Patrimonio della Chiesa: quanti soldi ha Papa e Vaticano?

Abbiamo fatto i conti in tasca alla Chiesa Cattolica Romana Apostolica, che nel corso dei millenni ha accumulato ricchezze per svariati miliardi di dollari. Ma come vengono gestiti? Come sono ripartiti? E soprattutto: quanti soldi ha il Vaticano e quanto guadagna il Papa Francesco?

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Patrimonio della Chiesa

L’effettiva dimensione del Patrimonio della Chiesa cattolica è una questione su cui molti si interrogano. Viste da fuori, le istituzioni ecclesiastiche suscitano curiosità, circondate dal lusso degli edifici di culto e dei palazzi del Vaticano. Capita spesso di domandarsi se lo stesso Papa, il capo della Santa Sede, prenda effettivamente uno stipendio e, se sì, di che cifra si parli. Cerchiamo allora di rispondere a tutti questi dubbi e curiosità.

Soldi Vaticano: quanto guadagna Papa Francesco

Numerosi pontefici, in passato, hanno effettivamente percepito uno stipendio e lo stesso papa emerito Ratzinger continua tuttora a riceverlo. Si tratta di un compenso che si aggira sui 2500 euro mensili.

Tuttavia, fin dall’insediamento Papa Bergoglio ha tentato di distinguersi dai suoi predecessori in quanto a sobrietà, cercando allo stesso tempo di cambiare la rappresentazione dell’alta gerarchia ecclesiastica come una casta immersa nel lusso e nello spreco. Del resto anche la scelta del nome, ripreso da San Francesco, vuole richiamare un’idea di povertà e morigeratezza tipicamente apostoliche.

Per questo, Papa Francesco ha scelto di non ricevere alcun compenso diretto per la sua attività di sommo pontefice.

Il Papa, però, dispone tuttora del cosiddetto Obolo di San Pietro, ovvero l’insieme delle offerte in denaro che numerosi fedeli da tutto il mondo possono fare direttamente a beneficio del vescovo di Roma. Questa sorta di fondo viene solitamente impiegato dal Papa per finanziare progetti caritatevoli o altre attività della Chiesa. Nell’ultimo decennio, l’Obolo ha raccolto diverse decine di migliaia di euro ogni anno.

Il patrimonio del Vaticano e della Chiesa Cattolica

Se Papa Francesco ha deciso di dare un segnale di sobrietà, c’è da dire che la Chiesa Cattolica e il Vaticano non sono di certo delle organizzazioni che mancano di sufficienti mezzi economici. Si parla di un vero e proprio Tesoro del Vaticano. Infatti, il patrimonio della Chiesa, inteso come l’insieme di tutti i beni e di tutte le ricchezze di ogni istituzione cattolica che fa capo alla Santa Sede, ha un valore stimato in oltre 2000 miliardi di euro. Per intendersi, si parla di una cifra paragonabile al prodotto interno lordo italiano di un anno.

Bisogna ricordare, però, che non si tratta propriamente di soldi del Vaticano. La Santa Sede, infatti, può gestire direttamente solo una piccolissima parte di questa immensa ricchezza, che in misura prevalente è in capo a migliaia di diocesi, congregazioni religiose, scuole, università e ospedali cattolici in tutto il mondo.

Se si considera il patrimonio della Chiesa inteso come i soldi del Vaticano, le stime restituiscono cifre decisamente più contenute. Il valore del patrimonio direttamente nelle mani della Santa Sede, infatti, dovrebbe aggirarsi sugli undici miliardi di euro.

Di questi soldi della Chiesa, solo una parte è effettivamente disponibile come liquidità. Circa sei miliardi su undici, infatti, non sono altro che il valore stimato dei beni immobili dello Stato pontificio, ovvero degli edifici, degli appartamenti e degli altri averi che la Santa Sede possiede. I restanti cinque miliardi costituiscono la reale disponibilità di denaro del Vaticano.

Chi gestisce il tesoro Vaticano e gli immobili della Chiesa?

Una tale mole di denaro viene gestita da diversi enti.

Il primo è l’Istituto per le opere di religione (Ior), comunemente chiamato ‘Banca Vaticana’. È stato creato nel 1942 da Papa Pio XII e ha il compito di custodire e amministrare i beni destinati, appunto, a opere di religione e carità che gli vengono trasferiti. Nel concreto, ciò significa che lo Ior gestisce il patrimonio di numerose diocesi e congregazioni religiose che si sono rivolte all’Istituto proprio per questa sua funzione.

In virtù di ciò, la Banca Vaticana amministra oggi un patrimonio valutato intorno ai cinque miliardi di euro. Di questi, circa due miliardi sono costituiti dai depositi dei suoi clienti.

Negli anni, lo Ior è stato al centro di numerosi scandali riguardanti la gestione di questi soldi, in particolare per quanto riguarda servizi che spesso rendeva a privati che poco o nulla avevano a che fare con opere di religione e carità. Anche per questo, a partire dal 2013 Papa Francesco ha apportato una serie di cambiamenti che hanno limitato le possibilità di azione dell’Istituto e ne hanno aumentato la trasparenza.

patrimonio della chiesa

Cos’è l’APSA, ovvero l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica

Un secondo ente che si occupa di gestire il tesoro Vaticano è l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Questa organizzazione, istituita nel 1967 da Papa Paolo VI, è incaricata di gestire quei beni che sono di proprietà diretta della Santa Sede. Nel fare ciò, l’APSA deve garantire una disponibilità di fondi sufficiente a permettere lo svolgimento delle funzioni della Curia. In questo senso, essa svolge il compito di vera e propria banca centrale dello Stato pontificio.

Comunque, in virtù delle sue funzioni l’APSA si trova a gestire un patrimonio che, come si è accennato, si aggira sui cinque miliardi di euro. Di questi, circa due miliardi sono costituiti da beni mobili, in particolare denaro presente nei conti correnti del Vaticano. Una grossa parte del valore gestito dall’organizzazione, però, è costituito da beni immobili. Quando parliamo di patrimonio immobiliare chiesa ci riferiamo a quasi 2000 appartamenti e circa 600 negozi e uffici, dislocati tra Roma e Castel Gandolfo. Secondo alcune inchieste, inoltre, l’APSA gestirebbe immobili collocati anche in altri Stati europei. Comunque, più della metà di questi edifici è data in affitto a dipendenti vaticani, che pagano un canone agevolato.

Patrimonio Chiesa Cattolica e conclusioni

Infine, un ultimo istituto incaricato di amministrare i soldi del Vaticano è la Segreteria di Stato della Santa Sede, in particolare la sezione degli Affari Generali. Si tratta di un organismo della Curia romana che collabora direttamente con il Papa, coadiuvandolo nel compito di guidare la Chiesa cattolica in generale e lo Stato pontificio nello specifico.

In virtù di ciò, si stima che la Segreteria gestisca, secondo le decisioni del pontefice, diverse centinaia di milioni di euro. Tra questi rientra anche il denaro del già citato Obolo di San Pietro che, arrivato a una somma di oltre quaranta milioni di euro nel 2020, in quello stesso anno ha costituito circa il 5% dell’intero bilancio dello Stato pontificio.

In conclusione, il patrimonio della Chiesa cattolica è vasto e diversificato. Anche se l’accezione che si sceglie per definirlo può influire molto sulla sua entità, in ogni caso esso si aggira su cifre definibili in miliardi di euro. Proprio per questo, i soldi del Vaticano vengono amministrati da diversi organismi, che si trovano così a gestire volumi di denaro impressionanti.

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