Obbligazioni: ecco cosa sono e cosa sapere per investire

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Obbligazioni: se sei approdato a questa guida, sicuramente, ne hai sentito parlare ma non sai di cosa si tratta. Ho quindi deciso di scrivere questo articolo per chiarirti le idee cercando di fornirti tutte le informazioni del caso.

Partendo dalla definizione di obbligazione capiremo come acquistare obbligazioni, il valore nominale, gli interessi e tutto ciò che riguarda il diritto e le tasse in merito agli investimenti obbligazionari.

Cercheremo di capire come funzionano questi titoli e se e come si possono convertire in azioni. Classificheremo i vari tipi di obbligazione cercando di capire quali potrebbero essere i rischi legati all’investimento su mercato obbligazionario.

Obbligazioni: la definizione di obbligazione

Quando parliamo di obbligazione dobbiamo fare, innanzitutto, una differenza fondamentale.

Esistono due concetti di obbligazione: 

  • Obbligazioni Diritto: si tratta di quel determinato rapporto giuridico per il quale un soggetto, che viene chiamato debitore, è tenuto ad una prestazione determinata, suscettibile di valutazione economica, a favore di un altro soggetto chiamato creditore. Diremo, quindi, che in diritto l’obbligazione è un vincolo giuridico. Grazie a questo vincolo il debitore è costretto ad adempiere la sua prestazione, a seconda delle leggi di riferimento dello stato in cui avviene il tutto. Le obbligazioni compaiono già nel diritto romano. Il termine deriva, infatti, dal latino “obligatio”. La parola deriva dalla preposizione ob (che sta per verso) e dal verbo ligare (legare).
  • Obbligazione Finanza o Bond: nel campo prettamente finanziario diremo che l’obbligazione è un titolo di debito. Si parla anche di titoli obbligazionari. L’obbligazione è emessa da enti pubblici o da società. Un’obbligazione attribuisce a chi la possiede il titolo di investitore. Infatti comprare un titolo obbligazionario è un vero e proprio investimento: alla scadenza dell’obbligazione (che ha una data definita) il tuo capitale sarà restituito maggiorato di un interesse sulla cifra. Le obbligazioni sono veri e propri strumenti finanziari. L’emissione obbligazioni, per un’azienda, rappresenta un prestito obbligazionario, in quanto chi emette obbligazioni ha bisogno di liquidità. Per questo motivo le obbligazioni sono, a tutti gli effetti, dei titoli di debito. Un esempio di obbligazione è rappresentato dai Titoli di Stato, ma vedremo più avanti di cosa si tratta. 

Differenza tra azioni e obbligazioni (bond)

Ci sono delle differenze sostanziali tra il mercato azionario e il mercato obbligazionario. 

  1. I rischi: le obbligazioni sono meno rischiose delle azioni. Infatti, a differenza del mercato azionario, l’obbligazione non è quotata in borsa, e non è quindi suscettibile alle regole del mercato. Non essendo quotata sul mercato azionario, quindi, diremo che l’obbligazione ci da una proiezione certa di ciò che si andrà a guadagnare.
     
  2. I guadagni: a differenza delle azioni, che sono soggette alle regole del mercato, ai fondamentali e alle vicende macroeconomiche, l’obbligazione ha, in genere, un tasso di interesse fisso. Tale cifra viene stabilito dal momento in cui si acquista l’obbligazione, mediante un contratto di vendita. corporate bond
  3. La gestione: se nel mercato azionario posso decidere, in qualunque momento, di liquidare le azioni, in ambito obbligazionario il rimborso del proprio capitale avviene alla scadenza prefissata, al valore nominale dell’obbligazione e in soluzione unica. Sul mercato azionario i guadagni derivano dai dividendi e dall’eventuale rialzo del prezzo delle azioni. Con le obbligazioni, invece, ci sono dei tassi di interesse che vengono liquidati in maniera periodica. Ci sono obbligazioni che prevedono la liquidazione trimestrale, altri semestrale e altri ancora annuale. Tale interesse, che prende il nome di cedola, si riscuoteva nei tempi che furono mediante delle cedole vere e proprie che andavano staccate dal certificato d’obbligazione. Queste cedole erano numerate e davano diritto al possessore di riscuotere i propri interessi.  

Cosa succede se non si pagano le cedole?

Se chi ha emesso l’obbligazione non paga anche una sola cedola, ogni investitore detto anche obbligazionista, potrà presentare istanza di fallimento, se sussistono i requisiti di fallibilità. Gli investimenti obbligazionari sono ritenuti, dalla dottrina, uno degli strumenti di investimento meno rischiosi. Più avanti vedremo i pro e i contro di investire in obbligazioni.

obbligazioni cedole
Ecco le cedole degli interessi.

Varie tipologie di obbligazioni

Esistono vari tipi di obbligazione. Per ora abbiamo parlato di obbligazioni ordinarie che, in linea di massima, funzionano come abbiamo avuto modo di vedere fino a qui.

Parliamo ora di Obbligazioni corporate.

Obbligazioni corporate cosa sono? Si tratta di obbligazioni che possono essere emesse sia da società industriali che da società private.

Queste obbligazioni si suddividono in diverse tipologie: obbligazioni a tasso fisso, zero coupon, tasso variabile o indicizzate e quindi legate all’andamento degli indici obbligazionari. Vi sono poi una serie di obbligazioni più complesse, denominate obbligazioni strutturate. In quest’ultimo caso sia i profitti che il valore dell’obbligazione sono strettamente legati all’andamento dei mercati e dello strumento di trading utilizzato per speculare (indici azionari, azioni, materie prime o forex). Vedremo, infine, le obbligazioni subordinate.

Titoli obbligazionari Convertibili 

Obbligazioni convertibili in azioni: i Titoli obbligazionari convertibili sono quelle azioni che possono essere rimborsate, qualora l’investitore lo ritenesse opportuno, con altri titoli. Tali titoli possono essere anche di natura diversa. La cosa essenziale, però, è che il valore corrisponda esattamente alla cifra dell’obbligazione che si scambia.

Si possono anche convertire obbligazioni in azioni. 

Quando l’obbligazione è convertibile in azioni, l’investitore potrà scegliere di avere azioni, alla scadenza dell’obbligazione. La società emittente potrà quindi fornire delle azioni che le appartengono o pagare il debito con azioni di un’altra società, anziché restituire il capitale in denaro. Dal momento in cui acquisto delle azioni, sono nelle condizioni di poter partecipare all’eventuale incremento del prezzo del titolo.

Chi emette le obbligazioni convertibili, in genere, viene visto di buon occhio dal mercato.

Questo perché l’azienda non trasmette segnali negativi al pubblico mercato. Emettendo questa tipologia di titoli la società lascia ad intendere che il CDA e tutto l’entourage si aspettano ottime performance in futuro. Tali performance, in genere, portano ad un incremento del prezzo dell’azione. Sono tutti concetti di cui si occupa l’analisi fondamentale, e quindi lo studio di tutto ciò che riguarda i parametri al di fuori dei grafici da tenere in considerazione negli investimenti. 

Come avviene la conversione? 

Questa prassi può avvenire in due modi: in modo diretto e in modo indiretto.

Avverrà in modo diretto quando l’investitore convertirà la sua obbligazioni, ad un prefissato rapporto, con azioni della stessa società emittente.

Avverrà in modo indiretto quando l’investitore convertirà la sua obbligazione, ad un prefissato rapporto, con azioni di una società differente dalla società che, precedentemente, aveva emesso l’obbligazione.

In alcuni periodi dell’anno la conversione è sospesa. Questo avviene, ad esempio, nel periodo in cui si distribuiscono i dividendi, oppure in prossimità di tappe delicate a livello fondamentale, come l’approvazione del bilancio.

Obbligazioni Zero Coupon

Si tratta di tutti quei titolo obbligazionari che non pagano interessi fissi sotto forma di cedola durante il tempo in cui l’obbligazione è valida. I rendimenti, in questa tipologia di titoli, va calcolato dalla differenza tra il valore dell’obbligazione a scadenza, e il prezzo pagato al momento della sottoscrizione. La loro durata è pari alla vita residua.

Obbligazioni a tasso variabile

Sono quella tipologia di obbligazioni che possono definirsi più squisitamente speculative. Questa tipologia di titoli obbligazionari può essere garantita o non garantita. Storicamente questo strumento finanziario nasce a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Il guadagno di queste obbligazioni è strettamente legato al tasso di interesse del mercato. Sono un esempio i Titoli di Stato, il cui valore è legato al tasso di interesse di mercato. L’andamento dei tassi di mercato può essere consultato in real time sui grafici.

Obbligazioni Strutturare

Altra tipologia più complessa di obbligazioni sono i titoli strutturati. Si tratta, in linea di massima, di titoli obbligazionari costruiti su misura in cui vi è una parte del capitale bloccati sotto forma di obbligazione, e una parte del capitale impiegate in una o più attività che definiremo derivative. Questo vuol dire che parte del capitale sarà impiegata per aprire dei contratti sul mercato. Con parte del capitale, quindi, si è soggetti alle fluttuazioni e al l’andamento del mercato. Gli investimenti derivativi possono essere su forex, mercato azionario o indici. 

In questa tipologia di obbligazioni i rendimenti sono variabili, e quindi non si possono calcolare a monte dei parametri universali. I rendimenti saranno, dunque, strettamente legati al verificarsi o meno di quelle condizioni previste dal contratto in essere. 

Varie tipologie di obbligazioni strutturate. 

EQUITY LINKED
  • Equity linked:
    sono titoli obbligazionari a capitale garantito. La loro caratteristica principale è quella di essere collegate ad un credit derivative. Il rendimento di questo credit derivative è legato all’andamento del mercato azionario. Succederà che alla scadenza dell’obbligazione incasserai: il rimborso del valore nominale sulla parte obbligazionaria mentre sulla parte opzionale legata al mercato, incasserai il premio.
    Avremo quindi altre due sottocategorie:

    • L’Equity linked plain vanilla – in questa specifica tipologia di titoli obbligazionari strutturati il premio finale, se positivo, risulterà dal differenziale tra il prezzo finale e iniziale del sottostante su cui si è investito il denaro.
    • Average equity linked bond – in questo caso, invece, il premio finale sarà calcolato dalla differenza, se positiva, tra il prezzo medio del titolo e il valore iniziale (e quindi all’atto della sottoscrizione dell’obbligazione)
REVERSE FLOATER E REVERSE CONVERTIBLE
  • Reverse floater: sono titoli obbligazionari di lungo termine. In genere rientrano nel range compreso tra i 10 e i 30 anni. In questo caso i tassi saranno variabili. I guadagni saranno, quindi, inversamente proporzionali all’andamento dei tassi del mercato. Questa tipologia di obbligazioni combina, infatti, uno swap che determina il rendimento secondo queste caratteristiche.
  • Reverse convertible: si tratta di obbligazioni in cui il capitale non è garantito. Questi investimenti permettono all’obbligazionista di avere dei profitti più alti rispetto alle obbligazioni classiche di pari durata. Di contro chi investe con questi strumenti riconosce a chi emette le azioni la facoltà di restituire, alla scadenza, anche con azioni, un valore più basso rispetto al capitale iniziale.  

Tutti i tipi di obbligazioni che abbiamo visto fino a qui vengono chiamate titoli “zero coupon”. Infatti, visto che si tratta di investimenti strettamente personalizzati in base alle esigenze del cliente, sono obbligazioni meno liquidabili se messe a paragone con le obbligazioni classiche. Ma vediamo meglio cosa significa a “zero coupon”. 

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Obbligazioni subordinate 

Si tratta di obbligazioni che, in caso di procedura fallimentare della società che le ha emesse, verranno rimborsate solo dopo aver soddisfatto i crediti di tutti i creditori privilegiati e chirografari.

Obbligazioni Perpetue 

Le obbligazioni perpetue sono una particolare tipologia di obbligazioni che non vengono rimborsate al termine, ma che garantiscono una cedola predefinita all’atto della sottoscrizione, a vita. 

Titoli Obbligazionari Callable 

Sono una tipologia di azioni esigibili anche in anticipo. Callable deriva infatti dall’inglese to call, che significa “chiamare”. Si tratta di obbligazioni a tasso fisso che, però, hanno tra le clausole quella della rimborsabilità anticipata (call provision) da parte della società o ente pubblico che ha emesso il titolo obbligazionario. Queste obbligazioni permettono a chi ha emesso le ha emesse, di ripagare il debito quando il tasso risulta più elevato di quello di mercato, con un aggravio sul prestito. In questo caso, quindi, all’atto dell’emissione il tasso fisso è, in genere, più alto di quello di mercato. Questa prassi serve a tutelare l’investitore qualora l’obbligazione venisse rimborsata anticipatamente.

Come investire in obbligazioni? I requisiti

Per investire in obbligazioni, e quindi mettere in portafoglio bond, esistono vari metodi. Cerchiamo quindi di capire come acquistare obbligazioni e quali sono i metodi che l’investitore ha a disposizione. 

Acquistare obbligazioni può prevedere dei percorsi semplici e altri più articolati. Partiamo dal presupposto che tutte le obbligazioni quotate su Mot e TIx possono essere acquistate da una comunissima piattaforma di trading. In alcuni periodi storici le banche erano restie a trattare obbligazioni in rubli o in real brasiliani. Questa prassi era dovuta a delle restrizioni fiscali oggi largamente superate. 

Oggi, più che altro, in alcuni casi, bisogna adeguare il profilo di adeguatezza e appropriatezza secondo la Mifid.
Non adeguarsi potrebbe comportare il blocco della propria operatività, specie in quei bond ritenuti rischiosi. Tutti i bond in valuta sono ritenuti rischiosi. I titoli non a rischio sono solo i Titoli di Stato e altre “babbarie” che rendono poco o nulla. 

Altro motivo ostativo può riguardare il censimento del titolo nella singola banca. Può quindi succedere che la banca non possegga materialmente l’obbligazione, e questo avviene per quelle contrattare OTC. Le obbligazioni quotate su Mot e TIx, in genere, sono tutte presenti sulle piattaforme bancarie. 

Investire oggi in obbligazioni viene ancora visto come un modo sicuro di mettere a frutto il proprio denaro. Nella realtà dei fatti le cose non stanno proprio così. 

Come acquistare obbligazioni? 

Prima di addentrarci in questo discorso specifico, è necessario dire che in Italia il mondo dell’intermediazione non è così semplice. Non di rado sono gli investitori a pagare anche l’inesperienza degli operatori che ci troviamo dinnanzi in banca. Oggi le banche sono più restrittive, quindi investire in obbligazioni non è più semplice come un tempo. Tra le varie cose non esistono delle regole armonizzate, e spesso si crea un effetto a macchie di Dalmata. In buona sostanza: le filiali agiscono autonomamente. Quindi una filiale della stessa banca potrebbe permettervi di investire in obbligazioni, mentre un’altra filiale potrebbe rifiutarsi. 

Molto dipende anche dai capitali che si hanno a disposizione, dalla fonte del vostro reddito e dalla vostra storia bancaria. Su questo aspetto conta molto l’atteggiamento del singolo operatore della banca. In genere quelli che riscontrano il nulla osta nel potenziale investitore cercano di superare ogni vincolo interno pur di accontentare il cliente. Se trovate l’operatore più burocrate, invece, potrebbe bloccare tutto già nelle fasi iniziali. del singolo operatore: se tiene al cliente cerca di superare i vincoli interni; se è un burocrate blocca tutto.

Comprare obbligazioni: 5 modi per acquistare obbliga

zioni

La piattaforma di trading online della vostra banca di fiducia:

All’interno della vostra home banking potrete recarvi direttamente sulla sezione trading. Il vincolo è che potrete acquistare solo obbligazioni presenti su Mot e Tlx. Vale quanto detto nel paragrafo precedente in merito ai requisiti. Per i titoli obbligazionari commerciati sui mercati non regolamentati OTC, l’offerta è quasi sempre limitata. In genere si passa tramite i “call center”. Sarà necessario, poi, far censire ogni singolo titolo. Questa procedura può durare anch

e giorni. Alcune piattaforme bancarie permettono di poter investire anche su alcune Borse Estere, come quella del Lussemburgo. 

I borsini delle filiali bancarie:

le filiali bancarie detengono, quindi, una lista di titoli obbligazionari che il potenziale investitore può decidere di acquistare. Le grandi banche pongono dei limiti molto restrittivi per consentire alle società di emettere obbligazioni, e quindi non è facile definire una panoramica generale a tal proposito. Istituti più piccoli, invece, sono abbastanza flessibili. Molti investitori riferiscono che presso le banche più piccole sia più semplice trovare aperture, così come titoli “OTC” in genere poco trattati. 

La private banking:

nel caso delle private banking bisogna fare delle precisazioni. Esistono private banking assai conservatrici, e altre che, invece, aprono a tutte le obbligazioni, sia quelle regolamentate che quelle OTC. Queste scelte sono a discrezione della banca stessa. Esistono delle piattaforme private banking che, in passato, hanno anche offerto bond di banche kazake. Queste banche hanno poi mostrato un rialzo spaventoso nel giro di qualche mese. In questo caso erano obbligazioni strutturate a rischi elevati, ma che hanno portato rendimenti altissimi. 

Sim

Ovvero la Società di Intermediazione Mobiliare. Molti investitori preferiscono la SIM alle tradizionali banche. Questo perché si tratta di un intermediario sicuro, e quindi affidabile. Si tratta di una soluzione, di un compromesso. Ovviamente anche questa è una strada da valutare attentamente. La SIM vive di relazioni con il cliente, e quindi deve essere a totale disposizione dell’investitore per coltivarlo nel tempo. La sicurezza totale. Anche la SIM ha delle restrizioni imposte dalla Consob, ma che nella maggior parte dei casi possono essere superate. 

I broker online

Puoi anche comprare i CFD delle obbligazioni indicizzate. In genere i broker online mettono a disposizione la possibilità di far trading sul mercato obbligazionario. Chiaramente all’interno delle piattaforme troverai solo i bond regolamentati, e quindi quelli presenti su Mot e TIx. Ovviamente le regole saranno sempre quelle dei CFD, e potrai guadagnare sull’oscillazione del grafico mediante l’apertura dei contract for difference. Questo significa che non possederai mai l’azione in essere, e quindi non avrai diritto a interessi costanti, ma il patrimonio sarà interamente sottoposto alle fluttuazioni del mercato. I broker, in genere, richiedono solo che il conto sia verificato per permetterti di far trading sul mercato obbligazionario. (Se cerchi un broker che tratta il mercato obbligazionario, non esitare a contattarci). 

Investire in obbligazioni oggi conviene?

Abbiamo classificato i vari tipi di obbligazione e abbiamo visto dove è possibile comprarle materialmente. Adesso ci occuperemo di capire se le obbligazioni sono un investimento sicuro. Investire in obbligazioni bancarie, piuttosto che in obbligazioni corporate o in titoli di stato ,in passato, veniva visto come un investimento sicuro. In realtà bisogna fare attenzione. 

Chi ti suggerisce che le obbligazioni siano un mondo a riparo dai rischi ti sta mentendo. Infatti per anni si è pensato che le obbligazioni siano l’investimento che tutti dovrebbero fare. Probabilmente, però, chi ha investito in obbligazioni Parmalat, piuttosto che Cirio, oppure in obbligazioni Grecia, o obbligazioni Venezuela, non la pensa allo stesso modo. Quanti sono i giornali che riportano notizie di bancarotta, crack piuttosto che famiglie in ginocchio per colpa di investimenti andati a male. 

Di chi è la colpa? 

La colpa è da attribuire a chi vende titoli senza riferire all’investitore non solo i rischi, ma anche il funzionamento vero e proprio di questo particolare strumento di investimento. Quindi: se non vuoi vederti in piazza a manifestare con gli striscioni per richiedere indietro il tuo denaro che probabilmente non avrai mai più restituito, cerca di capire adesso di cosa stiamo parlando per prendere tutte le precauzioni del caso. Investire richiede sapienza, e ho intenzione di chiarire tutto. 

Il concetto di fiducia

Quando parliamo di bond, chiaramente, la fiducia gioca un ruolo essenziale nel funzionamento del mercato obbligazionario. Se nel caso delle azioni, come abbiamo visto, diventi socio d’affari con l’azienda, con un’obbligazione stai solo prestando del denaro rimanendo dietro le quinte. 

In genere le obbligazioni permettono alle aziende di poter accedere a del credito con molti meno vincoli rispetto alle banche, dove ottenere credito diventa sempre più complesso. Da qui, però, a dire che lo obbligazioni sono un investimento senza rischi ce ne vuole un po’. Dare credito a qualcuno significa credere in qualcuno, prestar fede, affidare e confidare. Quindi chi compra un’obbligazione di uno stato x piuttosto che di una banca y deve affidare il suo capitale nelle mani di terzi da cui dipende l’esito dell’investimento. Il tutto, quindi, si basa su rapporti di trust a tutti gli effetti. 

In questo caso si fa sempre una domanda: se dovessi prestare i soldi ad un tuo amico o oppure ad una società di cui non sai nulla, a chi sceglieresti di affidarli? Io penso all’amico. Se non conosci l’altra persona non ti fidi perché hai paura di non rivedere più i tuoi soldi. Ora quando la banca ci propone di acquistare delle obbligazioni, spesso, sconosce anch’essa alcuni dietro le quinte fondamentali per capire in cosa si sta investendo. 

Affidare il denaro a qualcuno non significa che si può stare con le mani in mano sereni e tranquilli pensando di diventare sicuramente ricchi. Questo perché ancora oggi, nell’immaginario comune, il mondo obbligazionario è l’unico investimento senza rischi. Ma siamo sicuri che sia veramente così? La risposta è no!

Rischio obbligazioni: ecco tutto quello che devi sapere. 

Investire in obbligazioni è rischioso, si! Quindi non esiste nessun investimento sicuro o garantito sul mercato, e quei pochissimi che esistono ti vincolano il capitale per anni restituendoti un interesse ridicolo. Tutto ciò che è legato al mondo degli investimenti è rischioso. Ti starai chiedendo: ma allora dove è giusto investire il priori denaro? In obbligazioni non conviene? 

Approfondiamo meglio il concetto: quando facciamo un investimento non dobbiamo obbligatoriamente considerare il binomio certezza o incertezza, rischio o sicurezza, pericolo o garanzie. Sul mercato il rischio esiste sempre. Il compito di un investitore, a monte, è quello di capire quanto rischio siamo disposti ad assumerci. Certezze e garanzie non sono termini che hanno a che fare con i mercati finanziari, e sarà bene toglierli dal nostro lessico e dal nostro vocabolario. 

La maggior parte degli italiani che hanno del capitale da investire, in buona sostanza, acquistano dei titoli di stato, piuttosto che obbligazioni bancarie, o buoni fruttiferi postali (si anche questi sono una forma di obbligazione). Ora in questo contesto non si può e non si deve parlare di assenza di rischio. I rischi ci sono, e sono reali e concreti. Tra il concetto di sicurezza di un investimento e un investimento con basso profilo di rischio c’è una certa differenza. Per questo motivo continuare a raccontarsi la barzelletta secondo la quale le Obbligazioni sono sicure e le Azioni sono rischiose è sbagliato e fuorviante. Oggi gli stati vanno in bancarotta, le banche non ne parliamo. 

In questa seconda parte dell’articolo entreremo più nel vivo della questione. Se ti stai addentrando alla carriera di investitore è naturale che, di qui in avanti, incontrerai qualcuno lungo il cammino che ti proporrà di acquistare obbligazioni. 

Ma quindi l’obbligazione è un investimento garantito?

corporate No, e se non si era ancora capito è necessario ribadirlo. L’obbligazione è un titolo, un contratto, che prevede che alla scadenza venga restituito tutto il capitale. Da qui a dire, però, che si tratta di un investimento garantito c’è una certa differenza. Quindi qual è la cosa essenziale da fare prima di investire in obbligazioni? Bisogna calcolare il gradi di rischio del sottostante, altrimenti posso farmi male anche sul mercato obbligazionario. 

Sapere che ogni tot tempo avrò la mia cedola e che alla fine delle corsa, nella migliore delle ipotesi, il prezzo dell’obbligazione sarà di un valore sopra la pari (sopra 100 in genere) e che quindi alla restituzione dei soldi mi troverò degli interessi maturati, non è cosa scontata. Questo, in particolare modo, diventa ancora più reale come problema se decido di liberarmi dell’obbligazione prima della scadenza del contratto in essere. 

Tutti i rischi dell’investimento sul mercato delle obbligazioni

Per evitare di trovarti in situazioni antipatiche come spesso succede, sarà necessario andare ad esaminare tutti i profili di rischio che riguardano il mondo del mercato obbligazionario. Presta attenzione, in particolare modo, all’ultimo profilo di rischio perché è di vitale importanza nell’investimento sui titoli obbligazionari. 

Rischio di Tasso

Tra tutti i rischi importanti delle obbligazioni, il primo da esaminare è quello legato ai tassi di interesse. Infatti è essenziale considerare come si muove il prezzo delle obbligazioni in relazione ai tassi di interesse. Diremo da subito che la loro correlazione è inversa. Questo significa, quindi, che:

  • se i tassi di interesse aumentano, scenderà il prezzo delle obbligazioni
  • se i tassi di interesse diminuiscono, il prezzo delle obbligazioni è destinato a salire. 

Per quale motivo ti trovi davanti ad un rischio?

In realtà le situazioni problematiche che potrebbero venirsi a presentare sono due. 

Quando i tassi di interesse salgono e io investitore ho comprato un’obbligazione a tasso fisso, non potrò godere del rialzo dei tassi fino a quando non porto a scadenza la mia obbligazione e non sottoscriverò una nuova obbligazione.

Starai pensando: beh, la vendo in anticipo e ne sottoscrivo una con dei tassi più alti. Anche questo è sbagliato. Come abbiamo visto prima: se i tassi di interesse salgono, il prezzo dell’obbligazione scende! Questo significa che se venderò prima della scadenza, rischio di rivendere ad un prezzo inferiore rispetto alla pari o comunque al prezzo d’acquisto. 

Quando, invece, i tassi di interesse tendono a scendere, tutte le volte che metterò in portafoglio delle nuove obbligazioni, il valore delle cedole andrà via via diminuendo. Questo è un rischio perché se il valore delle cedole diminuisce potrei ritrovarmi con un importante capitale “vincolato” che, alla fine della corsa, può rappresentare per l’investitore un rischio finanziario più importante rispetto al profitto che le mie obbligazioni mi porteranno. Prestare ATTENZIONE. 

Rischio di Cambio

Chi, da inesperto, si approccia al mondo delle obbligazioni rischia di incappare in un gioco perverso, ossia il rischio legato ai cambi. In particolare: questo tipo di processo è assai comune in chi decide di comprare obbligazioni in una valuta diversa dall’euro, soprattutto in questi stati instabili come la Turchia o il Venezuela. Funziona così: dopo aver individuato una obbligazione piena di potenziale, in valuta diversa dall’euro, decido di sottoscriverla e di metterla in portafoglio.

Passa del tempo e, a un certo punto, mi rendo conto che il prezzo di quel momento è maggiore rispetto al prezzo d’acquisto. Cosa sono tentato a fare? Ovviamente l’idea più saggia sarebbe quella di chiudere l’investimento e di prendere profitto vendendo l’obbligazione. Conclusa la procedura incasserò la plusvalenza. Ma l’asino cade qui. Appena vado a controllare il conto mi renderò conto di aver registrato una perdita. 

Allora disperato e imprecando cerco di capire che cosa è accaduto. Probabilmente chi ti ha consigliato di investire in questo tipo di obbligazioni ha dimenticato di dirti che nel mondo esiste il mercato dei cambi. Ciò significa che, qualora decidessi di investire in una valuta diversa dall’euro, dovrò avere costantemente sotto il riflettore il cambio Forex di riferimento.

È necessario fare un esempio reale:

Ho comprato un’obbligazione in Lira Turca? Bene! Il grafico EUR/TRY dovrà essere sempre sotto la mia lente di ingrandimento. Dal momento in cui EUR/TRY sale, e quindi l’EURO si apprezza sulla Lira Turca, il valore reale della mia obbligazione sta scendendo. Questo vuol dire che dal momento in cui venderò la mia obbligazione avrò registrato una perdita importante. 

Parliamo del Cambio EUR/TRY e mettiamo caso che il cambio sia a 4. 

Decido di investire 10.000 euro del mio denaro in valuta estera, e quindi andranno tramutati in Lire Turche. Per comprare l’obbligazione dovrò quindi spendere l’equivalente di 10.000 euro in lire turche, e questo significa: 10.000€ (investimento iniziale) x 4 (valore di cambio EUR/TRY) = 40.000 TRY

Passano due anni e vedo che il prezzo della mia obbligazione è aumentato del 10%. Questo significa che alle 40.000 TRY dovrà aggiungere 4.000 TRY con un totale di 40.400 TRY. L’investitore è quindi tentato a chiudere il proprio contratto in anticipo per incassare i guadagni.
Il problema è che prima di fare un’operazione del genere sarà necessario controllare il Tasso di Cambio EUR/TRY.

Il paradosso del guadagno che non esiste

Nel nostro esempio faremo finta di essere nel mese di agosto del 2018 quando EUR/TRY ha toccato valore 8. Questo significa che la Lira Turca ha perso il 50% del suo valore. Questo vuol dire che, ora, con 1 euro avrò 8 lire turche, e non più 4. E, al contrario, per avere un euro dovrò spendere 8 lire turche. Questo significa che la Lira Turca, che è la valuta che hai usato per comprare l’obbligazione, si è svalutata. E quindi: una volta chiusa l’obbligazione vuoi incassare, nuovamente in euro, il valore del tuo investimento. 

Accadrà quanto segue: cambiando le mie 40.400 lire turche in Euro incasserò 5.050 €! Tremendo, no? Eppure è la realtà dei fatti. Questo perché la svalutazione della Lira Turca è stata del 50%. Quindi in buona sostanza: è vero che la mia obbligazione ha guadagnato il 10% , ma la valuta ha perso il 50% nel cambio e quindi dei miei 10.000€ investiti all’inizio, mi rimane poco più del 50%, considerata anche la plusvalenza incassata all’atto della chiusura dell’obbligazione. 

Questo significa che investire in questo settore, ossia in obbligazioni in valute estere, comporta l’obbligatoria conoscenza del Forex e dell’andamento delle valute. Ovviamente è necessario dire che conoscere il mondo del forex richiede una dimestichezza e delle abilità importantissime che non si possono imparare in un giorno. Sarà però opportuno dire che i rischi valutario è uno dei più importanti quando si parla di obbligazioni. 

Rischio Emittente

Ma questi soldi che sto prestando mi verranno mai restituiti? È la prima domanda cheun investitore si pone dal momento in cui si ritrova a sottoscrivere un’obbligazione. Se, quindi, un emittente per una qualsivoglia ragione dovesse entrare in crisi, le obbligazioni diventano scenari di denunce, cause, segnalazioni, avvocati, contro avvocati, ricorsi. Si perde maestria e capitale. 

Le agenzie di Rating

Come abbiamo visto nella classificazione delle obbligazioni poi, esistono quei titoli che ti danno il diritto di essere risarcito prima degli altri, ma in quel caso devi avere la fortuna di essere stato lungimirante. Quindi: come faccio a valutare se una società, una banca e un ente emittente merita il mio credito? Esistono, proprio come nel campo delle azioni, delle Agenzie di Rating che hanno il compito di classificare e valutare i rischi di questi strumenti finanziari. L’agenzia emetterà quindi un giudizio, una classificazione, con l’intento di mostrare al potenziale investitore il grado di rischio di un’obbligazione piuttosto che un’altra. 

Anche sulla classificazione e il giudizio delle agenzie c’è qualcosa da ridire, perché in genere sono le società che pagano le Agenzie per farsi classificare. Questo significa che oltre al giudizio dell’Agenzia, dovrò anche e soprattutto conoscere l’analisi fondamentale per imparare a leggere un bilancio e rendimi conto della solidità finanziaria di chi, materialmente, deve ottenere il mio credito. 

Come vedi di cose certe, fino ad ora, poche o nulle. Questo vuol dire che se sei arrivato fino a qui ormai hai piena coscienza del fatto che di certo, nel mercato obbligazionario, non c’è niente. 

Rischio di prezzo

Ho già spiegato che un’azione può essere sottoscritta sotto la pari o sopra la pari. In genere la Pari corrisponde sempre con quota 100. In genere più ci si avvicina alla scadenza dell’obbligazione, più il prezzo dovrà tendere alla pari. Questo vuol dire che:

  • se l’obbligazione è partita da un prezzo sopra la pari, e quindi sopra il valore 100, tornerà a 100 prima della data di scadenza. 
  • se l’obbligazione parte sotto la pari, all’avvicinarsi della scadenza il prezzo tende a salire per tornare alla quota 100. 

Per quanto questa cosa possa sembrare facile da capire è necessario considerare il tempo che c’è tra la sottoscrizione e la scadenza. In questo caso, infatti, si contempla il rischio di prezzo. Il rischio di prezzo è quel rischio che ci espone alla possibilità di liquidare la propria obbligazione ad un prezzo inferiore a quello di acquisto. Questo tipo di rischio quindi subentra quando non vogliamo attendere la scadenza dell’obbligazione. L’investitore può voler liquidare prima della scadenza naturale per svariati motivi. Non sappiamo mai cosa può accadere in un momento storico piuttosto che un altro, quindi se le oscillazioni di mercato sono a me sfavorevoli nel momento in cui voglio liquidare, dovrò incassare la perdita. 

Il problema non si pone qualora porti la mia obbligazione a scadenza, e quindi al prezzo di rimborso tendente al 100. Per agire correttamente nel mondo degli investimenti in obbligazioni, quindi, sarà necessario avere ben chiaro a mente tutti i rischi che si possono correre dalle oscillazioni del prezzo.

Tutto sulle obbligazioni: come valutare il rischio?

La prima cosa da considerare quando pensiamo alle obbligazioni è che ciascuna categoria ha delle regole a parte. Questo significa che le obbligazioni sono tutte diverse. Il metro di valutazione di ogni azione è necessario nel risk management, e quindi nella gestione del rischio nell’investimento.

Per ciò che riguarda le azioni dobbiamo valutare due parametri: 

  1. Il merito di credito
  2. la priorità di rimborso 

Vediamo, quindi, nel dettaglio questi due importantissimi parametri da valutare qualora si decidesse di fare investimenti nel mercato obbligazionario

Tutta questione di rating 

Nel paragrafo precedente abbiamo trattato il fattore rischio legato a chi emette l’obbligazione. Ciò ci riporta, ancora una volta, al concetto di fiducia che deve stare alla base di chi chiede il credito e di chi lo concede. Il rapporto di fiducia nel mercato delle obbligazioni è un pilastro portante.
In questi due parametri, che abbiamo già elencato, cercheremo di vedere, nel concreto, come si utilizzano i dati che possiamo ricavare.

Parliamo di Rating e delle Agenzie di Rating. Il compito di queste agenzie è quello di giudicare, secondo dei parametri specifici, il merito creditizio di chi vuole emettere obbligazioni. Una volta stabilite le caratteristiche e i potenziali rischi, le agenzie dividono le emittenti in due macro categorie. 

  • investment grade (dall’inglese “che meritano l’investimento”) è il gruppo che raccoglie le obbligazioni meno rischiose. Tali titoli vengono contrassegnati dalla lettera A. 
  • sub-investment grade (significa non meritevoli di investimenti) è il gruppo che racchiude i titoli obbligazionari più rischiosi. Questi saranno, invece, contrassegnati con le lettere B, C, D.

Le categorie delle obbligazioni

Nelle due categorie in questione troviamo delle sottocategorie. Questo perché, come puoi vedere nella scala qui accanto, la gradazione del rischio si identifica secondo i colori blu (A) fino al rosso (D). 

Ovviamente si parte dalle obbligazioni AAA, ossia prive di rischio, fino al Default (D, DD, DDD). 

In tempi meno recenti le Agenzie di Rating , che decidono previa valutazione la categoria da attribuire alle obbligazioni, non hanno sempre svolto un ruolo super partes. Infatti le Agenzie vengono pagate da chi emette le obbligazioni. SI, avete capito bene: è come pagare il Prof universitario per darvi il voto all’esame. 

Quindi oltre al giudizio delle Agenzie, è necessario conoscere l’analisi fondamentale e quindi avere le competenze per visionare i bilanci. Investire il proprio denaro è un’azione che comporta delle azioni preservative. Noi prendiamo tempo per tutto: per scegliere la macchina nuova, le mattonelle di casa, piuttosto che il cellulare. Questo perché abbiamo bisogno di tempo per girare i negozi, verificare le caratteristiche specifiche dell’oggetto, comparare le potenziali offerte. Allo stesso modo investire in obbligazioni, ma non vale solo per quelle, richiede le dovute precauzioni. Parla con un consulente finanziario o richiedi informazioni sui nostri corsi.

La priorità di Rimborso

Selezionata l’obbligazione che fa a caso tuo sarà necessario scegliere ed indicare i parametri per l’eventuale rimborso del debito. In questo caso è tutta questione di priorità. Infatti chi emette e obbligazioni non ha un solo creditore, ma più creditori. Quindi qualora l’azienda dovesse fallire, non sarai il solo investitore ad attendere il denaro indietro. 

In genere, nei casi più complessi, la fila per il rimborso è molto lunga. 

La priorità di rimborso ti permette di stabilire l’urgenza con cui vuoi restituito il denaro. Nei casi in cui tutto andasse per il verso giusto, invece, non sarà necessario esercitare il diritto di priorità. Ovviamente come in ogni investimento, anche per le obbligazioni e anche per questo parametro vige il rapporto rischio/rendimento. 

Più il grado di priorità sarà alto, e quindi sarai ai primi posti della fila, meno rischierai e, quindi, minore sarà il rendimento che otterrai alla fine. Se invece dovessi accettare di essere tra gli ultimi, stai difetti assumendoti un rischio alto, e quindi il rendimento sarà alto. 

Come si distinguono, per priorità, le obbligazioni? Abbiamo: 

  • La prima categoria sono le obbligazioni senior. In sostanza sono le obbligazioni classiche che hanno, quindi, una buona priorità di rimborso. 
  • Esistono poi le obbligazioni subordinate. Si tratta di quelle obbligazioni che aumentano il rischio, e quindi aumentano collateralmente i guadagni. 

Il profilo ideale di un investitore sul mercato obbligazionario 

Sei convinto di voler investire ancora in obbligazioni? Di certo questo argomento non potrà esaurirsi in un solo articolo, ma ci occuperemo ancora di questo strumento. In questa fase ti basterà sapere che chi investe in obbligazioni ha, in genere, un profilo ideale. Vediamo i punti salienti: 

  • Pensionati che decidono di arrotondare grazie alle cedole dell’obbligazione. 
  • Sei ricco. Possiedi un capitale molto imponente a seguito di un’operazione finanziaria rischiosa che ti è andata bene. Potresti pensare di usare le obbligazioni per “parcheggiare” i soldi in uno strumento meno rischioso, o per far fruttare i tuoi risparmi, e quindi dei capitali che non investi. 
  • Sei un ricco ereditiero e non hai voglia di investire il denaro, ma di vivere di rendita. In quel contesto puoi pensare a delle obbligazioni perpetue. 
  • Il mercato tradizionale ti inquieta. Se gli strumenti classici del mercato (futures, azionario, forex, opzioni, criptovalute) ti fanno paura e sei debole di cuore, si può optare per il mercato azionario. 
  • Sei ad un punto della tua vita in cui preferisci accontentarti di poco, ma con minor rischio possibile. 

Attenzione a chi ti propone obbligazioni 

È tutta una questione di marketing, anche in questo contesto. Prima di firmare un’obbligazione dovresti prestare attenzione a tutta una serie di cose importanti per non incappare in errori fatali. 

Presta attenzione, in particolare, se:

  • non hai ben capito come funzionano le obbligazioni. Cambia strumento. 
  • se pensi che sia un investimento senza rischio. Come hai visto anche sul mercato obbligazionario l’ignoranza si paga con tanti soldi
  • Se non conosci l’Analisi Fondamentale e non sai leggere un bilancio aziendale. Evita di investire in ciò che non comprendi e punta a ciò che capisci. 

 

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