Mark Zuckerberg leader moderno: ecco il creatore di Facebook

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Mark Zuckerberg è diventato un leader contemporaneo, poiché ha reso la Terra più accessibile. Non ha creato solo un prodotto, ma un movimento in grado di dare a ognuno “la potenza di condividere e rendere il mondo più aperto e connesso”, si legge nella mission statement di Facebook.

Quale storia?

Qual è la storia del Ceo di Facebook, che da studente riservato è riuscito a creare il più grande mezzo di socializzazione? Quando si traccia la biografia di un personaggio influente nella storia, si parte sempre dall’inizio. Prima ancora di Mark, vi consiglio, anzi, di leggere “Ritratto della scrittrice da giovane” di Virginia Woolf e il vecchio e caro Diario di Anna Frank.

Con il giovane Zuckerberg, inventore di Facebook, invece, partiremo dalla fine, giacché è interessante comprendere quello che il social più usato sta implementando ai tempi del Covid-19. Ma voi lo immaginereste l’universo senza Facebook? Lungi dal voler fare le solite considerazioni sui pro e i contro di tale piattaforma – sì, vero, la media di connessione durante la quarantena è aumentata – quello che è necessario fare in questo momento è capirne i vantaggi durante l’emergenza sanitaria.

L’influenza del social

Il social sta conducendo un lavoro epocale per quanto riguarda la gestione di contenuti relativi alla vendita di mascherine, disinfettanti per le mani e kit di test per il Coronavirus. Dal primo marzo ha rimosso più di 2,5 milioni di contenuti in tal senso. E nel mese di aprile ha posizionato un’etichetta di avvertimento per gli utenti su circa 50 milioni di contenuti a tema pandemia, frutto dell’analisi di 7500 articoli da parte dei fact checker partner. Si tratta di alcuni dati del Community Standards Enforcement Report pubblicato ciclicamente dalla società di Mark Zuckerberg e il quale analizza le azioni messe in campo in aree sensibili, anche linguaggio d’odio e bullismo. Inoltre, sia Facebook che Instagram hanno lanciato dei nuovi strumenti di marketing per sostenere i ristoranti duramente colpiti, come, ad esempio, la possibilità di prenotare la consegna di cibo a domicilio attraverso le pagine dei locali.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la vita di uno degli uomini più ricchi sul pianeta che ha cambiato letteralmente il nostro modus vivendi.

Chi è il fondatore Facebook. Incipit di un genio

Mark Zuckerberg

“Trova quella cosa per la quale sei super appassionato. Molti dei principi fondanti di Facebook sono che se le persone hanno accesso a più informazioni e sono più connesse, potranno rendere il mondo migliore; la gente avrà più comprensione, più empatia. Questo è il principio guida per me”.

 Il fondatore Facebook, Mark Zuckerberg, nasce il 14 maggio 1984 (Happy Birthday Mark). Figlio di una famiglia ebrea – papà dentista, mamma psichiatra – , conduce un’infanzia tranquilla. Sin dall’età adolescenziale mostra una passione per le materie umanistiche, tant’è che riesce a recitare a memoria l’Iliade e l’Odissea. E non solo, il ragazzo nutre un interesse oltremodo per le lingue, parla correttamente infatti il francese, il latino, l’ebraico, il cinese e il greco antico. Le lingue e i classici non sono il suo unico amore, perché Mark Elliot Zuckerberg vive d’informatica già a 13 anni e prende lezioni private da uno sviluppatore che lo definisce un genio.

Durante gli anni delle superiori inizia a scrivere software. Il primo fu Synapse Media Player, usato per memorizzare le preferenze musicali dell’utente in un database. Questo programma appare anche in un articolo sul famoso PC Magazine.

Il social arriva durante gli anni di Harvard assieme agli altri fondatori di Facebook che sono i suoi compagni di stanza di allora: Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz, Chris Hughes.

Gli anni d’oro di Harvard

Il creatore di Facebook continua la sua formazione a Harvard e s’iscrive al corso di laurea in Informatica. Qui realizza inizialmente CourseMatch che permette agli internauti di scegliere i corsi da frequentare in base alle scelte di altri studenti e di formare gruppi di studio sul web. In seguito dà vita a Facemash che consente agli iscritti di scegliere, selezionando tra diverse foto, la ragazza e il ragazzo più bello del Campus.

Mark va oltre e desidera produrre un annuario degli studenti con le loro foto, i dati personali, i corsi frequentati, gli interessi. Nell’iniziativa sono coinvolti altri istituti americani: Stanford University, Dartmouth College, Columbia University, Università di New York, Cornell University, Università della Pennsylvania, Università Brown, Università di Yale. Da questo momento il visionario “informatico” comprende l’entità della rete sociale e fonda il 4 febbraio 2004 Thefacebook.com, lasciando il College e concentrandosi sul progetto da casa insieme ai suoi collaboratori.

Le accuse a Mark Zuckerberg

Quattro anni dopo il lancio, i 3 studenti, Cameron Winklevoss,Tyle Winklevoss e Divya Narendra accusano il padrone di Facebook, Mark Zuckerberg, di averli illusi circa il sostegno per immettere sul mercato un social chiamato HarvardConnection.com. Per gli accusatori, Mark copia la loro idea imprenditoriale per ideare una piattaforma concorrente. In seguito, Zuckerberg ammette le responsabilità e stanzia 300milioni di dollari in azioni Facebook a favore del trio.

Facebook come lo vediamo oggi: gli sviluppi

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Di giorno devi fare quello che alla sera ti rende orgoglioso davanti alle persone che ami

Durante l’estate del 2004, Mark Zuckerberg conosce Peter Thiel, il primo a investire veramente nella compagnia. Per un ufficio fisico bisogna aspettare metà del 2004, all’inizio pensano di tornare ad Harvard, ma poi decidono di rimanere in California. In quell’anno rifiutano diverse offerte di compagnie interessate ad acquistare Facebook.

In un’intervista del 2007 Zuckerberg afferma: “Non fu per la somma che ci offrirono. Per me e i miei colleghi, la cosa più importante era istituire un flusso d’informazioni per la gente. L’idea che le corporazioni mediatiche siano possedute da conglomerati è assolutamente priva di ogni attrattiva per me”.

Facebook in tappe:

  • Nel 2006 è introdotta la funzione Note che permette agli utenti di pubblicare scritti e articoli a mo’ di blog
  • Il 2007 è la volta del Marketplace che offre ai navigatori la possibilità d’inserire gratuitamente annunci visibili solo ai fruitori presenti nella stessa rete
  • Il 21 aprile 2010 viene lanciato il tasto Mi piace
  • Il 6 luglio 2011 tocca al servizio di videochiamate
  • 2012: Facebook compra Instagram
  • Il 13 novembre 2013 è distribuita la nuova versione 3.0 dell’app Facebook Messanger, sia per Android che per IOS. L’inedita variante consente di utilizzare il numero di telefono per inviare messaggi a tutti i numeri senza dover necessariamente essere amici su Fb, richiamando altre app di messaggistica tipo WhatsApp.
  • Nel 2014 Mark Zuckerberg annuncia per 19 miliardi di dollari l’acquisto di WhatsApp
  • Dal 15 febbraio 2017 è disponibile la funzione Storiessu Instagram e successivamente anche in Whatsapp.
  • Nel 2018 è stato coinvolto nello scandalo Cambridge Analytica. In quell’anno, a marzo, un whisteblower (segnalatore di illeciti) denuncia una fuga di dati che interessa 87 milioni di utenti, dei quali più di 200mila italiani, venduti dal proprietario di un’app alla società in questione. Queste informazioni sono state adottate poi per attività di marketing politico durante le elezioni di Donald Trump e per il filone pro-Brexit
  • Giugno 2019: nasce Libra, la moneta targata Facebook Inc. Libra vuole costruire un sistema finanziario nuovo in tutto il mondo, più accessibile e inclusivo
  • Aprile 2020: Facebook sfida Zoom e propone le Messanger Rooms, videochiamate in cui si possono collegare fino a 50 persone, anche quelle senza account.

L’arrivo di Facebook in Italia nel 2008

Facebook in Italia giunge nel 2008, mentre nel 2009 Milano ospita l’apertura degli uffici. Quelli di Menlo Park conquistano anche il BelPaese, dunque, che conta nel 2019 34,8 milioni di utenti secondo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

Ripercorriamo anche per quanto riguarda la Penisola alcune tappe salienti:

  • 2014: L’Arcigay firma una partnership con il social network per concedere agli iscritti una funzionalità che ha il sapore di una “conquista civile” ossia scegliere la propria identità di genere tra 58 varianti.
  • 2015: Fb insieme al Garante della Privacy creano “Vivere in un mondo connesso”, un sito informativo dedicato alla tutela dei dati personali su Internet
  • 2016: Fb collabora con Confindustria per la prima edizione del Forum Economia Digitale, un evento dedicato agli stakeholder coinvolti nel progresso digitale.
  • 2016: la funzione “Safety Check”, nata per segnalare le emergenze e per rassicurare i propri amici, è usata durante il terremoto di Amatrice
  • 2017: Facebook diventa un e-commerce e arriva Marketplace in Italia.
  • 2017: Chi festeggia il compleanno può attivare una raccolta fondi personali
  • 2018: Apre a Roma Binario F, uno spazio per la formazione e lo sviluppo di competenze digitali
  • 2019: Stories per il compleanno. E’ possibile creare una storia per questo giorno in cui il festeggiato e gli amici possono aggiungere foto,video, biglietti di auguri e ricordi.

 Quanti soldi ha Mark Zuckerberg?

mark zuckerberg patrimonio

Quanto guadagna Mark Zuckerberg? Domanda che tutti si sono posti almeno una volta, nella speranza di scoprire i segreti di un successo miliardario. Ad oggi il patrimonio si aggira sui 76 miliardi di dollari. Su Forbes si può leggere la classifica dei Paperoni universali in cui lui compare al 7° posto.

Scontato dire che il rampollo non abbia rinunciato negli anni a tutta una serie d’investimenti da capogiro. Nel 2011 acquista una casa del valore di 7 milioni di euro; nel 2012 il castello di Lavezzole in provincia di Asti, nel 2014 nientepopodimeno che 283 ettari dell’isola di Kauai alle Haway; dulcis in fundo, 2 attici a Milano nel quadrilatero della moda (c’è un cinema privato all’interno) e 2 case sul lago Tahoe in California.

Mi concentro sempre perché penso a quello che mi dicevano i miei due genitori medici: “rispetto a noi hai a disposizione più istruzione, più soldi, più cultura. Sfrutta tutto questo per salvare più vite di quanto riusciamo a fare noi oggi”. Penso sempre che maggiore istruzione voglia dire più doveri verso la popolazione.

 

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