🇮🇹 L’ITALIA E’ SALVA – Parola di Padoan, ma siamo sicuri?

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🇮🇹 Parole di profondo ottimismo da parte del Ministro dell’Economia Padoan.

Ma l’ISTAT rivela altri dati relativi al Bel Paese. Cresce la disoccupazione e gli italiani sono più poveri.

ROMA – Nel corso della festa di Left Wing il ministro dell’Economia Padoan ha tracciato un quadro della situazione Italia. “Stiamo andando fuori dalla crisi, il peggio è passato”. 

Con queste parole ha voluto incoraggiare la stampa presente, rivelando che l’Italia è ormai uscita dal tunnel. “Ci stiamo lasciando alle spalle cose preoccupanti, come la fragilità del sistema bancario e l’inerzia degli investimenti.” 

Secondo il Ministro, una volta usciti dal tunnel abbiamo già imboccato una strada.  “Stavo per dire un sentiero stretto, ma vedo il sentiero allargarsi” ha così dichiarato. 

L’ISTAT non la pensa affatto così.

Secondo le stime, il numero di italiani che vive sotto la soglia di povertà è triplicato. Questo significa che c’è poco da rimaner ottimisti e pacati. Secondo i dati pubblici gli italiani che vivono alla stregua della povertà assoluta sarebbero 4 milioni e 742 mila. Un numero record stando ai dati precedenti. Ma in tutto questo si susseguono dichiarazioni smielate da parte di ministri e sottosegretari che, evidentemente, vivono in un altro mondo.

La ricetta di Padoan

Secondo il ministro dell’economia è necessario “continuare sulla strada delle riforme, sulle tasse abbassate in modo sostenibile”. In sostanza significa abbassare le tasse senza più ritoccarle, ma sarà veramente possibile? Il ministro fa sapere che a breve sarà pubblicata la nota del Def con le stime riviste a rialzo. E sul futuro dell’Italia ha annunciato: “Sono ottimista. Fortemente ottimista sui prossimi anni. L’Italia adesso è meno fragile.

Come ci vedono da fuori?

Se non per arte a cielo aperto, cibo, mare e sole, dall’esterno ci hanno sempre visti come i fenomeni da baraccone d’Europa. Infatti secondo la stampa estera è impossibile che le parole di un ministro vadano a cozzare così tanto con i dati reali. D’altro canto uno degli indici di benessere di un qualsiasi stato è il tasso di natalità. In Italia, da un decennio ormai, le nascite sono in netta diminuzione. Questa conseguenza sorge dalla crisi. Infatti mantenere un bambino è visto come un lusso. La gente è cosciente che, con un neonato da sfamare e accudire, si diventerebbe di punto in bianco più poveri. In sostanza questa lenta ripresa economica, che nel complesso pare essere iniziata, non ha giovato affatto alla popolazione che oggi può solo prender atto di esser più povera. 

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