Paradiso fiscale ad un passo dall’Italia (e non è la Svizzera)

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paradiso in miniatura tasse

Il nuovo paradiso fiscale per i risparmiatori Italiani si trova in Austria, e spalanca le porte ai risparmiatori del Belpaese.

A pochi kilometri da Bolzano, si spalancano le porte del nuovo paradiso fiscale. 

Si chiama Sillian, un piccolo comune Austriaco a dieci minuti di strada dalla provincia di Bolzano.

E’ un vero e proprio Eldorado, una meta molto ambita specie dai possessori di grandi capitali.

Questa piccola oasi sta comportando un grande spostamento in massa di capitali, un fenomeno che sta predendo sempre più piede nell’ultimo periodo.

Un operatore di un Istituto di credito di Sillian, intervistato dall’inviata del programma “Quarta colonna” ha spiegato che la Banca addirittura non riesce a soddisfare la domanda di tutti gli utenti che arrivano ogni giorno dall’Italia.

La domanda di sicurezza è sempre più crescente. Gli Italiani hanno bisogno di certezze, soprattuto dopo tutti gli scandali bancari che si sono verificati nel corso dell’ultimo anno e mezzo.

Questi paradisi fiscali sembrano essere la risposta alle esigenze che i nostri risparmiatori, cercavano ormai da tempo. I risparmiatori sono rincuorati dal fatto che una volta valicato il confine, i loro risparmi saranno al sicuro soprattutto dalle mani dello Stato Italiano.

Cosa spinge gli Italiani a spostare i propri capitali verso questo Paradiso Fiscale?

Le motivazioni sono varie: ad esempio i bassi costi di gestione dei conti, che non richiedono più di un centinaio di euro all’anno.

Altro motivo è la preoccupazione per il debito pubblico in aumento, il timore per la situazione bancaria Italiana e le incertezze di quelle che sono le politiche economiche, fiscali e strutturali del Belpaese.

Un’altra paura che ha scatenato questa fuga di capitali verso questo “nuovo paradiso fiscale”, è che il Governo possa essere tentato ad  applicare una tassa patrimoniale.

Quest’ultima comporterebbe un ulteriore svantaggio per i “paperoni Italiani” che vedrebbero nuovamente le “mani” del governo nelle tasche (o meglio c/c).

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