Pier Paolo Pasolini morte: un mistero lungo cinquant’anni

Una veloce riscoperta della vita artistica di Pier Paolo Pasolini a cento anni dalla sua nascita e quasi cinquant'anni dal suo brutale omicio, tutt'oggi senza una vera risposta.

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Foto di Domenico_Notarangelo

Pier Paolo Pasolini è considerato uno dei maggiori poeti, scrittori e registi italiani del XX secolo. La sua morte, avvenuta il 2 novembre 1975, è ancora avvolta nel mistero, quando lo ritrovarono sulla spiaggia di Ostia, vicino Roma, con diversi segni di violenza sul corpo. Le primi indagini accertarono che si trattava di omicidio, ma il caso non si può definire risolto del tutto. Le ipotesi sul killer o i killer sono diverse, ma la verità sulla morte di Pasolini rimane ancora sconosciuta. Ripercorriamo brevemente alcuni tratti salienti della figura di Pier Paolo Pasolini e come la sua impronta sia stato fondamentale per il panorama intellettuale italiano e non solo.

PPP – Pier Paolo Pasolini: la vita

Pier Paolo Pasolini è nato a Bologna nel 1922. Trascorre la maggior parte della sua infanzia e della sua adolescenza a Casarsa della Delizia, in Friuli. Qui entra in contatto con il mondo contadino e popolare, che sarà un elemento fondamentale nella sua opera. Fin da giovane si interessa alla poesia e alla scrittura. La sua formazione intellettuale è profonda e varia: si diploma in liceo classico, studia all’Università di Bologna e poi all’Accademia d’Arti Drammatiche Silvio D’Amico di Roma. Nel 1944 pubblica il suo primo libro di poesie, “Rime”, seguito da altri importanti volumi come “Poesie a Casarsa” (1947) e “La meglio gioventù” (1954). Inizia anche a scrivere per il cinema, collaborando alla sceneggiatura di alcuni film.

Nel 1950 pubblicò il suo primo romanzo,“Ragazzi di vita”, seguito da altri importanti lavori come “Una vita violenta” e “Accattone”, “Edipo Re” (1967) e “Medea” (1969). Pasolini continuerà, successivamente, a scrivere romanzi e saggi dedicati all’Italia contemporanea, denunciando i mali della società del tempo, a volte schierandosi in controtendenza.

Pasolini regista

Pier Paolo Pasolini inizia la sua carriera da regista nel sessanta proprio con il film “Accattone”. La pellicola, ambientata nella periferia di Roma, raccontava la storia di un vagabundo che viveva di espedienti. Pasolini affermò che il film era una denuncia della “miseria umana” e del sistema economico che generava tale povertà.

I film

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini a Quarticciolo – Foto L’Espresso

Il film non fu un successo commerciale, ma ebbe un grande impatto sul mondo della critica. Pasolini continuò a dirigere film che affrontavano tematiche sociali ed etiche, spesso in modo provocatorio. I suoi film erano estremamente controversi e hanno continuato a far discutere anche dopo la sua morte.

Nel 1962, Pasolini girò “Mamma Roma”, un film che raccontava la storia di una prostituta romana che cercava di cambiare vita. Il film ebbe un grande successo e gli valse numerosi premi, tra cui il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Arriva il 1964, e partono le riprese de “Il vangelo secondo Matteo”, un film che raccontava la storia del vangelo secondo Matteo. È il 1968 l’anno di “Teorema”, con la storia di un uomo inviato da un misterioso benefattore in una famiglia borghese.

Salò o le 120 giornate di Sodoma

Pier Paolo Pasolini – Scena del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”

Un titolo che segnerà una della parentesi più “scandalose” riguarda “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Basato sull’omonimo romanzo di de Sade, il film narra la storia di un gruppo di uomini che imprigionano e compiono atti di sevizie (anche sessuali) su un gruppo di ragazzi. “Salò” è considerato un capolavoro del cinema, ma è anche una delle opere più violente e disturbanti mai realizzate. Pasolini ha affrontato temi a dir poco tabù, trattando sdoganando la violenza, la sessualità (o le perversioni) la politica, e la morale mischiandone i contorni. La sua visione personale e lo stile unico lo hanno reso un cineasta molto amato e influente.

Il fiore del male

“Il fiore del male” è un altro film di Pier Paolo Pasolini che affronta temi molto forti. Il film narra la storia di un uomo che uccide la propria moglie e la figlia. L’uomo, tuttavia, non si sente in colpa per questo e anzi sembra trovare una sorta di gioia nell’atto della violenza. “Il fiore del male” è un film molto duro, anche se estremamente potente e poetico. Inserendo temi come la violenza domestica, l’omofobia, su uno sfondo periferico e degradato.

La morte di Pier Paolo Pasolini

Si sa che fu ucciso brutalmente, a soli 53 anni, ma le circostanze precise della sua morte suscitano ancora oggi un acceso di dibattito. Alcuni sostengono che Pasolini sia vittima della criminalità organizzata o forze eversive che hanno agito da esecutori. Altri sostengono che fu ucciso da non meglio precisati apparati di poteri per via di alcune sue inchieste (mai completate). In ogni caso, la sua morte è un evento tragico che ha segnato profondamente la storia d’Italia.

La versione ufficiale della morte di Pier Paolo Pasolini è che fu ucciso da un giovane pugliese di nome Pino Pelosi. Pelosi confessò l’omicidio e fu condannato a quindici anni di reclusione. Tuttavia, molti sospettano che ci sia stato un complotto dietro l’omicidio di Pasolini.

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