Marijuana: un nuovo prodotto Coca cola?

La marijuana potrebbe entrare all'interno della Coca Cola.

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Coca cola classic 2
Coca Cola Classic

La  Marijuana diventa un ingrediente della Coca-Cola? Sì, almeno secondo Bloomberg, che ha parlato di una trattativa in corso fra la storica società americana e il produttore di cannabis canadese ‘Aurora Cannabis’ per produrre bevande infuse con la marijuana.

Marijuana:la pianta che tutti  conosciamo per i suoi effetti terapeutici, può diventare anche un potenziale cliente per la bevanda che  tutto il mondo conosce, ovvero la Coca Cola. Se l’ accordo tra le due aziende venisse potato a termine, possiamo dire di conoscere almeno uno degli ingredienti contenuti all’interno della famosa bibita. Non dimentichiamoci infatti che la Coca Cola è famosa per essere una bevanda contenente più ingredienti segreti. Ad ogni modo allo stato attuale non c’è alcun accordo ufficiale, il colosso delle bevande sta studiando una eventuale partnership che potrebbe consolidarsi con l’azienda produttrice di marijuana “Aurora Cannabis”. Il possibile impiego di una sostanza non psicotropa della marijuana, il cannabidiolo Cbd, come ingrediente di un nuovo prodotto mirato al benessere. Il Cbd tra le sue proprietà ha effetti rilassanti, antiossidanti e antinfiammatori. Il gruppo afferma quindi di lavorare al progetto con la società canadese Aurora Cannabis.

Quale prodotto scaturirebbe da un simile connubio?

Difficile a dirsi; bisogna comunque ricordare che la Marijuana, insieme alla Coca Cola sono tra i prodotti più consumati; specie nel mondo Occidentale. Sono famose per le loro caratteristiche e le loro proprietà; hanno un impatto abbastanza significativo nelle masse, in quanto le loro sostanze generano una sensazione di benessere al consumatore. E l’intento è proprio questo: creare un prodotto che dia sensazione di benessere,di relax , piacere ma soprattutto di serenità.

La Marijuana e la Coca cola sono infatti tra i prodotti più indicati dal punto di vista organolettico, a rispettare questi parametri. Per quanto possa rimembrare l’idea di una semplice bevanda, non dobbiamo dimenticare che la Coca Cola, fu inventata nel 1886 ad Atlanta dal  farmacista John Stith Pemberton quale rimedio per il mal di testa e la stanchezza. Un rimedio a  sua volta ispirato a quello del farmacista della Corsica, Angelo Mariani, che miscelava vino rosso e foglie di coca.

Un impatto senza precedenti sul mercato…

Qualora dovesse concretizzarsi l’accordo tra le case madri, potremmo assistere ad una svolta nel settore delle bevande e delle bibite gassate. Infatti sia la Marjuana che la Coca Cola non hanno bisogno di presentazione ma soprattutto hanno un larghissimo consumo. Un simile prodotto potrebbe compenetrare nel mercato in maniera molto capillare, partendo a cascata dalla grandde distribuzione organizzata;fino ad arrivare alle più piccole attività commerciali che vendono al minuto. Infatti ormai da mesi le direzioni manageriali stanno studiando e pianificando una strategia commerciale per poter entrare a macchia d’olio in tutto il mercato dell’agroalimentare. Un progetto molto ambizioso ma allo stesso tempo molto complesso da portare a termine. Potrebbe essere il lancio di un prodoto che potrebbe stravolgere dal punto di vista economico-commerciale.

E dal punto di vista sociale.

Un simile binomio commerciale, potrebbe sortire effetti irreversibili e permanenti nella nostra società. Non dimentichiamo infatti che la marijuana nonostante sia un prodotto di largo consumo, nella maggior parte dei paesi vienne commercializzata illegalmente. Questo significa che se un tale prodotto venisse introdotto all’ interno di una bevanda che già di suo riscontra largo consumo, questo veicolerebbe la massa dei consumatori verso questo nuovo prodotto. Rendere la Marjuana legale non significa  soltanto farla entrare come ingrediente all’interno di una bibita, ma rientrare anche nei circuiti economico-aziendali e della produzione.

Questo significherebbe che tutta la produzione sarebbe tassata generando un’enorme introito per le casse erariali. Altro beneficio che potrebbe portare questo nuovo prodotto, sarebbe una drastica riduzione del commercio illegale della marijuana, e dunque eliminare di riflesso tutta la cerchia sociale che si è venuta negli anni a formare attorno questo buisness. Insomma, i benefici derivanti da questo connubio sono molteplici, e potrebbero sconvolgere parecchi paradigmi del nostro sistema sociale. Anche se in molte parti d‘Europa la Marijuana è legale, bisogna comunque cosiderare il quadro Italiano dal punto di vista politico legislativo parecchio è stato fatto per la marijuana da qualche anno a questa parte.

Potrebbe questo prodotto inserirsi nel mercato Italiano?

La strada da percorrere è ancora lunga, bisogna comunque dire che il nostro esecutivo molto sta facendo in merito. Partendo, come base, dal lavoro fatto, nella scorsa legislatura, dall’intergruppo parlamentare, dove il senatore del M5s Matteo Mantero ha depositato in Senato un disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della marijuana e dei suoi derivati. Ma il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, frena.

“Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della marijuana – dice il ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana – non sono concordate”. Si tratta infatti di un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che siano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”. “Anche in Italia la legalizzazione della marijuana – afferma ancora il senatore pentastellato –  consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che ricordiamolo nel mondo il business complessivo del narcotraffico secondo le stime si attesta a 560 miliardi di euro l’anno”.

Dunque la regolamentazione, la produzione e la vendita di infiorescenze della cosiddetta “light” e consentirebbe un utilizzo a scopo ricreativo – sottolinea Mantero – costituirebbe un’importante tutela della salute pubblica, in quanto si sposterebbe il consumo di marjiuana, dal mercato illegale di prodotti potenzialmente nocivi per la salute, a prodotti invece coltivati con rispetto per la salute dell’utilizzatore”.

“D’altra parte, – conclude – proprio l’esperienza degli stati che hanno regolamentato in forma legale il mercato della marijuana dimostra che il numero dei consumatori non è affatto cresciuto, né è aumentato l’impatto sociale e sanitario direttamente o indirettamente connesso al consumo.  sono cresciuti solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato”.

Un quadro sinottico.

Volendo fare una considerazione conclusiva, potremmo dire che una simile accordo non si fermerebbe soltanto ad un beneficio di natura aziendale e dunque privatistica, bensi potrebbe generare delle esternalità positive nei confronti del sistema sociale; un beneficio che non si fermerebbe soltanto alla transazione economica (rispettando la dottrina economica). Dunque riuscire ad introdurre la Marijuana all’interno della più famosa bevanda del globo potrebbe sortire benefici economico- sociali in maniera significativa.

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Se vuoi più informazioni sull’azienda colosso sul mercato Coca Cola puoi visitare questo link.

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