Rapporto Debito PIL: cos’è, definizione e differenze col deficit

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rapporto debito pil

La parola PIL ha accompagnato i cittadini italiani ed europei nel corso degli anni, tale termine insieme al rapporto del debito sono state intercalari costanti di telegiornali ed economisti nazionali. Non tutti conoscono realmente il significato di tale rapporto e come questo possa influire concretamente sulla quotidianità. Nelle prossime righe cercheremo di analizzare il rapporto debito-PIL, soffermandoci su definizione e importanza.

Cos’è il rapporto Debito-PIL

Analisti ed esperti del settore finanziario utilizzano il rapporto debito-PIL per avere un indicatore essenziale di quale sia l’andamento finanziario di una Nazione. Non tutti però sono a conoscenza del perché il rapporto del debito pubblico e il Prodotto Interno Lordo siano così strettamente legati da risultare un parametro di riferimento.

La risposta è da ricercare del Patto di stabilità che gli Stati dell’UE monetaria hanno concordato, questo stabilisce che il rapporto debito-PIL, affinché lo stato economico di un Paese sia ottimale per il benessere dell’Unione Europea, deve rientrare in un limite del 60%.

Tale condizione di necessità “costringe” i Paesi che hanno firmato l’accordo a non poter superare tale soglia, previa una motivazione di estrema importanza che lo stesso Stato deve successivamente approvare nei bilanci.

Come è facile dedurre l’indicatore debito-PIL assume importanza grazie alla sua capacità di definire il valore del debito di un Paese (Italia, Francia, Germania, ecc.) sulle finanze del Paese stesso.

Da un punto di vista tecnico esso ha la capacità di indicare quanto uno specifico Paese deve restituire a coloro che hanno comprato titoli di Stato, cioè i creditori. Ma perché statisti e analisti ritengono così importante il rapporto debito-PIL?

Debito-PIL e Deficit-PIL

Affinché si possa rispondere alla domanda del paragrafo precedente è necessario distinguere debito pubblico da deficit pubblico. Il deficit pubblico ha la capacità di misurare la differenza tra le spese pubbliche sostenute e il gettito in immissione; tale differenza, assecondando le disposizioni dell’Unione Europea, deve attestarsi sotto il 3% del PIL.

È essenziale porre l’accento sulla definizione di deficit pubblico poiché strettamente correlato al debito pubblico. I due indicatori, infatti, in base al loro andamento possono mettere in luce una curva positiva o negativa dell’economia. Nel caso in cui ci fosse deficit pubblico significherebbe che lo Stato ha avuto maggiori spese rispetto agli incassi e per farlo ha dovuto necessariamente ricorrere al debito pubblico.

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E il debito pubblico

L’aumentare del debito pubblico avviene a causa di una non emissione di obbligazioni e titoli oppure di tasse non sufficienti per compensare le spese effettuate.

Se da un punto di vista teorico si può immaginare il rapporto debito-PIL come due componenti sullo stesso piano, da quello pratico questi due indici rappresentano due grandezze differenti.

Il PIL, infatti, ha la funzione di misurare la grandezza del flusso, cioè rappresenta il valore totale delle operazioni di uno Stato. Queste operazioni rientrano in un lasso di tempo ben definito che determina l’unità di misura. Mette in luce la produttività di uno specifico Paese e riesce a fornire un valore quantitativo dei beni e dei servizi in un determinato lasso di tempo scelto come riferimento.

Il debito, invece, ha la capacità di misurare una quantità in un determinato momento, che può addizionarsi nel tempo.

La diversità di grandezze potrebbe destabilizzare chi cerca di comprendere le motivazioni nel rapportare debito e PIL. In realtà vengono rapportati tali elementi per misurare le possibilità che uno Stato ha nel poter ripagare ai creditori il debito accumulato.

Migliori saranno le probabilità di uno Stato di riuscire a ripagare i propri debiti maggiore sarà la forza della sua economia.

Conclusioni

Il rapporto debito-PIL in Italia è ormai da anni soggetto di forti discussioni, anche se tecnicamente questo rapporto non indica realmente la stabilità economica di un Paese, ne può però determinare una forza politica. Gli Stati dell’Unione Europea hanno la necessità di trasmettere fiducia, ciò può avvenire tramite un Governo attento e capace di bilanciare debito pubblico e PIL, incrementando un possibile sviluppo economico e un rilancio produttivo.


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