Com’è cambiata l’idea di risparmio qui in Italia? Cosa è successo?

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il risparmio

Pare infatti che negli ultimi 22 anni le abitudini degli italiani siano notevolmente cambiate. Se ne parlò ampiamente durante la 94ª giornata mondiale del risparmio, organizzata da associazioni e fondazioni come la Cassa di Risparmio e l’Ipsos. Le indagini portate a termine dagli studi realizzati da questi enti hanno più volte fatto emergere come la propensione degli italiani nel riuscire a risparmiare sia di fatto rimasta molto alta, ossia all’86% (addirittura in un leggerissimo trend di crescita rispetto agli anni passati).

Ad oggi, tuttavia, molti altri dati stanno dimostrando il contrario se paragoniamo la capacità degli italiani di riuscire a mettere da parte denaro rispetto quella degli altri colleghi dell’Unione Europea. Infatti se precedentemente il 16% del reddito lordo della famiglia media italiana veniva conservato e risparmiato possiamo notare che a partire dal 2017, tale percentuale è crollata ad un misero 2,4% del 2019. Certamente c’è bisogno di dire che rispetto a 30 anni fa circa dove non ci trovavamo nel mezzo di una crisi economica che ha colpito duramente l’Europa e il nostro paese, contribuendo a cambiare drasticamente le abitudini delle famiglie, comprese soprattutto quelle di risparmio, le cose sono notevolmente cambiate.

Ma nonostante l’Italia non si trovi ad essere la sola “potenza” in crisi economica, il confronto con altri paesi rimane comunque molto deludente.

Insight: ci riferiamo all’Italia come potenza economica perché pur vessata da pesanti debiti da parte dell’Europa per tutto ciò che concerne l’adeguamento agli standard e il debito pubblico, l’Italia resta comunque un paese pesantemente industrializzato e all’avanguardia sotto il profilo economico (ultimamente anche 3.0).

Se prendiamo in considerazione la Francia la Germania possiamo notare che sebbene abbiano avuto le stesse condizioni economiche dell’Italia nel corso dell’ultimo decennio -anche se in misure diverse – sono riuscite ad ogni modo a mantenere tassi di risparmio agli stessi livelli di venti o trenta anni fa. Comunque, se anche il tasso di risparmio si è abbassato non è di certo arrivato alla nostra stessa percentuale mantenendosi comunque intorno al 10%, seppur a periodi alterni, come abbiamo accennato, per ritornare rapidamente a una fase di plateau.

Ed è oggi che si inizia a fare la simpatica metafora delle formiche e delle cicale, visto che gli italiani sono passati dall’essere le “formiche” che risparmiavano per l’inverno alle “cicale” che sperperano il proprio denaro.

E chi sono oggi le “formiche” mondiali, campionesse del risparmio dalle quali dovremmo prendere esempio? Di sicuro vediamo la Cina, in Asia, la Svizzera e la Svezia in Europa. Che non sia il caso di avvicinarci ai nostri amici intercontinentali e prendere esempio da loro? Il risparmio è possibile!

A testimoniarlo sono anche tutte le startup super innovative che anno dopo anno colonizzano il web. Abbiamo addirittura scambiato due chiacchiere con i fondatori di una di queste: espertodelrisparmio.com, un sito incentrato sulle modalità di risparmio che tratta argomenti di ampio interesse con un occhio particolarmente attento a quelli che in inglese vengono detti savings, ossia risparmi.

Pare che gli italiani cerchino modi, idee, metodi per risparmiare e far soldi in modo semplice e poco impegnativo e le risposte potrebbero non esser mai abbastanza. Paradossale però, se ci pensiamo, che proprio i giovani fondatori di questa piattaforma abbiano scelto l’oltremanica per lanciare stabilmente la propria idea.

Che l’unico modo per “risparmiare davvero” sia “guadagnare altrove”?

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