🔪 Morto CHARLES MANSON – Aveva 83 anni. Era condannato a 7 ergastoli

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Morto Charles Manson, uno dei serial killer più famosi della storia. Aveva 83 anni.

Tra le sue vittime anche la moglie di Polanski Sharon Tate, che all’epoca dell’omicidio era incinta di 8 mesi.

Charles Manson è morto. Si chiude così l’epopea del più famoso serial killer americano della storia contemporanea. Da qualche giorno era stato trasferito in ospedale. Pluriomicida, è ricordato per essere a capo della setta meglio conosciuta con il nome di «Family».  Alla fine degli anni Sessanta aveva assassinato la giovane moglie di Roman Polanski Sharon Tate, che all’epoca era incinta di otto mesi. Assieme a lei persero la vita altri quattro suoi amici.

L’infanzia di Manson

Charles nacque a Cincinnati nel 1934. Sua madre aveva sedici anni quando lo partorì. Figlia dei marciapiedi, la madre di Manson aveva avuto un’infanzia molto difficile. Sin da ragazzino il giovane Charles si diede alla criminalità, con piccoli furti e rapine.  All’età di 16 anni fu rinchiuso in riformatorio. Una volta ritornato in libertà conobbe Rosalie Jeans Willis, un’infermiera della quale si innamorò e che sposò poco dopo.

Nel 1960 Manson fu, per la prima volta, arrestato e condannato a 10 anni di reclusione. L’accusa fu quella di «trasporto di donne a scopo di prostituzione». In quel contesto si avvicinò all’esoterismo e alla magia nera. Trascorse tutto il tempo a disposizione dietro le sbarre per accostarsi a dei testi di negromanzia: studi che cambieranno radicalmente la sua vita. Finito di scontare la pena decise di fondare la sua setta, che venne ribattezzata «Family».

La Rinascita

In carcere Charles Manson imparò a suonare la chitarra. Grande fan dei Beatles, iniziò a costruire attorno a se un seguito di coetanei che lo vedevano come un leader spirituale e religioso. Egli sosteneva, infatti, di essere la reincarnazione simultanea di Gesù Cristo e di Satana. Nel 1967, dietro il pagamento di cauzione, Manson fu rimesso in libertà. Da qual momento, munito di un pulmino scolastico riverniciato in nero, iniziò a vagare per gli Stati Uniti d’America assieme ad un gruppo di “fratelli“. Da quel momento presero il nome di “family” o “The Manson family”. Tra i vari precetti ai quali la setta doveva sottostare vi è sicuramente uno sfrenato e violento razzismo. Inseriti a pieno in un contesto hippy, la “family” faceva uso continuato di acidi ed LSD, oltre a praticare orge e sesso di gruppo.

Il mattatoio

Totalmente soggiogati dal carisma del proprio leader, la “family” decise di fare incursione a Cielo Drive, ricca località di Los Angeles. L’obiettivo era quello di irrompere nella villa del regista Roman Polanski. E fu così che il 9 agosto del 1969 si consumò la carneficina. A perdere la vita, oltre a Sharon Tate, fu il suo parrucchiere Jay Sebring, Abigail Folger e il suo fidanzato Voityck Frykowskir. Il regista Polanski, che aveva appena finito di girare «Rosemary’s Baby», si trovava a Londra. Ad eseguire materialmente gli omicidi furono Charles «Tex» Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Manson non si trovava con loro quella sera, ma era rimasto al suo accampamento. Successivamente sarà accusato di essere il mandante della strage di Cielo Drive. Susan Atkins scrisse sulla porta della villa “PIG” utilizzando il sangue della Tate.

Il 10 agosto del 1979 vennero uccisi l’imprenditore Leno La Bianca assieme alla moglie Rosemary. Per consumare il delitto la “family” utilizzò una forchetta. Fu conficcata senza pietà nel cranio dei due coniugi ripetutamente. Il cadavere di La Bianca fu ritrovato con un forchettone conficcato nello stomaco.

C’è un ultimo delitto attribuito a Charles Manson: quello di Donald Shea, un membro della setta. La sua colpa sarebbe stata quella di aver sposato una donna di colore. Il suo cadavere fu fatto a pezzi e gettato in un torrente.

Arresto e condanna a morte

Manson e i suoi complici furono catturati e condannati a morte. Nel 1972, però, la California abolì la pena di morte e tutte le condanne furono commutate in ergastoli. Mason chiese per ben dodici volte di essere liberato, ma la richiesta fu sempre respinta. Rinchiuso nel carcere di Corcoran fino ad oggi, da qualche settimana le sue condizioni di salute si erano aggravate. Oggi muore all’età di 83 anni il più famigerato e controverso serial killer della contemporaneità, fonte di ispirazione di molti artisti contemporanei. Il noto cantante Marilyn Manson deve il suo nome d’arte alla celeberrima e terribile figura del killer.

 

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