🛢PETROLIO – Il suo prezzo dipende dagli Stati Uniti d’America

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Meeting OPEC il 30 Novembre, ma il prezzo del Petrolio dipende dagli USA

Mentre i riflettori sono puntati sul meeting OPEC del 30 novembre con Russia e Arabia Saudita a braccetto per mantenere gli equilibri, il gigante americano lancia il guanto di sfida.

Sfida rilanciata dalla “corsa allo SHALE” che sta trasformando gli Stati Uniti in uno dei protagonisti del mercato petrolifero ed energetico minando duramente la stabilità del mercato.

Se con gli accordi dell’Organizzazione OPEC si era giunti alla stabilizzazione delle quotazioni e al contenimento delle scorte di barili, il ritorno sul campo delle estrazioni americane è un fattore difficilmente contenibile.

INCERTEZZE

Se a Vienna il 30 dicembre l’asse OPEC-RUSSIA cercherà di porre un argine, nessuna previsione può essere fatta sui numeri delle produzioni americane del 2018. Infatti, se l’inclusione russa nell’accordo è stata un’ancora per il mercato dell’OIL, gli Stati Uniti rappresentano un gravissimo problema.

I tagli, infatti, sono serviti a risollevare il triste livello al di sotto dei 45$ di quest’estate. Poi, di corsa, fino a raggiungere i livelli attuali che si attestano vicino quota 59$.

IL RILANCIO

Se gli sforzi del ministro saudita del petrolio sono serviti a far riacquistare all’OPEC la sua centralità, i trivellatori di SHALE OIL non sono stati a guardare. Questo è stato incentivato dalla volontà di contenere al massimo i costi di estrazione e massimizzare la produttività.

Le prospettive per le produzioni americane sono incerte. Tuttavia, a detta di alcuni attendibili analisti, ci si può aspettare dai 500mila ad oltre 1,5 mln di barili al giorno.

Un numero, in ogni caso, enorme che vanificherebbe i sacrifici e i risultati resi possibili dall’accordo, ingaggiando una lotta dagli esiti imprevedibili.

ESITI.

Con il rafforzamento dei prezzi che ha stimolato lo SHALE, l’Arabia Saudita e la Russia dovranno mantenere una salda cooperazione. E questo porta ad interrogarsi su come reagiranno con i clienti che si troveranno la nuova offerta di petrolio americano. Lo scenario è colmo di incognite, e a Vienna non staranno di certo a guardare.

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