Prezzo del petrolio Wti in tumulto e USO Fund in cambiamento

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prezzo petrolio

I contratti futures sul Wti hanno fatto toccare terreno negativo al prezzo del petrolio. La seduta di martedì ha visto precipitare a quota negativa il prezzo dei contratti, una situazione storica. Mercoledì un po’ di respiro ma il contratto con scadenza giugno inizia a risentire dei turbamenti degli investitori.

Contratti sul petrolio in negativo

Il crollo storico del prezzo del petrolio con i contratti Wti in negativo ha pesato anche sui listi europei. Il barile con scadenza a giugno ha perso il 50%  andando anche sotto i 10 dollari (nella seduta di oggi).

La forte ondata ribassista si è riversata anche sui contratti future di giugno. Infatti, gli investitori sono preoccupati circa i veri effetti del lockdown a livello mondiale. E con essi, anche l’impatto sulla domanda futura di petrolio.
Una situazione che sta richiedendo ampia analisi da parte dei produttori e degli attori coinvolti.

A questo, si aggiunge l’ancora più vicino spettro del limite relativo allo stoccaggio di greggio. Infatti, come già detto, la capacità massima degli Stati Uniti è vicina, con le sue ripercussioni sul prezzo del petrolio. 

“Se lo spazio di stoccaggio resta saturato, la volatilità dei prezzi resterà eccezionalmente alta nelle prossime settimane.” come segnala Goldman Sachs. Specificando che occorreranno mesi per una stabilizzazione della situazione. 

Infatti, il principale Hub di stoccaggio a Cushing (Oklahoma) è vicino al punto di saturazione. 

Il prezzo del petrolio e l’OPEC

prezzo del petrolio

L’ultima intesa da parte dell’OPEC con Arabia Saudita in testa e la Russia ha portato ad un accordo. Come esito si è avuta una riduzione pari al 10% della produzione mondiale di petrolio. A partire dal primo maggio, i paesi aderenti dovrebbero estrarre circa -9,7 milioni di barili al giorno.

Tuttavia, alcuni dei ministri si sono riuniti in conferenza nella giornata di martedì per ulteriori misuri restrittive.

È proprio il governo saudita a dichiarare di osservare molto da vicino il mercato petrolifero. Infatti, ha precisato di essere pronto a intervenire con misure supplementari per salvaguardare il prezzo del petrolio. A conferma di ciò, l’impegno ad assicurare un’intesa con i russi per i prossimi due anni.

Il Fondo USO e il cambio di strategia

Il repentino calo del prezzo del petrolio ha portato lo United States Oil Fund a un cambio di strategia. Infatti, il noto fondo con sigla “USO”, molto in voga tra i retail, è precipitato nelle scorse sedute. Questo ha reso necessario una modifica interna e di uno spostamento dei fondi sui altri contratti a scadenza.
Infatti, la scelta presa dagli amministratori è quella di proteggersi se la quotazione petrolio subisse altri colpi importanti.
Martedì pomeriggio è avvenuto il primo trasferimento di denaro sul contratto con scadenza agosto.

 

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