel preciso contesto, nel 1863, Rockefeller senior aprì una raffineria nelle vicinanza di Pittsburgh. 

Come era solito in ogni cosa che faceva, John non giocava per partecipare. In appena due anni dall’inizio della sua attività egli si affermò come il più grande petroliere della zona. 

Grazie alle sue spiccate doti di leadership e alla sua sfrontatezza, riuscì a mettere assieme, in breve tempo, tutti i partner commerciali che, potenzialmente, potevano rappresentare la concorrenza.

Bisognerà attendere il 1870, quando John Rockefeller e tutti i suoi partner commercia crearono la Standard Oil Company.

La Standard Oil nacque come una società tra il noto industriale John Rockefeller, suo fratello William Rockefeller, William Flagler, il chimico Samuel Andrews e Stephen V. Arkness.

Grazie alle condizioni economiche favorevoli di quel tempo e alle capacità del giovane Rockefeller, la nuova società potè godere di ottimi risultati sin dalla sua nascita. Ciò significa che la società iniziò a produrre utili sin dal giorno della sua costituzione. Questo portò ad una crescita smodata dei capitali e dell’azienda.

Usando questa caratteristica, infatti, John intraprese un percorso monopolista, spesso al centro delle critiche che piombano regolarmente sui Rockefeller. John diede vita ad una spregiudicata opera di acquisizione strategica e aggressiva.

Nessuno doveva rimanere al di fuori del gruppo di Rockefeller. 

La storia: dalla Standard Oil agli accordi e i monopoli.

Ci vollero solo due anni per vedere la Standard Oil controllare tutte le raffinerie presenti nell’area di Cleveland. Ma questo non bastava più. John aveva altri piani per il futuro. Decise allora di dare il via a tutta una serie di trattative per la creazioni di partnership con le compagnie ferroviarie. L’intento era quello di trasportare i barili di petrolio nella maniera più economica possibile per trarre ancora più profitto. Nel contempo l’idea era quella di acquistare oleodotti e terminal petroliferi.

Visto che, ormai, la Standard Oil possedeva quasi il monopolio, la società si impegnò costantemente per impedire alla concorrenza di stabilire delle proprie infrastrutture di trasporto. Questo avveniva, ad esempio, comprando e rilevando dei terreni necessari per la realizzazione delle infrastrutture.

Secondo il parere di illustri studiosi non c’è nulla di così assurdo nel modus operandi di Rockefeller. Michael Cox, che è stato professore di Relazioni Internazionali presso la London School of Economica ha espresso il suo parere. L’intervista al professor Cox è stata condotta dal World Finance. 

“È stato molto, molto efficace nell’integrare la totalità del petrolio. In primo luogo è partito dalla sua estrazione, quindi il suo trasporto, e quindi la sua vendita al dettaglio e l’intera vendita. Così ha reso Standard Oil, che è diventata questa straordinaria società anche alla fine del 19° secolo, quasi un monopolio virtuale in termini di petrolio negli Stati Uniti. Data la crescente importanza del petrolio nel mondo e per l’economia americana, ha dato i Rockefeller, e [John] in particolare, una straordinaria posizione di potere, e naturalmente di grande accumulazione di ricchezza.”

È ovvio che con la crescita del settore petrolifero, la ricchezza di John continuava a crescere a dismisura.

Il tutto in netta correlazione con il boom in atto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Con la ricchezza che cresceva, anche le critiche non tardarono ad arrivare. Il problema chiave era questo: mentre la Standard Oil cresceva a dismisura, tutte le divisioni della società facevano capo ad un solo uomo, John appunto. Egli tendeva a supervisore tutto senza indugi. Per tale motivo il Congresso non tardò ad intervenire per evitare l’assoluto monopolio del settore. 

Già all’epoca, e tutt’ora, i critici pensavano che le metodologie messe in atto da John fossero poco etiche e immorali. Creando questa sorta di monopolio Rockefeller stava minando in maniera incontrovertibile la concorrenza negli Stati Uniti. Si tratta di vere e proprie pratiche monopolistiche. Queste ultime furono viste di cattivo occhio dall’opinione pubblica. I monopoli non fanno mai bene. Fondamentalmente ogni monopolio che non sia nelle mani dello stato non è un monopolio positivo per lo stesso. In quel contesto storico, con l’avvento dell’era del capitalismo occidentale, quel modo di agire era negativo per tutto il contesto economico dell’epoca. Per tale motivo il congresso decise di adottare dei provvedimenti. 

John Jr fu coinvolto in parecchie critiche, ma cerco di ricostruire la sua immagine con una buona azione alla volta.

Come già anticipato il congresso non tardò ad adottare dei provvedimenti. Per tale motivo venne introdotto la Sherman Antitrust Act nel 1890. Grazie a quest’atto negli Stati Uniti vennero resi illegali tutti i tentativi di monopolizzazione del commercio negli Stati Uniti. Spettò alla Corte Suprema dell’Ohio, nel 1892, stabilire che la Standard Oil stesse violando la legge statale. Fu immediatamente intimato a John di sciogliere la sua società e affidare la gestione di tutte le filiali e i distaccamenti a terze persone. 

Nella carta questo avvenne, ma nella realtà rimase tutto com’era prima. La gerarchia all’interno della compagnia e di tutti i satelliti rimase saldamente delle mani dell’amministrazione centrale, capitanata da John Rockefeller. A scanso di equivoci è necessario fare un salto a circa dieci anni dopo quando il buon John decise di riunire tutte le società in un unico gruppo. Nel 1911 Rockefeller finì nuovamente nel mirino del Congresso che non aveva potuto fare a meno di notare l’accaduto. Nel 1911 John fu costretto a dissolvere, ancora una volta, la sua società. 

In buona sostanza questa prassi, all’epoca, era abbastanza consolidata.

A tal proposito scomodiamo l’eccellente Professor Cox, che è intervenuto in materia facendo un’analisi lucida e veritiera.

“Per coloro che sono difensori di masse di ricchezza, ha fatto quello che facevano tutti gli altri uomini d’affari, ma forse leggermente dalla parte spietata. Altri direbbero che era molto spietato, così come i metodi che usava. Ma ancora una volta, nel contesto della fine del XIX secolo, lo facevano tutti; lo ha fatto piuttosto meglio di tutti gli altri. Era l’età del barone rapinatore. Era in un’epoca di quelli che potevi chiamare metodi di frontiera del selvaggio West per raggiungere i risultati che volevi. Fu uno straordinario periodo di crescita economica e trasformazione dell’America, che lo trasformò in una potenza economica mondiale, anche prima che inizio della prima guerra mondiale. Quindi lo vedrei come parte di quella più ampia dinamica di come l’America è diventata l’America che doveva diventare”.

Dare di beneficenza: le azioni per gli altri

Come ben noto, da decenni, la famiglia Rockefeller è all’interno della filantropia. Ma questa loro particolare vocazione affonda radici in tempi lontani. Oltre ad avere questa grande vocazione per gli affari, la filantropia ha svolto un ruolo cardine nello sviluppo di varie branche della società. Rockefeller ha contribuito quasi totalmente alla creazione dell’università di Chicago. Furono proprio i suoi soldi a dare vita all’istituto, che, ad oggi rappresenta uno dei centri più autorevoli di ricerca e di cultura.

Ma non si tratta solo di questo. Rockefeller ha dato vita alla Rockefeller University, al tempo chiamata Rockefeller Institute of Medical Research. L’obiettivo era quello di sviluppare farmaci su ogni malattia. L’idea era quella di studiare a pieno le patologie per poterne comprendere l’eventuale strategia di contro attacco e la sua prevenzione.
Inutile dire che a causa di questo centro di ricerca, la medicina, la biochimica e l’insegnamento delle stesse ha trovato terreno fertile per potersi diffondere in tutto il mondo, cambiando per sempre il modo di curare. È risaputo che grazie al Istitute of Medical Research la meningite spinale e la polmonite iniziarono a essere curate in maniera diversa. 

Altri enti creati dai Rockefeller

Altra nota importante nella storia della famiglia Rockefeller è sicuramente l’istituzione del General Education Board. Questo avvenne nel 1902 quando John si propose di sostenere l’educazione negli Stati Uniti, il tutto indipendentemente da sesso, religione o razza. L’idea cardine era quella di proporre l’istruzione superiore come non era stato fatto prima. 

Col tempo, come si conviene nei gruppi che accumulano tanto denaro, si diede vita alla Rockefeller Foundation. Si tratta di una fondazione nata nel 1913. L’intento che si propone è quello di  promuovere il benessere dell’umanità in tutto il mondo“.

Nell’arco della sua storia, infatti, la fondazione ha donato svariati milioni di dollari a favore di salute pubblica, progresso scientifico, ricerca sociale e arte. Sono innumerevoli i gruppi, le società e le organizzazioni che sono stati coadiuvati dai fondi dei Rockefeller. 

Le critiche, le evasioni, l’andare avanti

Ci sono svariate critiche che avvolgono la vita e le attività dei Rockefeller, in particolare modo quella di John. Ma, nonostante questo, egli non perse mai occasione per fare beneficenza. Mentre l’opinione pubblica lo accusava di evasione fiscale e di essere spregiudicato, sin dai primi anni della sua vita da imprenditore e magnate, donò in beneficenza. Sin dal suo primo stipendio John  donò del denaro alla sua chiesa battista locale, una scuola domenicale e una chiesa afroamericana.

In realtà egli preferiva devolvere il denaro alla chiesa piuttosto che darlo allo stato. E quindi eludeva la tassazione senza molti risentimenti, e la cosa al governo non stava bene affatto. Il giudizio altrui è guidato, sovente, da queste accuse che puntualmente si ripresentano. 

Si tratta di una forma di cristianesimo a cui John ha aderito, un cristianesimo pratico. Se uno guadagna 100$ e prende 30 di questi dollari per gli altri e lo fai dalla prima banconota di 100 dollari che guadagni … beh, è degno di nota. Egli voleva aiutare gli altri, e voleva farlo nel senso pratico del termine. Poi che anche su questo vi siano delle riserve è innegabile, e vedremo qualche approfondimento nella sezione curiosità dove abbiamo raccolto degli aneddoti sulla famiglia Rockefeller. 

Cosa dice l’esperto?

Nel giudizio del professor Cox che, come abbiamo avuto modo di notare, tende a giustificare i Rockefeller, si può leggere:

“Ha incarnato quelle che molte persone chiamerebbero le virtù principali del protestantesimo: sai, duro lavoro, alzarsi presto, avere solo una moglie, una famiglia normale, un religioso e anche con un forte senso della filantropia. Ne ha parlato parecchio: che l’uomo ricco non dovrebbe morire ricco, l’uomo ricco dovrebbe morire dopo aver fatto cose buone con la ricchezza che ha creato ”.

Lungo la linea: i discendenti di John. La famiglia Rockefeller del ‘900.

Il primo figlio di John, John Jr, venne al mondo il  29 gennaio 1874,. L’obiettivo del figlio era quello di lasciare una traccia nel mondo. Egli crebbe a Cleveland assieme alle sue tre sorelle. A spaventare John non era il lavoro, ma la ricchezza smisurata del padre. Sin da giovane mostrò grande propensione allo studio e al lavoro. Si laurea alla Brown University e sin da subito inizia a lavorare presso la Standard Oil. John lavorerà nella company in un periodo di grandissima trasformazione. Quando il congresso iniziò a stare alle calcagna dei Rockefeller, John si sentì inadatto e, per tale motivo, decise di concentrare la sua azione solo vede esclusivamente sulla filantropia.

Un anno cruciale, dove avvenne un episodio degno di nota, è il 1913. Durante quell’anno l’opinione pubblica, che aveva premiato l’impegno filantropico dei Rockefeller, spostò la sua attenzione su uno sciopero di portata cosmica che vide protagonisti 9000 minatori.
Erano i dipendenti della Colorado Fuel e Iron Company. La società, chiaramente, faceva capo ai Rockefeller. I dipendenti scioperavano perché chiedevano stipendi migliori, alloggi più vivibili e un adeguamento delle ore. 

La vicenda assunse ben presto dei caratteri truci e macabri.

Le famiglie dei lavoratori vennero sfrattati dalle case. Furono, quindi, obbligati ad improvvisare delle tende per affrontare un inverno molto molto rigido. Come se non bastasse nel 1914 furono uccise 40 persone. Di queste 40 persone 11 erano bambini. Gli assassini erano forze di sicurezza private.

Per quanto non vi siano delle prove l’opinione pubblica diede la colpa a John Jr. I giornali non tardarono a dare la notizia e John Jr si ritrovò ben presto dinnanzi al Congresso per rispondere delle accuse. È da questo momento in poi che il nome Rockefeller sarà associato irreversibilmente a un contesto negativo. Nonostante le polemiche e il giudizio comune, John continuò nella sua azione di filantropia, tentando, nel limite del possibile, di concentrarsi nella ricostruzione della sua immagine pubblica e della sua reputazione. 

È stata idea sua quella di creare il Rockefeller Center New York. Fu anche opera sua l’atto di donazione del terreno che, successivamente, sarebbe diventato il quartier generale dell’ONU. Il ripristino del coloniale Williamsburg fu anche opera sua.

Nonostante tutto ciò l’opera dei Rockefeller passa attraverso l’opera dei figli di John Jr. 

Una famiglia come nessun’altra

Rockefeller
I fratelli Rockefeller

Abby Rockefeller

Questa sezione è dedicata ai figli di John Rockefeller. Il primo che bisogna menzionare è Abby Rockefeller che si è dedicato per tutta la vita alle opere di beneficienza. Ben diverso il ruolo giocato dai suoi cinque fratelli che sono riusciti a crearsi una reputazione ben diversa e legata a vari settori dell’economia che sono stati da loro monopolizzati. Si tratta di tutta una serie di settori connessi tra di loro legati ad economia, filantropia, politica e affari.

John III Rockefeller

Parlando del maggiore dei fratelli, per esempio, abbiamo John III. Quest’ultimo si dedicò agli affari esteri e alla filantropia. La principale fonte di ispirazione fu tratta da un viaggio intorno al mondo a seguito della laurea. L’interesse principale di John III si concentrò sull’Asia. Per tale motivo decise di creare la Società asiatica e del Consiglio per gli affari economici e culturali.

Sempre lui fu responsabile del Population Council,. Si tratta della prima organizzazione al mondo che pose il problema della sovrappopolazione globale. Anche il Lincoln Center è opera sua. Si tratta di uno dei più grandi centri di arti dello spettacolo del pianeta. Egli ha anche sostenuto diverse ONG prima del 1978, anno della sua morte per un incidente stradale. 

Nelson Rockefeller

Per ciò che riguarda Nelson, si tratta, con ogni probabilità, del profilo più alto tra i fratelli Rockefeller. Sin dalla sua infanzia il sogno di Nelson era quello di diventare presidente. Per quanto il padre gli dicesse di volare basso, le vedute piccole non facevano parte della concezione di Nelson. A seguito di un periodo di intenso lavoro alla Chase Manhattan Bank, Nelson ha continuato a puntare allo sviluppo del Rockefeller Center in un contesto di grande tumulto economico. Alla fine divenne presidente. 

Da quel momento in poi iniziò la sua ascesa politica che partì da New York. Egli trasformò lo skyline della Grande Mela grazie ad innumerevoli progetti di costruzione da lui supportati quando fu Governatore di New York. Ricoprì questo ruolo per ben 4 mandati, nel periodo compreso  tra il 1953 e il 1973. Tra il 1974 e il 1977, invece, fu vicepresidente degli Stati Uniti durante la presidenza di Gerald Ford. 

Laurence Rockefeller

Tra i fratelli Rockefeller che ebbero un ruolo determinante nella Grande Mela anche Laurance fece la sua parte. Egli, però, si concentrò solo sulla finanza speculativa diventando pioniere del capitalismo detto di rischio, ossia quello legato alle speculazioni.  Laurance fu protagonista della borsa di New York. Grazie agli ingenti capitali potè investire in centinaia di start-up su innumerevoli settori quali aviazione, computer, elettronica e biotecnologie. Laurance aveva la caratteristica di fiutare un progetto sin dagli esordi. Questo è dimostrato dai primi investimenti in Apple e Intel. Nella sua opera di filantropia egli si dedicò, perlopiù, all’ambiente. Promosse l’espansione di parchi nazionali in tutti gli USA 

Winthrop Rockefeller 

Di profilo più basso è certamente Winthrop. Egli decise che non era il caso di sfruttare il suo cognome per far carriera. Infatti decise di iniziare il suo percorso lavorativo partendo dal basso. Lavora, prima di tutto, come apprendista nel campo petrolifero della sua famiglia. Dopo la seconda guerra mondiale Winthrop decise di dedicarsi, come il fratello Nelson, alla politica. Ad Arkankas, il luogo che lo vide come governatore dal 1967 al 1971 introdusse un nuovo modo di concepire la politica, in piena fase di cambiamento economico e culturale. 

A lui si deve l’introduzione del primo salario minimo e l’introduzione della prima legge sulla libertà di informazione. Decise di introdurre una legislazione assicurativa rafforzata.

David Rockefeller 

Rockefeller
David Rockefeller

Si tratta del fratello più giovane e, sicuramente, più rinomato della famiglia. David era il re di Wall Street. Nel corso della sua vita divenne influente e determinante in quasi tutti i livelli di spessore della società. Si laureò a Londra, presso la London School of Economics. Successivamente si sposta nell’Università fondata da suo nonno, l’Università di Chicago, dove consegue un dottorato di ricerca nel 1940.

Per prima cosa David inizia a lavorare a fianco del sindaco di New York. Per lui redigeva la corrispondenza. Successivamente, a seguito della Seconda Guerra, il loro rapporto si interruppe bruscamente. Durante la guerra David mise da parte il suo cognome e decise di arruolarsi come privato. Da qui riuscì a salire al rango di capitano durante la sua permanenza nell’esercito americano. 

I Rockefeller cambiarono il modo di fare affari. David in particolare modo.

Fu dopo la guerra che David iniziò la sua ascesa senza fine. David si dedicò a tutto tondo sulla sua carriera professionale presso la Chase Manhattan Bank. In quel contesto suo zio, Winthrop Aldrich, era il presidente della banca. John e John Jr Rockefeller, invece, erano i maggiori azionisti della banca.

Quando David arrivò in sede, era considerato niente più e niente meno che un bambino ricchissimo e viziato. 

Nella realtà dei fatti, però, David aveva studiato tanto, e quindi non tardò a iniziare la sua grande scalata verso i vertici della banca. Il suo lavoro lo ha portato, nel giro di poco tempo, a diventare co-CEO della Banca nel 1960, e CEO nel 1969. 

David ha retto il timone della Banca di famiglia per decenni.

La sua idea cardine era quella di essere presente in tutto il pianeta. Quando David divenne CEO della Chase, le filiali nel mondo erano 11. Lui le portò a 73. La Chase Bank era diventata la banca occidentale con più filiali al mondo. Furono i primi ad aprire persino in Cina e Russia, rendendo la banca dei Rockefeller totalmente globalizzata. 

Il ruolo principale di David fu quello di riorganizzare la banca dalle fondamenta, operando su tutti i settori e su tutti gli aspetti. Dalla gestione delle risorse umane, per arrivare alla pianificazione di tutte le azioni di marketing. Ad aiutarlo in questo settore ci fu Peter Drucker, tale Drucker che, ad oggi, viene considerato il “padre del management“. Per quanto gli anni ’70 furono assai complessi e si siano rivelati essere i meno produttivi per il comparto bancario, David ha ricoperto il ruolo di CEO fino al 1981. 

La cosa fondamentale, in questo momento, è parlare di numeri. Nel momento in cui David iniziò il suo percorso alla Chase Bank nel 1946, la banca valeva 4,8 miliardi di dollari. Quando David lasciò il timone della sua istituzione, ossia nel 1981, la banca valeva $ 76,2 miliardi.

Si tratta, ad oggi, del più grande gruppo bancario del pianeta. David è, ad oggi, considerato il banchiere dei banchieri negli Stati Uniti. 

Una famiglia può cambiare il mondo?

Si. E l’esempio della famiglia Rockefeller lo dimostra. Quando una famiglia accumula una ricchezza così smodata è chiaro che si influisce nell’andamento del pianeta e di tutto ciò che lo regola. Ovviamente partendo da principio, il nonno di David non era di certo uno stinco di santo. I suoi metodi e le sue strategie non prevedevano mezze misure. Ci sono aspetti della sua strategia che non prevedevano la competitività, e per tale motivo si tratta di atteggiamenti aggressivi. 

Questo approccio volto alle fusioni e alle riunificazioni sotto una sola effige, oggi, può apparire come qualcosa di assurdo. Nella realtà dei fatti, all’epoca come adesso, fa parte della prassi. Alla fine anche Bill Gates, per affermare la sua Microsoft, ha rilevato tutti i possibili competitori. John Rockefeller è stato colui che, nel suo settore, ha saputo avere fiuto e capacità per compiere il suo obiettivo. John ha quindi dato le basi per creare un’industria che è diventata parte integrante dell’economia di tutto il mondo. Si tratta, chiaramente, di un settore che ha stimolato lo sviluppo e la diffusione di tanti altri, e i Rockefeller ci sono rimasti dentro al 100%.

Il petrolio è stato un affare d’oro.

L’oro Nero, appunto. Nel periodo in cui John iniziò la sua attività si sprecavano tanti soldi. Secondo Rockefeller era necessario rendere il processo produttivo efficiente ed economico. Il cherosene andava portato alle masse. Questo l’obiettivo principale. Tanto è vero che è grazie ai Rockefeller che il carburante sostituì l’olio di balena e l’olio di carbone. In alcuni casi arrivò a superare anche l’utilizzo dell’energia elettrica. Poi con la diffusione delle automobili come mezzo di spostamento di massa, il gioco era fatto. 

Grazie a questo monopolio furono ideati, sviluppati, creati e diffusi più di 300 sottoprodotti derivati dal petrolio. Dalle vernici, agli oli lubrificanti  per giungere agli anestetici. In questo contesto si può dire che la natura di fare affari cambiò letteralmente. L’obiettivo era quello di mettere l’efficienza come base eliminando tutti gli sprechi in qualsiasi campo e impresa. 

John non veniva dagli establishment.

Si tratta di un uomo che si era fatto da se e che era partito da una fattoria dove era nato. Possiamo azzardare che John incarnava alla perfezione l’archetipo del sogno americano. E mentre il nonno ha pensato a fare i soldi e ad affermare il nome dei Rockefeller per sempre, Laurance e David in particolare, hanno gettato le basi per creare e plasmare il mercato finanziario americano. Il tutto grazie al loro acume. 

Non possiamo tralasciare, però, tutti gli altri campi in cui i Rockefeller hanno contribuito a primeggiare. La ricerca medica, in primis, con lo sviluppo dei farmaci che venivano e vengono prodotti da molte case farmaceutiche collegate ai Rockefeller. L’istruzione che, chiaramente, ha subito parecchie influenze grazie all’ azione dei Rockefeller. Ma bisogna nominare anche l’arte e le scienze sociali. Il loro patrimonio ha contribuito a supportare centinaia di organizzazioni diversi, dividendo, in lungo e largo, centinaia di milioni di dollari in questi anni.

Per fare un esempio solo John Rockefeller, nel corso della sua vita, ha donato $540 milioni.

La vera cifra destinata alla filantropia, complessivamente, è ad oggi sconosciuta e, probabilmente, rimarrà sconosciuta per sempre. 

Eventi chiave nella storia della famiglia Rockefeller:

1839:  John D Rockefeller nasce a Richford, New York, l’8 luglio. Viene al mondo dentro una fattoria .

1859:  Il capostipite dei Rockefeller, con un patrimonio di 2000$, entra in partnership con Maurice B. Clark

1863:  La società entra a pieno titolo nel settore petrolifero. Creano la Andrews, Clark&Co

1870:  la Standard Oil Company viene creata con un capitale iniziale di 1 milione

1874:  il figlio di John Rockefeller, John Jr, nasce a Cleveland, Ohio

1890:  John Rockefeller dona $600.000 per finanziare l’istituzione dell’Università di Chicago

1901:  viene fondato il Rockefeller Institute for Medical Research (ora Rockefeller University)

1906:  John III, figlio di John Jr, nasce a New York City il 21 marzo

1911:  la Corte Suprema ordina l’immediato scioglimento della Standard Oil Company per via del monopolio che aveva istituito. 

1915:  David Rockefeller, il figlio più giovane di John Jr, nasce a New York City

1946:  David entra a far parte della Chase Bank come vicedirettore nel dipartimento bancario estero

1969:  David viene nominato Presidente del Consiglio di amministrazione e CEO della Chase Manhattan Bank

1994: viene  inaugurato il David Rockefeller Center for Latin American Studies nei pressi dell’Università di Harvard

2000:  la proprietà della famiglia Rockefeller del Rockefeller Center termina. La proprietà in questione è stata venduta per $1,85 miliardi

2017:  David muore all’età di 101 anni nello stato di New York con un patrimonio netto di $ 3,3 miliardi

12 curiosità sulla famiglia Rockefeller che pochi sanno

  1. Quando John D. Rockefeller lasciò la vita terrena nel 1937, il suo patrimonio era pari all’1,5% della produzione economica degli USA.

    Non si conosce l’esatto valore di ciò che è gestito dai Rockefeller. Tutte le stime sono approssimative, e quindi non possiamo dare dei dati certi.

  2. La strana morte di Nelson Rockefeller è circondata, ad oggi, da un alone di mistero.

    Ufficialmente ebbe un infarto. In realtà i primi rapporti ci dicono che la sicurezza del Rockefeller Center aveva trovato il “repubblicano liberale” morto sulla sua scrivania. I rapporti successivi, però, ci dicono altro. A quanto pare Nelson morì in una casa cittadina, di infarto. A quanto pere stava facendo sesso con una aiutante di 25 anni. La moglie di Nelson ha sempre negato questa evidenza. L’aiutante, però, confermò il contenuto della seconda relazione.

  3. Churchill ha quasi scritto la biografia autorizzata dei Rockefeller.

    Il futuro primo ministro britannico scrisse più di 40 libri vincendo il Nobel per la letteratura nel 1953. La famiglia Rockefeller aveva chiesto all’oratore di scrivere la biografia autorizzata della famiglia. Per questo arduo compito Churchill aveva chiesto la modica cifra di $ 250.000 in anticipo. Persino i Rockefeller si rifiutarono di pagare questi soldi, e diedero il compito a Allan Nevins della Columbia University.

  4. La ricchezza dei Rockefeller era collegata all’accordo segreto di Vanderbilt.

    Il magnate Cornelius Vanderbilt strinse un accordo con John Rockefeller. L’intento era quello di trarre, entrambi, profitto. In buona sostanza: Vanderbilt ottenne il diritto esclusivo di trasportare il petrolio e John si garantì prezzi inferiori per il trasporto. La Standard Oil, però, crebbe così velocemente che, ad un certo punto, Vanderbilt aveva deciso di tagliare tutte le agevolazioni e gli sconti. Con una mossa tipica di John, utilizzando parte della sua fortuna, i Rockefeller decisero di costruire la propria pipeline, riducendo i profitti di Vanderbilt. Egli morì pochi anni dopo, nel 1877.

  5. Michael C. Rockefeller fu, probabilmente, mangiato dai cannibali.

    Michael C. Rockefeller
    Michael C. Rockefeller

    Si tratta del quinto figlio di Nelson. Quest’ultimo era appassionato di fotografia e lavorava presso il Museum of Primitive Art. A 23 anni decise di andare a fotografare gli indigeni, con la speranza di portare nella grande mela una mostra fotografica esclusiva. Partì dunque per la nuova Guinea. La sua barca si rovesciò e, nonostante provò a nuotare fino a riva, non fu più ritrovato dopo due settimane di intense ricerche. La causa ufficiale della morte sarebbe l’affollamento. C’è da dire, però, che molti credono che sia stato mangiato dai cannibali. A dar prova di questa affermazione, sicuramente, vi è la testimonianza di un prete olandese che ha avuto modo di incontrare, qualche mese dopo, i membri della tribù Otsjanep. Questi ultimi hanno ammesso di aver ucciso un uomo che corrispondeva alla descrizione di Michael. Al prete sono state mostrate anche le ossa come prova.

  6. Winifred Rockefeller ha commesso un duplice omicidio-suicidio.

    La pronipote di John D. Rockefeller Sr., all’età di 46 anni, uccise le sue due figlie prima di suicidarsi. Nel 1951 la donna ha avviato le sue due auto nel garage di casa, a Greenwich, nel Connecticut. La donna ha messo le sue figlie in una delle auto e lei si è sdraiata a terra. La cameriera le ha trovate tutte e tre morte.

  7. Per anni un truffatore si è spacciato per un membro della famiglia Rockefeller.

    Si tratta di “Clark Rockefeller”, un truffatore che ha usato il nome della famiglia Rockefeller per acquisire credibilità. Grazie al suo cognome partecipava a galassia esclusivi, ha ricevuto ottime offerte di lavoro e si è sposato con una donna ricchissima. Nella realtà dei fatti si tratta di Christian Gerhartsreiter,  un uomo tedesco che nel 2008 è stato arrestato e condannato a 27 anni di galera. La condanna è avvenuta per l’accusa di un omicidio non correlato alla vicenda.

  8. John Rockefeller Senior sopravvisse alla sua stessa assicurazione sulla vita e incassò 5 milioni di dollari.

    Egli ha vissuto così a lungo che la sua compagnia assicurativa fu tenuta a pagargli il premio dell’assicurazione sulla vita. Nato l’8 luglio 1839, John morì di arterosclerosi, solo due mesi prima dei suoi 98 anni.

  9. John sposò il proibizionismo.

    In tanti credono che egli abbia voluto finanziare il proibizionismo per escludere l’etanolo come carburante. Nella realtà, però, egli era realmente contro l’alcool. Non bevve mai un bicchiere in tutta la sua vita. La moglie, Laura, fu membro attivo della Women’s Christian Temperance Union. Dietro l’approvazione del diciottesimo emendamento, e quindi il Volstead Act, vi fu un’enorme donazione del WCTU.

  10. John aveva l’alopecia.

    La malattia del sistema immunitario che attacca i bulbi piliferi causò la perdita di tutti i suoi capelli sin dalla giovane età. Egli perse tutto: capelli, peli del corpo, sopracciglia, all’età di 40 anni. Indossò parrucche per tutta la vita.

  11. La famiglia Rockefeller ha contribuito a sradicare l’anchilostoma.

    Si tratta di una malattia che infettava il 40% della popolazione del sud. John donò un milione di dollari alla Commissione Sanitaria Rockefeller per mappare le aree ad alto rischio e curare le persone infette. Oggi l’anchilostoma è quasi del tutto debellato. È presente solo in alcune piccole zone del profondo sud.

  12. John Rockefeller ha regalato un centesimo ad ogni singola persona che ha incontrato.

    Su consiglio di un esperto di Pubbliche Relazioni, John portava con se un “sacco di fiocchi di neve freschi”. Elargiva un centesimo per ogni persona che incontrava, dai bambini agli imprenditori. Negli anni ’20 un centesimo equivaleva a circa 5$. In tutta la sua vita, a quanto pare, John donò circa 35.000$ con questa modalità. 



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