Pace fiscale: come funziona e quando parte la domanda

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pace fiscale

La pace fiscale è una componente sempre più diffusa nella quotidianità, è particolarmente presente soprattutto per chi si trova a dover regolarizzare la propria posizione con il fisco.

Fondamentalmente si tratta di molteplici misure che consentono e garantiscono semplici e immediate modalità di pagamento, senza aggravi e spese. La gestione e il controllo della pace fiscale sono pratiche che necessitano di accortezza, in quanto è molto articolata e strutturata.

All’interno della pace fiscale, rientrano particolari componenti, come i diversi procedimenti di chiusura delle cartelle, e quindi: definizione delle liti pendenti, lo stralcio dei debiti e la rottamazione ter. Naturalmente si tratta di elementi non immediati nella comprensione, è necessario riconoscerne le funzioni e lo stesso significato.

La pace fiscale è un’importante elemento che molto spesso include cambiamenti e novità, in particolar modo in relazione alla sanatoria cartelle esattoriali.

Pace fiscale: definizione

La pace fiscale, come anticipato, individua un importante elemento soprattutto in relazione ai molteplici ambiti lavorativi e alle pratiche economico-finanziarie. Si tratta di una componente introdotta dal DECRETO-LEGGE 23 ottobre 2018, n. 119,  poi convertita con L. 17 dicembre 2018, n. 136. E il suo fine ultimo, è quello di regolarizzare la posizione del singolo con il fisco, pagando le imposte necessarie.

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L’aspetto particolarmente vantaggioso, è che non c’è la necessità di introdurre le sanzioni e interessi quando si parla di pace fiscale. La sua attività ha preso avvio grazie alla legge di bilancio promulgata nel 2019, che oltre all’esenzione dagli interessi ha previsto anche l’estensione e la condivisione degli avvisi bonari.

In particolare le più grandi novità, sono state le lettere di compliance e il saldo e stralcio cartelle in relazione all’Isee.

Come funziona la pace fiscale

Trattandosi di una pratica economica, lavorativa e finanziaria molto articolata e strutturata, la pace fiscale prevede un impiego altrettanto complesso e in particolare detiene importanti funzioni.

Uno dei nessi principali della pace fiscale, è individuato dalla rottamazione. Si tratta di un elemento essenziale che prevede la possibilità di estinguere i debiti presenti nelle cartelle di pagamento, in questo modo è possibile versare le somme senza dover necessariamente corrispondere interessi o ulteriori sanzioni.

Questa modalità, identifica un’ottima componente anche nei riguardi delle multe stradali. Per questo tipo di situazione, infatti, è possibile richiedere la rottamazione senza dover pagare interessi e sanzioni.

A queste vanno naturalmente aggiunte specifiche somme, in relazione dell’agente della riscossione, parliamo di spese valide per le procedure esecutive e diritti di notifica.

Oltre agli elementi presenti in questa modalità legata all’impiego della definizione agevolata, vi sono anche componenti non introdotte, ma bensì escluse:

  • sanzioni che differiscono da quelle emanate per le violazioni in ambito tributario, ma anche quelle per la violazione di specifici obblighi, strettamente legati ai contributi e agli enti provvidenziali.
  • recupero degli aiuti di stato, propriamente considerati illegali e illegittimi dall’unione europea.
  • i crediti che derivano da particolari condanne pronunciate dalla corte dei conti.
  • sanzioni, ammende e multe pecuniarie, generate di seguito a sentenze o processi penali, soprattutto in relazione alla condanna. 

Il saldo e stralcio delle cartelle

Il saldo e stralcio delle cartelle è altrettanto importante per la pace fiscale, questo permette infatti di pagare i propri debiti comodamente, estinguendone una parte.

Gli individui che applicano questa modalità di acquisto ovviamente pagano delle somme inferiori rispetto a quello richiesto.


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