Mobbing Definizione e cosa fare: i dettagli e la legge

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mobbing tipi e mobbing sul lavoro

Mobbing cos’è? Vediamo la definizione di Mobbing.

Mobbing Definizione: una premessa

Mobbing Italiano: il termine deriva dall’inglese, e più precisamente da [to] mob. Quindi, per definizione, mobbing significa assalire, molestare; quindi molestiaangheria. 

Il mobbing ha manifestato nel corso degli ultimi decenni una significativa espansione elaborata sia in dottrina che in giurisprudenza. Nel momento in cui si accorda tutela al lavoratore rimasto vittima di tale fenomeno va messa in evidenza la variabilità sia dei riferimenti normativi che delle tecniche di tutela.

Mobbing definizione e significato: che cos’è il Mobbing

Che cos è il mobbing? Se parliamo della definizione di mobbing è necessario fare un paio di considerazioni.

Il mobbing consiste, per definizione, in una serie di atti vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di un lavoratore. Tali comportamenti derivano da parte dei componenti del gruppo di lavoro in cui il lavoratore è inserito o dal suo capo. Per definizione, per configurarsi il reato, gli atti devono essere caratterizzati da un intento di persecuzione e di emarginazione. Il fine specifico è quello di escludere la vittima dal gruppo.

Si tratta, di comportamenti lesivi della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica del soggetto coinvolto.

Mobbing Significato: è necessario fare un’altra considerazione, per definizione, sul termine mobbing. Abbiamo già detto che deriva dal verbo “to mob”. Il significato specifico si può riassumere nella locuzione “folla grande e disordinata dedita al vandalismo e alle sommosse”.

Il termine venne utilizzato, per la prima volta, da un etologo di nome Lorenz. L’intento era quello di descrivere un particolare comportamento di alcune specie di animali. Questi ultimi hanno la tendenza a circondare un proprio simile assalendolo rumorosamente per allontanarlo dal branco.

Mobbing Definizione: cos’è il mobbing su lavoro?

Molti si chiedono cosa significa mobbing sul lavoro. La definizione è assai articolata. Vediamo i dettagli del mobbing aziendale.

Il contesto principale con riferimento al quale si è iniziato a far riferimento al mobbing come a un comportamento illecito e giuridicamente rilevante è quello lavorativo.

Per potersi parlare di mobbing sul luogo di lavoro per definizione, l’attività persecutoria deve durare per più di 6 mesi. L’attività persecutoria deve, inoltre, essere volta non solo alla espulsione del lavoratore ma anche a ripercussioni psico-fisiche che il più delle volte sfociano in specifiche malattie croniche.

Tipici esempi di mobbing lavorativo sono:

  • i continui rimproveri e richiami espressi in privato e in pubblico per futili motivi
  • l’esasperato controllo
  • l’esclusione del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di aggiornamento
  • la mancata assegnazione di compiti lavorativi che causa inattività forzata altre restrizioni come la chiusura forzata della casella di posta elettronica
  • il divieto di accedere a Internet

Vediamo i vari tipi di mobbing a lavoro.

Mobbing Definizione e Forme di Mobbing

Definizione di Mobbing Strategico o Bossing

Per definizione è la classica forma nella quale si manifesta il mobbing. Consiste negli abusi inferti ad uno o più dipendenti da un loro superiore gerarchico.

Questa condotta ha il fine di indurre il dipendete a dimettersi. In questo caso le attività di mobbing possono estendersi anche a colleghi che preferiscono assecondare il superiore o quantomeno non prendono le difese della vittima (mobbing colleghi di lavoro). Questa tipologia di mobbing si ha soprattutto nel caso di esubero di personale difficile da licenziare dovuto a fusioni o ristrutturazioni di imprese.

Definizione di Mobbing dal Basso o Down UP

In questo caso il mobber si trova in una situazione inferiore rispetto a quella della vittima. Ciò accade quando l’autorità di un capo viene messa in discussione da uno o più sottoposti, in una sorta di ammutinamento professionale generalizzato. I casi di mobbing dal basso sono in genere abbastanza rari.

Definizione Mobbing Gerarchico

In questo contesto il mobber è una posizione superiore rispetto alla vittima. Può trattarsi di un dirigente, un caporeparto, un capoufficio. In questo tipo di mobbing rientrano tutti quei comportamenti ricollegabili alla tematica dell’abuso di potere, cioè l’uso eccessivo, arbitrario e illecito del potere che un ruolo professionale implica.

Definizione di Mobbing Orizzontale

Si tratta di quello praticato dai colleghi verso un lavoratore non integrato nell’organizzazione lavorativa per motivi di incompatibilità ambientale o caratteriale (motivi etnici, religiosi, sessuali, ecc.). Mobbing orizzontale cosa fare? Lo vedremo nel capitolo dedicato.

Straining

Altra forma di “moderata” vessazione del datore di lavoro e da cui nasce un diritto al risarcimento è lo straining. 

Si tratta di una forma di mobbing in piccolo all’interno del quale non si trova la continuità delle azioni vessatorie del mobbing ma anche una singola azione lesiva connotata però da effetti duraturi e che giustifica una pretesa risarcitoria in quanto produttiva di danno all’integrità psicofisica del lavoratore.

mobbing definizione e come si denuncia

Mobbing Definizione: mobbing a scuola e mobbing familiare

Nonostante il mondo del lavoro sia il contesto in cui il fenomeno assume rilevanza maggiore, il mobbing riguarda anche altri contesti. Ogni individuo, infatti, può essere oggetto di ripetute vessazioni in qualunque contesto sociale.

Accade spesso, infatti, che all’interno dell’ambiente scolastico i ragazzi possono divenire vittime di mobbing da parte degli altri studenti o insegnanti.

Si pensi alle ipotesi di infondata disapprovazione o di pregiudizio derivante dall’appartenenza a culture diverse.

Il mobbing familiare, invece, si ha nel caso in cui il coniuge vuole ottenere il monopolio delle attenzioni della prole. Questo se, a tal fine, cerca di estromettere l’altro partner dalle questioni familiari. Naturalmente questo tipo di mobbing è nocivo. Questo non solo per la stabilità del nucleo familiare e della salute della vittima ma anche per quella dei figli.

Cause del mobbing nella vittima

Questo fenomeno può rappresentare per la vittima un grave problema non solo lavorativo ma anche sociale e familiare e in particolare, può causare grave ripercussioni sulla salute. La patologia più frequentemente associata al mobbing è il disturbo dell’adattamento causando una variegata sintomatologia ansiosa depressiva.

Fra le altre conseguenze vi sono anche la perdita di autostima, depressione, isolamento ecc.

Elementi costitutivi del mobbing

In linea generale va detto che la negazione o l’impedimento delle mansioni al pari del dimensionamento professionale integrano una lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore anche nel luogo di lavoro, determinando un pregiudizio che incide sulla vita professionale e di relazione dell’interessato, con una indubbia dimensione sia patrimoniale sia non patrimoniale che rende il pregiudizio medesimo suscettibile di risarcimento.

Viene, così, percepita una definizione dinamica del concetto di professionalità del lavoratore, intesa come combinazione tra il bagaglio di conoscenze acquisite dalla persona operando nel settore di inquadramento e progressivamente affinate in ragione del trascorrere del tempo e la professionalità potenziale che corrisponde a quanto il prestatore di lavoro può apprendere in relazione al contesto di lavoro che quotidianamente lo circonda.

Pertanto costituisce demansionamento qualsiasi condotta datoriale che rallenti del tutto o blocchi il processo evolutivo geneticamente impresso nel concetto di professionalità sopra descritto.

Mobbing Definizione: mobbing sul posto di lavoro

Cos è il mobbing sul lavoro?

Mobbing lavoro: si tratta della violazione del diritto del lavoratore all’esecuzione della propria prestazione lavorativa è fonte di responsabilità risarcitoria per il datore di lavoro, responsabilità che derivando dall’inadempimento di un’obbligazione resta pienamente soggetta alle regole generali in materia di responsabilità contrattuale.

La responsabilità va esclusa oltre che nei casi in cui possa ravvisarsi una causa giustificativa del comportamento del datore di lavoro connessa all’esercizio di poteri imprenditoriali, garantiti dall’articolo 41 della Cost.

Ovvero di poteri disciplinari, anche quando l’inadempimento della prestazione derivi comunque da causa non imputabile all’obbligato fermo restando che ai sensi dell’articolo 1218 c.c. la prova della sussistenza delle ipotesi ora indicate grava sul datore di lavoro in quanto avente per questo verso la veste di debitore.

Hai trovato interessante la definizione di Mobbing? Allora leggi anche >> Violenza Domestica: cos’è e come si denuncia alle autorità?

Il risarcimento del danno da perdita di chance è stato riconosciuto nel nostro ordinamento da non molto tempo grazie all’opera interpretativa della Cassazione e ha trovato applicazione in variegati settori nonché in ambito giuslavoristico rispetto al mancato avanzamento di carriera del dipendente nonostante i requisiti posseduti.

Viene meno ogni aspetto di responsabilità qualora il datore di lavoro abbia correttamente ed esaustivamente adempiuto ai sui obblighi, così che non sia ravvisabile riscontrare a carico dello stesso alcun margine o elemento di colpa.

In ipotesi contraria, invece, graverà sullo stesso un rigoroso onere probatorio in quanto la prova del nesso eziologico tra l’evento dannoso e il danno subito viene a gravare esclusivamente sullo stesso.

Mobbing cosa fare? Come tutelarsi?

Molti si chiedono: mobbing al lavoro cosa fare?

Vediamo i dettagli.

Il mobbing comporta, per il datore di lavoro, numerosi profili di responsabilità giuridica non solo quando egli è l’autore materiale delle vessazioni ma anche quando tollera fenomeni di mobizzazione da parte di altri dipendenti.

  • Un primo strumento è rappresentato dalla tutela antidiscriminatoria prevista dagli articoli 15 e 16 della L. 300/1970 Statuto dei lavoratori, nonché le Leggi sulla protezione del lavoro femminile n. 903/1977 e 125/1991.
  • Un secondo filone normativo è quello connesso a fattispecie in cui la legittimità dell’esercizio di alcuni poteri datoriali è subordinata all’esistenza di una giustificazione. A tale proposito a Corte ha statuito che “sono tollerabili e possibili di disparità e differenziazioni di trattamento solo quelli giustificati e ragionevoli”.

Cosa fare in caso di mobbing? A chi rivolgersi?

La persona che ritiene di essere vittima di mobbing deve rivolgersi immediatamente a uno sportello mobbing che si trova in ogni città (per cercare l’indirizzo basta rivolgersi al comune, ai sindacati, o cercare su internet). 

Così sarà possibile ricevere assistenza gratuita e consigli su cosa fare e come fare.

Se, invece, il comportamento del mobber è riconducibile a comportamenti penalmente rilevanti come minacce verbali, violenza ecc., la vittima può denunciare l’accaduto alle Autorità competenti e presentare una denuncia per mobbing.

In sede civile, inoltre, la vittima può richiedere il risarcimento dei danni subiti. Dovrà farlo rivolgendosi ad un avvocato o se a basso reddito ad un avvocato con il gratuito patrocinio. 

mobbing cos'è definizione e come si denuncia La vittima che ha intenzione di denunciare e chiedere il risarcimento del danno causato dal mobbing deve raccogliere il maggior numero di prove possibili. Le prove devono dare testimonianza degli atti vessatori e discriminatori posti in essere dal datore di lavoro.

È necessario, inoltre, far diagnosticare tempestivamente le conseguenze psicofisiche subite dalla vittima rivolgendosi ai medici dell’ASDL o a ospedali o specialisti.

Se ti è interessanti il significato di mobbing, la definizione di mobbing e il mobbing psicologico puoi anche leggere >> Stalking: come si denuncia e cosa ci dice la legge?

Risarcimento del danno per mobbing

Visto che il nostro ordinamento non prevede espressamente una legge che tutela dal mobbing fino adesso la giustizia ha applicato diversi articoli del codice civile a seconda della situazione valutando l’entità del risarcimento del danno e chi deve pagare.

Ne segue che

il risarcimento danni alla vittima del lavoro potrebbe essere direttamente il datore di lavoro, riconosciuto colpevole di bossing o mobbing nel caso di aver permesso di fare mobbing ai colleghi della vittima, ai sensi dell’articolo 2087 c.c. che il datore di lavoro a tutelare l’integrità dei lavoratori sul posto di lavoro sia dal punto di vista fisico sia morale.

In caso di mobbing e demansionamento il reato è riconducibile ad una violazione dell’art. 2103 c.c. per il settore privato e dell’articolo 52 del d.lgs. n. 165/2001 per il settore pubblico. In questo caso, il lavoratore può ricorrere all’azione di adempimento, alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno.

Mobbing sul lavoro cosa fare?

In sintesi le azioni esperibili dal lavoratore vittima di mobbing sono:

  • Dimissioni per giusta causa;
  • Rifiuto di adempiere la prestazione ai sensi dell’articolo 1460 c.c.
  • Azione di adempimento al fine di ottenere la rimozione degli atti persecutori
  • Risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale

Cosa succede in caso di licenziamento per mobbing o dimissioni per mobbing?

A pena di decadenza entro 60 giorni dal licenziamento è necessario inoltrare al datore di lavoro una comunicazione in qualsiasi atto scritta, anche stragiudiziale, nel quale si rende nota la volontà di impugnare il licenziamento.

A pena di inefficacia, nei successivi 180 giorni, promuovere un ricorso giurisdizionale o procedere al tentativo di conciliazione.

Se la conciliazione o l’arbitrato vengono rifiutati, o se non si raggiunge l’accordo, il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni dal rifiuto o mancato accordo.

Mobbing: considerazioni conclusive

Inutile nascondere come questo fenomeno sta diventando sempre più pressante. Ormai il numero di lavoratori costretti a subire soprusi per non perdere il proprio posto di lavoro è in continua crescita. Proprio per questa ragione parlare di mobbing sul lavoro serve alla vittima per liberarsi. Allo stesso tempo giova anche alla collettività perché solo così è possibile trasmettere coraggio a chi preferisce tacere e sopportare.

L’importante è porre fine all’idea di un datore di lavoro “forte” che ricorre al mobbing e che riduce il lavoratore a vittima. O, meglio ancora, a parte “debole” di un rapporto di lavoro.

Tutti gli uomini nascono liberi e, in quanto tali, hanno diritto di esercitare anche sul luogo di lavoro il massimo delle loro potenzialità. Il tutto in un ambiente sereno e professionale che permetta loro di crescere e migliorare. Ovviamente sempre nel pieno rispetto dei ruoli e del tipo di mansioni.

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