Petrolio sopra i 50 dollari grazie al dialogo tra Cina e USA

I positivi rapporti che giungono relativi ai negoziati tra le due super potenze commerciali stanno spingendo al rialzo le quotazioni.

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petrolio aumenta il prezzo
Scavi petroliferi

Il prezzo del barile torna a salire sopra quota 50 dollari, una ripresa che arriva dopo il tonfo fatto nel mese di dicembre. Questa spinta è stata favorita dall’alleggerimento della tensione Cina-USA.

I NEGOZIATI

Petrolio sopra i 50 dollari: L’avvio dei negoziati tra le due super potenze commerciali ha cominciato a far respirare i mercati. Un mercoledì che ha risentito positivamente del rilascio dei primi comunicati da Pechino sul buon andamento delle trattative.
Alcuni piccoli compromessi riguardano alcuni settori chiave dell’economia americana e di materie prime. In questo paniere rientrano anche le nuove modalità per l’accesso al mercato cinese.

Segnali che hanno permesso al petrolio di andare sopra ai 50 dollari. Ha guadagnato a inizio sessione l’1%, sia per quanto riguarda il Brent che il West Texas. Guadagno che si aggiunge al +2% della sessione di ieri.

LO SPETTRO DEI DAZI

Quest’aria di positività, tuttavia, non deve far pensare che le acque si siano calmate. Scopo delle trattative è quello di redigere un accordo completo e chiaro. Se quest’obiettivo venisse disatteso, il 2 marzo 2019 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump agirebbe di conseguenza.
Azione che si tradurrebbe in un aumento delle tariffe fino al 25% su oltre 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi negli States. 
Pertanto, l’interesse del governo Cinese è quello di appianare queste divergenze e trovare un accordo senza “irragionevoli concessioni”. Risultato sperato visto l’andamento generale dell’economia del gigante asiatico che in questo momento ha visto una flessione.

L’EFFETTO OPEC ha agevolato il petrolio a salire oltre i 50 dollari.

A dare supporto a questa spinta è stata anche la linea mantenuta dall’Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio. Nella riunione di dicembre dello scorso anno, l’OPEC e i suoi partner (Riussia in primis) hanno deciso di tenere attivi i tagli alla produzione. Scelta doverosa visto che i timori di un surplus di offerta stavano facendo abbassare eccessivamente il prezzo.
Va ricordato come a questo contenimento dell’offerta di greggio si sia contrapposta la super produzione americana. L’estrazione dello Shail Oil, infatti, è aumentata di 2 milioni di bpd rispetto allo scorso anno.

Un clima di rialzo che attualmente, viste le insidie, dovrebbe riportare il petrolio in un range di prezzo ideale.

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