Nick Leeson, il “trader canaglia” che affossò Barings Bank

Nick Leeson e la sua carriera da "trader canaglia" che lo hanno portato da brillante e giovane general manager della Barings Bank ad uno dei più gravi scandali finanziari che ha portato al fallimento di una delle più antiche banche inglesi.

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Nick Leeson

Nicholas “Nick” Leeson (nato nel 1967) è il trader “canaglia” che ha causato il crollo della Barings Bank. Leeson ha scontato quattro anni in una prigione di Singapore, ma in seguito è tornato a diventare CEO della squadra di calcio irlandese Galway United.

La vita e le prime attività

Nick Leeson è nato il 25 febbraio 1967 a Watford nell’Hertfordshire, nel Regno Unito. La sua famiglia vive in condizioni modeste, il padre è un artigiano (stuccatore). Gli inizi del giovane Nick sono relativamente precoci, infatti inizia a lavorare subito dopo essersi laureato alla Parmiter’s School nel 1985.
Viste le condizioni finanziarie, si muove sin da subito trovando un primo impiego alla Coutts Bank. Lì inizia a muovere i primi passi nel mondo bancario occupandosi di conti privati.

Dopo questa parentesi alla Coutts bank, iniziò a lavorare nel back office di Future e Opzioni in Morgan Stanley. Tuttavia, capendo che non c’erano prospettiva di scalata, entrò in Barings Bank.

Nick Leeson e la Barings Bank

nick leeson

Entrato nei ruoli della nuova banca nel 1989 con uno stipendio di 12mila sterline annue, Leeson non perde tempo nel farsi notare. Immediatamente viene trasferito insieme ad altri 4 colleghi specialisti ad Hong Kong per risolvere alcuni problemi di back office nell’ufficio di Barings a Jakarta, in Indonesia. Dopo questa parentesi, torna a Londra nel 1991 per indagare su una sospetta frode che coinvolge un cliente e un dipendente della banca. Leeson scoprì che utilizzavano il conto del cliente per delle operazioni a compensazione, svelando uno schema interno a questa pratica.

Un anno dopo, nel 1992, la Barings decide l’apertura di un ufficio dedicato a Future e Opzioni a Singapore per operare sul SIMEX. Qui il buon Nick, con la qualifica di direttore generale, si trova a gestire front e back office, quindi con un discreto potere di azione.

Ma c’è un piccolo intoppo. Infatti, a Leeson è negata licenza di broker nel Regno Unito per via di alcune irregolarità nel processo di applicazione. In sostanza, aveva omesso di dichiarare un giudizio negativo che era stato emesso dalla National Westminster Bank. Circostanza che era stata nascosta sia da lui che dalla Barings.

Le speculazioni

Nonostante la situazione, Leeson iniziò a effettuare le sue operazioni di trading speculativo. Gli investimenti posti in essere, hanno generato inizialmente grandi profitti per la Banca con un guadagno del 10% nel 1992. 

Con i primi di 10 milioni di sterline guadagnate con queste speculazioni, a Nick viene concesso un bonus di 130 mila £, quando il suo stipendio annuale ammontava a 50 mila £. Tuttavia, il metodo che usava era tutt’altro che efficace poiché dietro c’era un “trucco”.
Potendo sfruttare la sua qualifica di capo trader e General manager, aveva iniziato a nascondere alcuni errori dei trader alle sue dipendenze su un conto segreto usato per compensare le operazioni sbagliate. Quindi, con il pretesto di coprire i colleghi, iniziò a utilizzare in maniera sconsiderata le coperture del conto errori della banca per nascondere le perdite. 

La scoperta del meccanismo

Il gioco scellerato di Nick Leeson ha iniziato a mostrare le sue criticità e avvisaglie di allarme. Infatti, dal 1992 le perdite iniziali di 2 milioni di sterline iniziarono a crescere vertiginosamente negli anni. In questa spirale senza fine, alla fine del 1994 toccarono la cifra allarmante di ben 208 milioni di sterline.

Il crash finale arriva nel 1995. Leeson effettua alcune operazioni assurde sulle borse di Singapore e Tokyo. Purtroppo, il terremoto di Kobe che colpì tutto il Giappone provocò il crollo delle borse asiatiche e dei mercati finanziari.
Vista la situazione, cercò di tamponare la situazione con operazioni di arbitraggio a lungo termine per recuperare le perdite. Tuttavia, questo tentativo fallì miseramente.

L’arresto e il fallimento della Barings

La situazione della Barings era ormai tragica. Le perdite a febbraio 1995 avevano toccato gli 827 milioni di £. Il doppio del capitale a disposizione della banca. Il tentativo di salvataggio non era andato a buon fine. Una delle più antiche banche commerciali del Regno Unito, dopo 227 anni di attività venne dichiarata insolvente il 26 febbraio 1995.
Nick Leeson lasciò una nota in cui ha scritto un semplice “Mi dispiace”. Da quel momento è iniziata la sua rocambolesca fuga che lo ha portato dalla Malesia in Germania passando per la Thailandia. Il suo arresto avvenne a Francoforte e successivamente estradato il 20 novembre a Singapore.
Molti analisti e osservatori conclusero che gran parte delle colpe furono, anche, da attribuire all’omessa vigilanza della Barings sul suo operato.
Leeson si dichiarò colpevole dei reati ascritti e condannato a scontare 6 anni di carcere a Singapore. Da questa vicenda ne scaturisce il soprannome di Rogue Trader.

 

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