Metodo Ponzi: come funziona il famigerato Schema a Piramide?

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Quando si parla di Schema Ponzi, Sistema Ponzi o Metodo Ponzi ci si riferisce ad una comunissima truffa a cui bisogna prestare molta attenzione. In realtà si tratta, più che altro, di un modello economico basato sulla truffa che prende il nome dal suo creatore, Carlo Ponzi.

Ma come funziona questa comunissima truffa? Qual è la sua storia e per quale motivo continua, ancora oggi, a mietere vittime nel mondo degli investimenti? Ecco tutto quello che c’è da sapere. 

Parliamo del funzionamento del Metodo Ponzi 

Per parlare di truffe piramidali o, meglio ancora, della famigerata Piramide di Ponzi, bisogna suddividere lo schema in 4 fasi ben distinte e separate. 

Ponzi Schema

FASE A 

L’avventore, e quindi il potenziale investitore, viene attratto nella rete grazie alla promessa di enormi guadagni in tempi relativamente celeri. Le percentuali possono spesso raggiungere anche il 100% del capitale investito. 

FASE B

A distanza di poco tempo parte della somma investita nello schema viene restituita all’investitore. Così facendo il cliente inizia a fidarsi del sistema ed è quindi convinto che il metodo sia veramente funzionale. 

FASE C

A quel punto il cliente, ormai vittima della truffa, inizierà a pubblicizzare in lungo e in largo l’opportunità di guadagno. Così facendo vengono attratti all’interno della rete innumerevoli altri investitori. Nella realtà dei fatti la società che mette insieme il sistema ha capitale 0, ma questo i clienti non lo sanno. I rendimenti di chi è arrivato per primo vengono pagati con i soldi di chi è arrivato per ultimo. 

FASE D

Dal momento in cui le richieste di prelievo superano i depositi il sistema si ferma e, in genere, le società che hanno messo in piedi tutta la baracca scompaiono lasciando migliaia di investitori con l’amaro in bocca. 

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Ecco uno schema riassuntivo del Sistema Ponzi

Alcune caratteristiche della Piramide 

Lo schema di Ponzi, in realtà, è redditizio solo ed esclusivamente per chi arriva per primo, e quindi sta in cima alla piramide. Il problema è che quei guadagni sono frutto dell’inganno, in quanto derivano dalle quote di capitale versate dalle nuove vittime. Infatti non esiste un business vero e proprio e la società che mette su la truffa Pon zi non crea ricchezza di nessun tipo.

Il business non è quindi legato a delle vere e proprie attività produttive, né tantomeno ad investimenti. Per questo motivo si tratta di attività che, in genere, non essendo basate su processi di economia reale, non hanno lunga durata. 

A perdere i soldi saranno la maggior parte degli investitori, specie quelli che sono entrati nella piramide per ultimi, come abbiamo già avuto modo di vedere.

Schema Ponzi Bitcoin 

In genere, specie ultimamente, vi sono state delle truffe, sopratutto legate al mondo delle criptovalute, che sono state bloccate per tempo dalle autorità. Vi sono truffe che riescono a diffondersi così tanto da portare le autorità competenti, come la CONSOB ad esempio, a bloccare immediatamente il business truffaldino. 

Come riconoscere una Piramide Ponzi? 

Riconoscere uno schema Ponzi non è molto complesso se si presta attenzione alle 4 caratteristiche sotto indicate. 

  • prospettive di enormi guadagni in tempi molto ristretti
  • l’idea che gli enormi guadagni provengano da investimenti finanziari di alta finanza che, in genere, non vengono documentati a chiare lettere
  • in genere gli schema Ponzi non sono indirizzati ad un pubblico competente, ma sono per il “popolino”
  • l’investimento Ponzi è legato ad una sola azienda, e quindi ad un solo promotore finanziario 

È chiaro che i rischi legati a questa tipologia di investimento sono molto alti, soprattutto dal momento in cui il numero di partecipanti allo schema cresce in maniera esponenziale. In Italia, in USA e in tantissimi altri paesi dell’Unione Europea (e non solo) questo modello di business rappresenta, a tutti gli effetti, un reato, ed è quindi considerato una truffa. 

Un esempio standard di truffa secondo il Metodo Ponzi 

In genere un soggetto propone ad un potenziale investitore una forma di investimento non meglio specificato a basso rischio e alto rendimento. In genere non vi è chiarezza su quelli che sono i metodi utilizzati per creare il denaro. Ora senza che vi sia una reale documentazione relativa a questo tipo di investimenti, inizialmente, solo in pochi danno fiducia a chi ha creato lo schema. 

Per rispettare i patti il creatore del sistema Ponzi pagherà quanto dovuto anche rimettendoci di tasca. In questo modo egli potrà beneficiare della fiducia dei primi investitori che, attratti dal sistema, inizieranno a pubblicizzare l’azienda e il metodo per attirare dei nuovi avventori.

In genere i primi guadagni che incassa un investitori, vengono re-investiti nuovamente, mentre si continueranno ad attirare delle nuove ignare vittime. Dal momento in cui lo schema è riuscito a raccogliere parecchi soldi in ultima linea, i creatori scompaiono nel nulla con tutti i soldi presenti sui loro conti fino a quel momento. Dal momento in cui non si riescono più a pagare gli interessi, il sistema crolla. In genere le forze dell’ordine scoprono il colpevole che viene punito con l’arresto.

Metodo Ponzi: la storia 

La Truffa Ponzi si basa su un principio abbastanza semplice. Le vittime versano dei soldi, abbindolati dalla possibilità di ingenti guadagni e in breve tempo, con la clausola che vengano reclutati dei nuovi investitori che saranno, anche loro, vittime della truffa. 

Carlo Ponzi, che potrai trovare anche indicato come Charles Ponzi, è un italo americano che negli anni ’20 lavorava a Boston. Sin da sempre quando si parla di schemi Ponzi si pensa, immediatamente, alla piramide finanziaria. Negli anni ’20 fu prassi comune immigrare dall’Italia verso gli Stati Uniti.

La truffa prende il nome di Ponzi proprio perché fu lui uno dei primi ad architettare un sistema a piramide a danno dei suoi connazionali arrivati in America. Presto le sue truffe si diffusero su tutto il territorio nazionale. 

In realtà il metodo era già stato usato in passato. Non si trattava quindi di un metodo da lui inventato, ma le sue truffe ebbero così tanto successo da dare, al sistema a piramide, il nome di Ponzi in suo onore. Infatti, nel corso della sua vita, riuscì a truffare la bellezza di 40.000 persone, raccogliendo 15 milioni di dollari, ma partendo solo ed esclusivamente da 2. 

Lo schema Ponzi nel tempo

Nel corso del tempo la truffa Ponzi ha cambiato alcuni connotati, diventando sempre più articolata e ben mascherata. Alla fine, però, la teoria di fondo è sempre la stessa. Il gioco è semplice: il metodo Ponzi si basa in sostanza su due parametri: 

  • l’avidità di ogni essere umano
  • la voglia di tutti di far soldi senza fare niente 

Secondo questi principi, promettendo dei grossi rendimenti, diventa semplice farsi affidare del denaro con la speranza di vederlo fruttare automaticamente. Oggi il metodo Ponzi è vietato in tutto il mondo. Per questo motivo tutti i business e i modelli che, in un modo o nell’altro, ricordano il sistema a Piramide, sono fuori legge. Chiaramente lo scopo cardine è quello di tutelare i capitali dei potenziali investitori, piuttosto che i modelli di business multilevel utilizzati, oggi, da parecchie aziende. 

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Il metodo Ponzi negli anni successivi: truffe storiche 

Nel corso del tempo la truffa architettata da Carlo Ponzi inizia, via via, a diffondersi in tutto il mondo. Il caso più eclatante si registrò in Italia, nel corso degli anni ’50. Mi riferisco al, cosiddetto, Caso Giuffrè. 

Il caso Giuffrè

Questi sono i fatti: Giovanni Battista Giuffrè fu l’architetto di questa mega truffa. Si tratta di un uomo che aveva lavorato presso la banca di Imola. Nel corso della sua carriera, abbandonato il suo lavoro, Giuffrè iniziò ad occuparsi della ricostruzione di strutture di proprietà della Chiesa. Tra le sue attività Giuffrè iniziò ad occuparsi della ristrutturazione di conventi, monasteri e chiese a seguito dei danni perpetrati con la Seconda Guerra Mondiale. 

Giuffrè iniziò quindi a gestire delle ingenti somme di denaro che provenivano da istituti religiosi, da parrocchie e da privati cittadini. Giuffrè promise dei rendimenti incredibili e non sostenibili agli investitori, che variavano dal 60 al 100% del capitale investito in base alla cifra che si decideva di destinare. 

Giovanni Battista Giuffrè è ricordato anche con il nome di “Banchiere di Dio”. Questo perché non esistevano delle vere e proprie garanzie sugli investimenti. La gente si fidava dei suoi amici, delle sue conoscenze e del suo entourage.

Venendo dal mondo della Banca, infatti, Giuffrè potè vantare delle importanti amicizie sia in ambito ecclesiale che nel sistema bancario. Bastò questo a fargli raccogliere milioni e milioni di lire. In un primo momento il Banchiere di Dio riuscì ad assolvere ai suoi obblighi con gli investitori, tanto che divenne famoso anche in altre regioni al di fuori dell’Emilia.

La truffa piramidale

Nella realtà dei fatti Giuffrè non investì neanche un centesimo di quei soldi nelle ristrutturazioni. Giuffrè diede vita ad un vero e proprio schema piramidale. In buona sostanza: chi aveva investito per primo otteneva il denaro degli ultimi arrivati, che quindi non proveniva dai proventi degli investimenti, ma dagli investimenti degli ultimi che entravano nel sistema. Ecco uno schema secondo il Metodo Ponzi applicato. 

Ad un certo punto, però, gli investitori, iniziarono a nutrire di forti sospetti, chiedendo che il loro denaro fosse tornato indietro. A quel punto, come accade in queste situazioni, la truffa venne allo scoperto e tutti quelli che erano arrivati per ultimi persero il proprio denaro. Qualche anno dopo, nel 1957, Giuffrè fu condotto presso la Guardia di Finanza che decise di interrogarlo. 

Nonostante tutto fino all’agosto del 1958 Giuffrè continuò con la sua truffa fino a quando il caso divenne nazionale. 

I frati cappuccini, che erano quelli che più di tutti si erano fidati, persero delle cifre immani. A quel tempo i giornali diedero molto alito alla truffa architettata da Giuffrè, con un impatto mediatico non indifferente. Chiaramente né conseguì un processo storico. Persino i ministri delle Finanza Luigi Preti e il precedente Giulio Andreotti furono chiamati a testimoniare.

Persino lo Stato decise di istituire una commissione d’inchiesta parlamentare. 

A causa di questo episodio nel corso degli anni successivi vennero introdotte delle leggi, delle misure e delle normative atte ad arginare la possibilità che si verificassero nuovamente questo tipo di episodi.

Nel corso degli anni ’60 si introdussero norme molto più restrittive relative alla raccolta di denaro e alla gestione dei risparmi. 

Giuffrè concluse la sua vita da povero in una casa di riposo in Lugo (RA). 

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Gian Battista Giuffrè

Il metodo Ponzi e la crisi Albanese

Pochi sanno che nel corso degli anni ’90, a causa del clima politico venutosi ad instaurare a seguito della caduta del regime comunista, si andò incontro a quella che la storia ricorda come l’anarchia Albanese. Correva il 1997. A quel tempo si creano svariate aziende e imprese finanziarie che utilizzavano la cosiddetta truffa Ponzi. 

Gran parte delle aziende che utilizzavano il sistema piramidale andranno incontro ad un inevitabile fallimento entro il 1997. A seguito di queste vicissitudini si venne creare un ulteriore caos finanziario e più del 30% delle famiglie albanesi videro i loro risparmi svanire nel nulla. 

Metodo Ponzi: Romania e USA

Sempre all’inizio degli anni ’90, e più precisamente tra il 1992 e il 1994, anche la Romania divenne scenario di una grande truffa basata sul guadagno piramidale. Si tratta del cosiddetto scandalo Caritas, del valore complessivo di 1 miliardi di dollari.

Caritas era una società situata in Romania con sede a Cluj-Napoca. È diventata famosa proprio per via di questa celebre truffa che prometteva a tutti gli investitori un importo equivalente ad otto volte il deposito iniziale nel giro di 90 giorni. Essendo la Romania una terra molto povera a quell’epoca la gente si fece attrarre da questi guadagni facili e milioni di investitori decisero di affidare il proprio capitale alla società Caritas.

Si stima che all’interno dello schema piramidale furono versati più di 1000 miliardi di lei (l’equivalente di 3 miliardi di dollari americani dell’epoca). Nell’autunno del ’93 lo schema di Ponzi entrò ufficialmente in crisi. L’anno successivo la società fallisce lasciando debiti per circa mezzo miliardi di dollari. 

America Ponzi Scheme

Se di truffe piramidali si parla bisogna spostarsi negli USA dove nel dicembre del 2008 venne arrestato Bernard Madoff. Madoff era niente poco di meno che il Presidente del NASDAQ. Si tratta di un soggetto molto influente per l’epoca, soprattutto nel polo finanziario d’America: Wall Street.

L’arresto scattò dal momento in cui le autorità lo accusarono di aver commesso una truffa raggirando un capitale che andava dai 50 e i 65 miliardi di dollari. Si tratta di una delle truffe più grandi di tutta la storia degli USA. La truffa era impostata, chiaramente, come tutte le altre truffe piramidali.

La Truffa Madoff è, ad oggi, ricordata come una delle meglio architettate della storia e che ha sicuramente coinvolto migliaia di persone e alcuni tra gli istituti finanziari più importanti di tutto il pianeta. 

Nel mese di marzo dell’anno successivo, e già precisamente il 12 marzo, Madoff dichiarò alla corte di essere colpevole di tutti e 11 i capi d’imputazione per i quali lo stavano processando. Per questo motivo Madoff subì una condanna storica a 150 anni di carcere. La vicenda ebbe un impatto mediatico non indifferente, balzando su tutti i quotidiani americani e esteri. 

Il metodo Ponzi in Tunisia

Correva il 2013. Nel mese di giugno Adel Dridi fu arrestato con l’accusa di aver raggirato migliaia di piccoli investitori connazionali grazie ad un sistema Ponzi ben architettato. 

Il metodo Ponzi in Cina

La truffa più eclatante d’oriente, invece, balza agli onori della cronaca solo nel mese di agosto del 2016. Al centro dello scandalo il portale Ezubao che, grazie al sistema Ponzi, era riuscito a racimolare la modica cifra di 7,5 miliardi di dollari. 

Alcuni casi di Metodo Ponzi in Italia

Uno degli ultimi casi di Metodo Ponzi in Italia ha riguardato il sito DoubleUPmania. Si tratta di un sito che prometteva agli avventori il raddoppio del proprio capitale ogni mese a fronte di alcune azioni da compiere in rete (come guardare un video o cliccare su un determinato link).

La truffa, venuta allo scoperto grazie a Striscia la Notizia, ha portato la CONSOB a prendere i dovuti provvedimenti e a sospendere immediatamente il business dei malintenzionati. I creatori della truffa sono ancora in attesa di un verdetto da parte della CONSOB, mentre a pagarne le conseguenza sono le migliaia e migliaia di persone che avevano versato i propri risparmi sul sito con la speranza di vedere i propri soldi lievitare. 

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