🛢 Petrolio a 68$, la corsa continua!

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Petrolio: non si arresta la corsa dell’oro nero, con il WTI quotato a ben 68 dollari e il Brent che si attesta a 74,44.

I fattori che influenzano le quotazioni sono quelli che attualmente continuano a riguardare il medioriente e la sua crisi.

IRAN

Insieme alla Siria, anche l’Iran è oggetto privilegiato delle attenzioni occidentali. Attenzioni confermate nell’appena conclusa visita di stato del presidente francese Macron negli Stati Uniti.
Incontri alla fine dei quali è emersa la differenza di vedute tra i due capi di stato. Per Trump sarebbe necessario ripristinare le sanzioni verso Teheran e che la linea assunta a fine 2015 per la loro sospensione è “ridicola“.

Per Macron, invece, le discussioni intercorse con l’inquilino della Casa Bianca potrebbero aprire gli spiragli per un accordo accettabile anche per gli Stati Uniti. Il capo dell’Eliseo ha quindi frenato i bollori: “L’Iran non deve possedere armi nucleari”, ma bisogna anche “rispettare la sovranità” di Teheran ed evitare “una guerra in Medioriente”.

Washington ha tempo fino al 12 maggio per decidere la revoca delle sospensione delle sanzioni contro il regime iraniano. Una ripresa delle sanzioni provocando un’altra drastica riduzione dell’offerta di petrolio quantificabile in 500mila barili al giorno.

IL PETROLIO AMERICANO

Con l’acuirsi delle tensioni e i toni aspri del presidente americano, con Macron che ha calmato i toni dell’intervento, non bisogna dimenticare il record della produzione americana.

Gli operatori del settore hanno dichiarato che l’offerta di petrolio USA sta inondando il mercato mettendo anche in difficoltà la vendita del greggio russo o di altri paesi del cartello.

Le estrazioni di shale si attestano, come già annunciato nelle previsioni passate, a 11 milioni di barili giornalieri. Inoltre, le esposizioni dei grandi fondi sul petrolio non favoriscono l’assestamento della quotazione.

Non ci resta che attendere le mosse dei governi occidentali, ma allo stato delle cose, con il Cartello Opec + Russia serenamente coerente alla sua linea, la visione rialzista è ancora quella più logica.