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Invasione turca di Cipro: la ferita aperta nel cuore del Mediterraneo

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Gli eventi di quest’ultimo anno hanno riacceso ovunque nel mondo sentimenti di antagonismo che sembravano appannaggio del secolo scorso. Non sempre, però, queste vicende sono spesso sepolte sotto la contingenza della cronaca. E molte di queste si cristallizzano senza lasciare alcun segno, se non per chi è coinvolto. L’invasione turca di Cipro è uno degli episodi che meglio rappresentano questo tipo di situazione. Scopriamo meglio di cosa si tratta.

Invasione turca di Cipro: i podromi

Era l’estate del 1974 quando l’isola di Cipro, situata nel cuore del Mediterraneo orientale, fu teatro di un evento che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nella sua storia. L’invasione turca di Cipro, avvenuta nel contesto di una crescente tensione tra le comunità greca e turca, ebbe conseguenze durature sull’isola e sulla regione circostante. Questo articolo si propone di narrare in modo esaustivo la storia di questo tragico conflitto, esaminando le cause, lo svolgimento e le conseguenze che ne derivarono.

Le radici del conflitto

Per comprendere appieno l’invasione turca di Cipro, è necessario fare un salto indietro nel tempo e considerare le radici storiche della questione. Cipro, con la sua posizione strategica nel Mediterraneo orientale, ha da sempre suscitato l’interesse di diverse potenze. Nel corso dei secoli, l’isola ha visto alternarsi il dominio di greci, romani, bizantini e ottomani. Nel 1878, Cipro passò sotto il controllo dell’Impero britannico, che l’amministrò come colonia.

Tuttavia, la questione dell’autodeterminazione e dell’indipendenza di Cipro cominciò a emergere nel XX secolo. La maggior parte della popolazione era di origine greca e sognava l’unione con la Grecia, mentre la minoranza turca temeva di essere emarginata in un’isola a maggioranza greca. Questa divergenza di visioni e interessi portò a una crescente tensione e polarizzazione tra le due comunità.

L’ascesa del nazionalismo

Negli anni ’50 e ’60, le tensioni etniche ed etnoreligiose a Cipro raggiunsero il loro apice. Organizzazioni politiche e paramilitari, rappresentanti delle comunità greca e turca, cominciarono a promuovere i propri interessi e a prepararsi per eventuali conflitti. Nel 1960, Cipro ottenne l’indipendenza dal dominio britannico, ma l’accordo di indipendenza non riuscì a risolvere le divergenze tra le due comunità. Un sistema politico basato sulla condivisione del potere si dimostrò instabile e non riuscì a evitare ulteriori tensioni.

Il colpo di stato e l’invasione turca

Il 15 luglio 1974, tutto cambiò. Gruppi greci nazionalisti organizzarono un colpo di stato a Cipro, detronizzando l’allora presidente Makarios III e sostituendolo con Nikos Sampson, noto per le sue idee anti-turche. Questo evento scatenò la reazione immediata della Turchia, che si sentì minacciata e decise di intervenire per proteggere la minoranza turca sull’isola.

Il 20 luglio 1974, invasione turca di Cipro

Inizialmente, l’obiettivo dichiarato era di stabilizzare la situazione e garantire la sicurezza della minoranza turca. Tuttavia, l’operazione si trasformò rapidamente in un’occupazione militare a vasta scala, con l’esercito turco che avanzava in profondità nell’isola. La popolazione civile fu coinvolta in questo caos, con migliaia di persone costrette a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio altrove.

La divisione e le conseguenze umanitarie

L’invasione turca di Cipro portò alla divisione dell’isola. Le truppe turche occuparono la parte settentrionale di Cipro, spingendo la popolazione greca a ritirarsi nella parte meridionale. La linea di demarcazione, nota come “Linea Verde”, separò le due comunità e divenne un simbolo della divisione e del conflitto.

Le conseguenze umanitarie furono devastanti. Decine di migliaia di persone furono sfollate dalle loro case, lasciando dietro di sé la loro vita e i loro averi. Famiglie vennero separate, amici e vicini si trovarono da un giorno all’altro su lati opposti della linea di demarcazione. Vi furono rapporti di violenze, abusi e violazioni dei diritti umani, che colpirono entrambe le comunità.

Le ripercussioni politiche

L’invasione turca di Cipro ebbe profonde ripercussioni politiche a livello internazionale. L’ONU condannò l’azione militare turca e chiese il ritiro delle truppe d’occupazione. Numerosi sforzi diplomatici furono intrapresi per risolvere la questione, ma non riuscirono a raggiungere una soluzione duratura. Nel 1983, la parte settentrionale di Cipro si dichiarò indipendente sotto il nome di Repubblica Turca di Cipro del Nord, ma questa dichiarazione non fu riconosciuta dalla comunità internazionale, ad eccezione della Turchia.

La situazione attuale e le prospettive future

La situazione attuale sull’isola di Cipro è complessa e continua a presentare sfide significative. Dopo decenni di divisione, le comunità greca e turca cercano ancora una soluzione per riunificare l’isola e risolvere le questioni in sospeso. Tuttavia, le trattative di pace si sono rivelate difficili e spesso infruttuose.

L’isola rimane divisa dalla “Linea Verde”, una zona demilitarizzata controllata dalle truppe dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nonostante gli sforzi diplomatici, gli incontri di negoziato e le discussioni, finora non è stata raggiunta una soluzione duratura che soddisfi entrambe le comunità. Infatti, la Repubblica indipendente di Cipro del Nord occupa il 36% del territorio nella parte nord dell’isola.

La comunità internazionale ha continuato a sostenere una soluzione basata su una federazione bicommunale e bizonale, in cui le due comunità godano di autonomia ma condividano un governo centrale. Tuttavia, le differenze di opinione, la mancanza di fiducia reciproca e le questioni di sicurezza continuano a ostacolare la progressione delle trattative.

Nel frattempo, la parte settentrionale di Cipro, formalmente conosciuta come Repubblica Turca di Cipro del Nord, è dipendente principalmente dalla Turchia per il sostegno economico e politico. Questa situazione ha portato a un isolamento internazionale della parte settentrionale dell’isola, con solo la Turchia che riconosce il suo governo.

Tuttavia, negli ultimi anni, sono state intraprese alcune iniziative per promuovere la cooperazione e la normalizzazione delle relazioni tra le due comunità. Vi sono stati scambi culturali, progetti di collaborazione economica e contatti tra le persone provenienti da entrambe le parti dell’isola. Questi sforzi mirano a creare un terreno comune e a coltivare la fiducia tra le due comunità, aprendo la strada a una possibile soluzione pacifica.

Nonostante le difficoltà e le sfide ancora da affrontare, molti sostengono che la riunificazione di Cipro sia essenziale per garantire una pace duratura e per permettere all’isola di sfruttare appieno il suo potenziale economico e turistico. La volontà politica, la fiducia reciproca e l’impegno delle parti interessate rimangono fattori cruciali per un progresso significativo verso una soluzione.

Conclusioni

La situazione attuale sull’isola di Cipro è caratterizzata da una divisione persistente e da un processo di negoziato complesso. La ricerca di una soluzione pacifica e duratura rimane un obiettivo ambizioso, ma l’impegno delle parti coinvolte e il sostegno internazionale continuano a offrire speranza per un futuro in cui Cipro possa finalmente superare le divisioni del passato e costruire un destino comune.

Invasione turca di Cipro – Time line degli eventi

  • Luglio 1974: L’invasione turca di Cipro ha inizio in risposta a un colpo di stato organizzato da gruppi nazionalisti greci sull’isola.
  • Agosto 1974: L’esercito turco occupa la parte settentrionale di Cipro, spingendo la popolazione greca a fuggire verso la parte meridionale.
  • Novembre 1983: La parte settentrionale di Cipro si dichiara indipendente con il nome di Repubblica Turca di Cipro del Nord, ma questa dichiarazione non è riconosciuta dalla comunità internazionale, ad eccezione della Turchia.
  • Dicembre 1983: Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite emette la risoluzione 541, che condanna l’autoproclamazione della Repubblica Turca di Cipro del Nord e chiede a tutti gli Stati di non riconoscerla.
  • Anni ’90: Una serie di negoziati di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite iniziano a cercare una soluzione politica per il conflitto.
  • 2004: Cipro viene ammessa nell’Unione europea come uno Stato diviso. L’adesione è limitata alla parte meridionale dell’isola.
  • 2008: Le negoziazioni per una soluzione politica prendono il nome di Processo di negoziato di Cipro. Tuttavia, non si raggiunge un accordo.
  • 2017: Nuovi colloqui di pace iniziano a Ginevra, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione federale per Cipro. Le trattative non riescono a produrre un risultato.
  • 2020: Le discussioni tra Cipro, Grecia, Turchia e le Nazioni Unite per una possibile risoluzione del conflitto vengono riprese a Ginevra, ma non si raggiunge un accordo.
  • 2021: Si verificano nuove tensioni nell’area a causa delle controversie sulle risorse energetiche nel Mar Mediterraneo orientale. I colloqui tra le parti interessate si intensificano, ma non si raggiunge ancora una soluzione.
  • 2022: Continuano i colloqui e le discussioni per trovare una soluzione politica alla questione di Cipro, con l’obiettivo di una riunificazione dell’isola.

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