Petrolio quotazione dopo scorte e in attesa dell’OPEC

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La petrolio quotazione ha visto un aumento del presso nella giornata di mercoledì a seguito dei dati positivi sulle scorte. Infatti, le riserve di greggio negli USA sono diminuite mentre il mercato attende la riunione dell’OPEC. Una situazione influenzata anche dalla difficoltosa ripresa dei maggiori consumatori mondiali ancora alle prese con l’emergenza sanitaria. Primi tra tutti, gli Stati Uniti d’America.

Petrolio quotazione in rialzo: lo scenario

Il prezzo del barile recupera terreno dopo gli incoraggianti dati che vedono un importante riduzione delle riserve. Circa 8 milioni di barili in meno nella settimana dicono i dati API. Restiamo in attesa del dato EIA che sarà rilasciato pomeriggio alle 16:30 (ora italiana). Intanto si attende la decisione dei paesi produttori sul futuro della produzione. L’Opec rende noto che l’accordo relativo ai tagli è stato rispettato al 107%, con grande senso di responsabilità da parte degli Stati.

In attesa del meeting Opec

petrolio quotazione

La conferenza virtuale dell’OPEC + (che include, ricordiamo, anche gli Stati non membri) deciderà il futuro. Secondo fonti citate da Link Securities ci si può aspettare già a partire da agosto un aumento delle estrazioni. L’Organizzazione potrebbe, quindi, decidere di ridurre i tagli portando la produzione a 7,7 milioni di barili giornalieri. Per questo motivo, per la petrolio quotazione si rende necessario comprendere la posizione che terranno. Queste informazioni rendono più plausibile uno scenario di compensazione anziché un proseguimento della attuale politica. (clicca questo link per seguire la diretta streaming sul sito ufficiale Live Meeting.

Secondo gli analisti di ING Economics:

“il mercato è interessato a vedere se i tagli più profondi saranno prolungati per un altro mese o se il gruppo si atterrà al piano originale e inizierà a ridurre i tagli. La maggior parte delle indicazioni suggerisce che sarà quest’ultima, con maggiore enfasi sulla conformità e sui tagli compensativi”.

Nello specifico, la proposta è altamente appoggiata poiché proposta dall’Arabia Saudita, paese con ruolo guida nell’Opec. E per gli analisti si prevede che nel 2021 la domanda di petrolio dovrebbe spingersi di ben 7 milioni di bpd. Livelli, tuttavia, inferiori alle richieste globali pre-coronavirus riferiti al 2019.

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