Prodotto Interno Lordo (PIL). Cos’è? La guida definitiva

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prodotto interno lordo PIL

PIL ovvero Prodotto Interno Lordo. Pil cos’è? Come si calcola? Cosa sapere?

Cos’è il pil? In questa guida cerchiamo di capire cos’è Il PIL (Prodotto Interno Lordo). 

Pil Significato (Prodotto Interno Lordo)

Pil definizione: partiamo dicendo che il PIL è la somma di tutto il valore derivato da prodotti e servizi realizzati all’interno di uno stato sovrano in un determinato lasso di tempo. Ma cosa si intende per valore? Il valore non è altro che il risultato dello scambio e quindi della compravendita di beni e servizi.

Questo significa che sono esclusi dal PIL tutti quei servizi o prodotti realizzati per il sostentamento personale di un soggetto, e quindi per l’autoconsumo, o dei servizi messi a disposizione gratuitamente.  

Nel determinare il PIL non si tiene in considerazione la provenienza del produttore, ma il dato viene calcolato utilizzando come parametro la realtà geografica, e quindi il luogo in cui il servizio o prodotto viene materialmente realizzato.

Un frullatore prodotto in Italia da una società Canadese entra nel Prodotto Interno Lordo dell’Italia. Un corso di cucito (in questo caso si tratta di un servizio) tenuto in Svizzera da una società Italiana viene computato nel PIL svizzero.

prodotto interno lordo

Perché si parla spesso di Prodotto Interno Lordo? 

La risposta è molto semplice. Nel PIL si includono gli ammortamenti. Per ammortamenti si intende il deprezzamento di tutti gli apparati che compongono il sistema produttivo. Non si tratta solo di quegli apparati fisici, ma anche quelli virtuali come i sistemi informatici, i TIC e i software dei PC). Questo perché gli apparati del sistema produttivo tendono a deteriorarsi, e quindi a dover essere aggiornati, ripristinati o sostituiti. 

Il calcolo PIL

Per calcolare il Prodotto Interno Lordo si possono utilizzare tre metodi che adesso andremo ad elencare. Il tutto dipende dalla grandezza dell’economia di riferimento che dobbiamo esaminare. Il valore del PIL si determina dalla compravendita e quindi dagli scambi che avvengono entro il territorio di uno stato sovrano. Quando avviene uno scambio accade questo: abbiamo il soggetto che acquista, il compratore (che spende), e quello che ha venduto il bene o servizio. 

Metodo della Spesa

Il primo modo per calcolare il PIL è il “Metodo della Spesa”: questo metodo prende in considerazione la domanda. Questo significa che calcola i dati relativi a chi compra e quindi spende dei soldi per avere un bene o servizio. Ma quindi da cosa è composto il Prodotto Interno Lordo? 

  1. I consumi (e quindi i soldi spesi all’interno delle famiglie in tutti i beni durevoli, servizi e tutti i beni di consumo). 
  2. Gli investimenti  (spese di soggetti privati, famiglie e imprese in beni immobili o strumentali)
  3. Spesa Pubblica (si tratta dei soldi spesi dalla Pubblica Amministrazione e dallo Stato)
  4. esportazioni nette (ovvero il calcolo che deriva dalla differenza tra esportazioni e importazioni)

Il metodo del Valore Aggiunto Prodotto Interno Lordo

Un altro modo per calcolare il PIL prende in considerazione chi vende il bene e servizio, ed è quindi calcolato dal punto di vista dell’offerta. Per giungere alla conclusione di tutte le fasi del processo produttivo, e quindi alla vendita del bene, si realizzano una serie di fasi intermedie che prevedono l’utilizzo di tutta una serie di beni come semilavorati o materie prime.

A questo processo sono legati tutti i fattori produttivi che ci permettono di aggiungere valore dopo ogni passaggio del processo produttivo: tutti i valori aggiunti sommati andranno a formare il PIL ottenendo lo stesso risultato del metodo precedente. 

Il Metodo dei Redditi PIL 

L’ultimo metodo che dobbiamo analizzare per il calcolo del Prodotto Interno Lordo riguarda un altro punto di vista che va preso in considerazione. Sto parlando di tutti quei fattori che andranno ad essere impiegati per giungere al bene finale. Tutti i fattori di produzione possono essere riassunti in: 

  • lavoro 
  • capitale finanziario impiegato:

Tali fattori vanno ripagati con profitti e stipendi. Non dobbiamo escludere tutte le tasse sulla produzione e l’IVA. Si tratta di una sorta di profitto per lo Stato che garantisce dei servizi e che chiede, in cambio, il pagamento delle tasse. Il tutto al netto dei contributi alla produzione. Recentemente si è pensato di aggiungere e stimare al computo anche il contributo generato dall’economia sommersa, assieme a tutti i redditi che ne derivano. 

prodotto interno lordo

Per quale motivo è indispensabile il Prodotto Interno Lordo? A che serve? 

Il PIL è un termometro che riesce a darci una visione chiara dello stato di salute dell’economia di uno stato o di un sistema economico. Il Prodotto Interno Lordo è dunque quel dato che denota l’abilità di uno stato nella produzione e nello scambio di beni e servizi.

Per questo motivo il dato, che viene raccolto, viene studiato nel passato e in relazione al futuro. Questo è possibile perché in economia ad una determinata causa tende a corrispondere una conseguenza determinata. 

Gli analisti e gli economisti tendono a studiare i dati del passato per lavorare le stime su quelli che potranno essere i futuri risvolti. L’andamento del PIL è un’indicatore importante che determina le scelte di politica monetaria delle Banche Centrali.

Quando le entrate fiscali e i livelli di benessere sono elevati, il sistema economico è florido e il bilancio pubblico ne beneficia grazie alle entrate. In quel contesto i tassi di crescita saranno consistenti, importanti e con l’aumento del PIL si ha anche un potenziale rialzo dei tassi di interesse. 

I parametri chiave, per valutare il sistema economico, sono: 

  • il Prodotto Interno Lordo
  • deficit
  • il debito pubblico

Grazie a questi dati fondamentali saremo nelle condizioni di poter delineare i parametri chiave di quei paesi che fanno parte dell’Eurozona e che si impegnano a rispettare le regole che l’Unione impone. L’eurozona, infatti, tende a far convergere tutti i conti pubblici degli stati.

In questo senso, infatti, si punta alla solidità economica e monetaria dell’eurozona sopratutto nei periodi di crisi come la recente emergenza sanitaria.

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