Jesse Livermore: un trader passato dal successo al suicidio

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Jessie Livermore: storia di un trader di successo

Tra i trader più famosi di tutti i tempo nel mondo trova stazione Jesse Lauriston Livermore.

Jesse l Livermore nasce nel 1877 e morirà durante la seconda Guerra Mondiale, e più precisamente nel 1940.

Livermore, infatti, morirà suicida.

Americano d’origine è passato alla storia per le sue gesta pindariche.

L’infanzia di Jesse Livermore

Inizia a far trading da giovanissimo quando, con il supporto di sua madre, abbandona la casa di famiglia per evitare di lavorare nei campi come il padre. A 14 anni inizia a lavorare per una società di brokeraggio, la Paine Webber, in Boston. Il suo compito era quello di copiare i prezzi dal nastro della telescrivente del tabellone ove venivano riportate le quotazioni di mercato.

Vita sentimentale e carriera

Jesse Livermore si è sposato 3 volte. La prima volta nel 1900 con Netit Jordan. Nel 1901, a 34 anni, le chiede di impegnare tutti i gioielli che le aveva regalato per pagare dei debiti derivati dal suo primo fallimento in borsa.

Sua moglie si rifiuta. Jesse Livermore chiederà il divorzio nel 1917 per sposarsi con un’altra donna, tale Dorothea Wendt. Dal secondo matrimonio nascono due figli: Jesse Jr. e Paul.

Si è sposato anche una terza volta con Harrier Metz Noble. Livermore è il nonno di Brandi Love, nota attrice pornografica.

Il successo di Jesse Livermore

jesse livermore investimenti trader I primi soldi veri arrivano nel 1901, quando decide di comprare azioni della Northern Pacific Railway. In quell’occasione un capitale di 10.000$ era diventato mezzo milione di dollari.

Cinque anni dopo, nel 1906, vende allo scoperto azioni della Union Pacific Railroad, qualche giorno prima del terremoto di San Francisco. Guadagna altri 250.000$. 

Nel 1907 la mania di vendere allo scoperto porterà un altro milione nelle tasche di Jesse Livermore. A quel punto sarà JPMorgan, che era stato il suo mentore, a chiedergli di non vendere più allo scoperto, dopo il salvataggio della borsa di New York. 

Da quel momento Livermore inizia ad investire a rialzo, portando la sua fortuna a 3.000.000$. 

Comprerà, con 200.000$ uno yacht, un intero vagone ferroviario e un lussuoso appartamento nell’Upper West Side. 

Tesserato in varie associazioni, nonostante si sposerà 3 volte, ha sempre condotto una vita dissoluta ed ha avuto tante amanti. 

Nel 1908 ha una grossa perdita sul cotone, per via di una informazione sbagliata data da Teddy Price che, segretamente, aveva venduto allo scoperto. 

Nel 1915 dichiarato bancarotta per la seconda volta. 

Jesse Livermore alla Casa Bianca

Finita la prima guerra inizia ad accantonare segretamente posizioni sul cotone. Dovrà intercedere l’allora presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson per convincerlo a rivendere i contratti alla pari onde evitare un fastidioso aumento dei prezzi. 

Quando il Presidente gli chiede perché lo avesse fatto, Livermore risponde:

“Per vedere se potevo, signor Presidente”.

Nel 1924-1925 guadagna 10 milioni sul mercato del grano e del mais. 

All’inizio del 1929, prima del crollo dei mercati, Jesse Livermore aveva venduto allo scoperto. Siccome aveva promesso a JPMorgan di non farlo più, aveva dovuto arruolare più di 100 agenti. In primavera perdeva 6 milioni. Dopo il crollo del ’29 le sue posizioni gli fruttano 100 milioni di dollari. I giornali lo definiranno come il “Grande Orso di Wall Street”.

Livermore fu da tutti additato come il responsabile del crollo, e minacciato di morte. In quel contesto ha dovuto assumere una guardia del corpo armata. 

Nel contempo veniva creata la Commissione statunitense per i valori mobiliari e lo scambio. Correva il 1934 e il trading va incontro alla sua prima vera regolamentazione. Non si sa bene cosa succede, ma si sa solo che nel 1934 Livermore aveva perso tutto.

Si trova costretto a dichiarare bancarotta nel 1934. Elenca beni per $ 84.000 e debiti per $ 2,5 milioni.

Viene sospeso come membro del Board of Trade di Chicago il 7 marzo 1934.

Nel 1937 paga i suoi debiti col fisco per $ 800.000.

Nel 1939 apre un’attività di consulenza finanziaria e vende un sistema di analisi tecnica.

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Il suo unico libro

Il figlio, Jesse Jr., sollecita il padre a scrivere e pubblicare un libro: “How To Trade In Stocks” che viene pubblicato da Duell, Sloan e Pearce nel mese di marzo del 1940.

Il libro non andrà bene, anche perché era in corso la Seconda Guerra Mondiale. L’interesse per la finanza e il trading, quindi, era veramente basso.

Siccome la sua strategia e i metodi apparivano abbastanza controversi, il libro riceverà recensioni discordanti tra di loro.

Il suicidio

Senza più nulla in tasca e senza nessuno stimolo per risollevarsi, alla fine, Jesse Livermore si uccide nel 1940

Il 28 novembre 1940 nel pomeriggio, dopo le 17.30, Livermore si spara con una pistola nel guardaroba dell’hotel The Sherry-Netherland a Manhattan, un luogo che frequentava spesso per gli aperitivi.

La polizia troverà le sue ultime parole scritte in un taccuino rilegato in pelle di Livermore.

Il biglietto d’addio era indirizzato alla sua terza moglie: 

«Mia cara Nina: non posso farci niente, le cose sono andate male per me, sono stanco di combattere, non posso più andare avanti. Questa è l’unica via d’uscita, non sono degno del tuo amore, sono un fallimento, sono davvero dispiaciuto, ma questa è l’unica via d’uscita per me. Con amore, Laurie»

Il figlio, Jesse Livermore Jr morirà suicida nel 1975. Anche il nipote si è suicidato.

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