Futures: guida definitiva e migliori piattaforme di trading

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Cosa sono i futures? 

La parola futures deriva dalla locuzione anglosassone future contracts. La traduzione corretta e riconosciuta è contratti a termine. Si tratta di uno strumento standard che deve avere la caratteristica di poter essere facilmente acquistato e venduto in una borsa valori.

Questa particolare tipologia di contratti prevedere un impegno di acquisto da parte dell’investitore ad un prezzo prefissato. In buona sostanza: quando compro un futures mi sto impegnando ad acquistare il sottostante (adesso vedremo quali), una volta raggiunta la scadenza del contratto, ad un prezzo prefissato. 

Quindi alla domanda “I futures cosa sono?” risponderemo, in sintesi, che i contratti futures sono uno strumento di trading. Fanno parte dei contratti derivati e vengono negoziati all’interno di mercati obbligatoriamente regolamentati.

Gli attori principali quando si negozia un future sono l’acquirente e il venditore. Una volta individuata la data di scadenza prestabilita, acquirente e compratore si impegnano, sin dall’apertura del contratto, a scambiare una x quantità di un’attività finanziaria a prezzo prefissato. 

Perché nasce il contratto future? 

Il contratto future nasce in tempi non proprio recenti.

Questa tipologia di prodotto, poi, nasce da esigenze del mercato reale. In buona sostanza: si tratta di contratti particolarmente utilizzati, nella seconda metà del XIX secolo, per coprirsi da eventuali ribassi dei prezzi. Facciamo un esempio.

Se tu coltivassi mais e sospettassi che, di li a sei mesi, il prezzo del mais possa crollare per un’offerta eccessiva, come puoi coprire le tue potenziali perdite? Aprendo un contratto Futures sul sottostante Mais. 

Si, hai capito bene. Inizialmente i futures non sono nati come uno strumento di mera speculazione. Anticamente venivano utilizzati solo per coprire delle eventuali perdite derivate dal proprio commercio.

Per questo motivo per molto tempo i Futures hanno trovato largo impiego in questa consolidata prassi. Allo stesso modo funziona nel mercato delle criptovalute. Pochi sanno che per coprire un’eventuale perdita nel mondo del Bitcoin, si potranno utilizzare i futures per guadagnare dal ribasso e quindi coprire il proprio portafoglio di investimento. Successivamente sono nati anche gli indici futures che replicano l’andamento delle principali borse mondiali.

Oggi il trading futures, invece, permette anche agli investitori retail di poter speculare e trarre profitto nel breve termine. Infatti la maggior parte dei contratti viene chiusa prima della data di scadenza, ma di questo ce ne occuperemo nei paragrafi successivi.

Dove sono negoziati i futures? 

I futures sono strumenti regolamentati sui principali mercati del pianeta. Esaminando i mercati che più ci interessano da vicino diremo che negli Stati Uniti i Futures sono comprati e venduti sul CME (acronimo di Chicago Mercantile Exchange) e sul Chicago Board of Trade. In Italia, invece, i contratti futures si negoziano sul mercato IDEM.

IDEM sta per Italian Derivatives Market. Si tratta di un mercato finanziario regolamentato in cuoi si scambiano i contratti derivati. Si tratta, quindi, degli strumenti di cui fanno parte i futures. Sono quei contratti che acquistano il proprio valore in base al prezzo di strumenti o attività speculative sottostanti. La nascita dell’IDEM risale al 1994. Il primo strumento negoziato sull’IDEM per il trading Future fu il Future FTSE Mib 30 (Fib30).

Tipologie e Caratteristiche di questi strumenti 

Cosa vuol dire, quindi, far trading future? In buona sostanza quando si apre un contratto di questo genere ci si impegna ad acquistare (o a vendere) ad una scadenza e ad un prezzo prefissato un’attività sottostante. Vi starete chiedendo: quali sono queste attività sottostanti? 

Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione accademica. Esistono più categorie di futures. In questa guida ne spiegheremo 3 in particolare. Esistono: 

I Currency futures (Financial Futures)

Si tratta di quei contratti Future, ossia un contratto futuro, in cui acquirente e venditore si impegnano mediante un contratto a scambiare una valuta con un’altra valuta. Il tutto entro una data prestabilita che viene decisa a monte ed è, quindi, parte del contratto.  Per monete intendiamo il dollaro americano (USD), ad esempio, oppure l’euro (EUR) o il franco svizzero (CHF).

In questi casi il prezzo del future è espresso in base alla valuta di riferimento. È però opportuno dire che nel mercato estero le modalità possono essere diverse, e quindi bisognerà avere tutte le informazioni prima di investire su un determinato futures.

Questa tipologia di contratti che, come abbiamo visto, ormai sono sempre più diffuse, vengono utilizzata con l’intento di controllare e coprire tutti gli eventuali rischi che possono derivare dalle fluttuazioni dei mercati delle valute.

Oggi, però, i futures si utilizzano anche come strumenti speculativi. 

Commodity futures

Sono quei futures in cui ci si obbliga a scambiarsi una certa quantità di merce ad un determinato prezzo alla data stabilita a priori. Questo significa che funzionano esattamente come i currency futures, solo che, in questo caso, si scambierà della merce. Attenzione: nel contratto futures sono incluse quelle che vengono denominate carrying charge. 

Le carryng charge sono delle commissioni che prevedono parecchi costi, quali ad esempio l’assicurazione sulla merce e i costi di immagazzinaggio e trasporto. Una nota storica: dopo la fine delle seconda guerra mondiale tutti i futures legati al mondo energetico (petrolio in primis) erano prezzati con il dollaro come valuta di riferimento.

All’inizio del nuovo millennio, invece, anche l’eurozona, e quindi l’euro come valuta, sono entrati a far parte di questo mercato. Nel 2018, poi, anche lo Yuan (CNY), che è la valuta cinese, è entrata nel circuito delle valute utilizzate come mezzo di scambio nel mercato energetico.

Infatti in quell’anno la Repubblica Popolare Cinese ha aperto il primo mercato nazionale sui contratti futures sul petrolio. I contratti sono denominati yuan e la sede della Future Borsa è Shangai. 

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Criptovalute futures

Cryptovalute Future: esiste davvero? Si, ed è un ottimo strumento perché permette di coprire le perdite nei momenti di forte ribasso. Come hanno più volte spiegato i criptotrader

“i futures sugli exchange di critpvalute rappresentano un ottimo strumento per corprire il proprio portafoglio. Visto che il mercato delle cripto non prevede la vendita allo scoperto, il futures mi permetterà di stabilire il prezzo a monte e di poter quindi guadagnare dalla differenza di prezzo. Nei casi in cui il Bitcoin, ad esempio, compiesse delle oscillazioni ribassiste forti, si può pensare di vendere usando il futures e, quindi, coprendo la quasi totalità delle perdite”.

Questa strategia è indicata, più che per il trading di breve periodo, per il trading di medio lungo period.

Uno degli exchange che offre i futures è Binance. Clicca qui per arrivare all’exchange. 

Trading Futures: come funziona? 

Come abbiamo visto i futures possono essere definiti compravendite a termine. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di compravendite di prodotti agricoli. Si tratta di un contratto di pagamento stipulato in largo anticipo rispetto al raccolto. In buona sostanza: si tratta di un vero e proprio strumento nato per prevenire l’eventuale scarsità per l’acquirente o l’eventuale sovrabbondanza per il produttore.

L’eventuale scarsità, e quindi il consequenziale aumento del prezzo del bene, indurrà l’acquirente a comprare contratti futures puntando quindi sul rialzo del prezzo. Alla data di scadenza del contratto, quindi, l’acquirente si sarà garantito il bene al prezzo di stipula del contratto. Più avanti faremo qualche esempio ancora più pratico per capire meglio.

Al contrario: il produttore che fiuta la sovrabbondanza di un determinato bene punterà a vendere mediante un contratto futures per tutelarsi da un eventuale e repentino crollo dei prezzi.

Il prezzo sarà lo specchio delle dinamiche e dell’attività del bene sottostante. Tale parametro è determinato dalla differenza tra valore nominale e valore attuale del sottostante a cui è legato il contratto. 

Ora chi acquista un futures si aspetta che il sottostante proceda a rialzo. Se, chiaramente, si vende, mi aspetto che il prezzo del sottostante proceda a ribasso, e quindi avrò venduto allo scoperto. 

Trading Futures speculativo

Ci sono dei trade che operano con i futures per un’attività speculativa di breve termine. In buona sostanza: questi trader non aspettano mai il termine temporale del contratto, ma il futures viene venduto prima della sua naturale scadenza. 

Trading Futures Hedge

In alcuni casi, come abbiamo visto, i futures si utilizzano con lo scopo di coprire il proprio capitale o bene da rischi legati al mercato. Quando si utilizzano i futures per questo tipo di attività diremo che siamo in fase hedge. L’investitore utilizzerà il futures per coprire una futura vendita o un futuro acquisto della comodità di riferimento.

In questo modo l’investitore potrà coprirsi da eventuali compromettenti oscillazioni di prezzo e attenderà la scadenza che il contratto prevede per procedere alla vendita o all’acquisto della commodity stessa. 

La standardizzazione dei contratti

Quando parliamo di futures dobbiamo dire che si tratta di contratti standard. Questo significa che sono uguali dappertutto, in qualunque parte del mondo mi trovi a commerciare futures. Cosa significa? Significa che tutte le parti del contratto sono standardizzate e che le parti non possono modificarlo per nessuna ragione.

Questa standardizzazione riguarda anche le regole. Ciò significa che, visto che ai contratti è dato questo taglio unitario, si definiscono a chiare lettere e in maniera universale sia la scadenza contrattuale che la modalità di acquisto o di vendita del contratto. Per far questa opera di armonizzazione esiste la Clearing House (Cassa di compensazione) di cui parleremo più avanti. 

Il vantaggio della standardizzazione dei Futures

Questa caratteristica, ossia la standardizzazione, li rende strumenti scambiabili sul mercato regolamentato. Prestate attenzione. In opposizione al mercato regolamentato ci sono i mercati OTC (over the counter). Le caratteristiche che abbiamo avuto modo di approfondire rendono i futures interscambiabili tra di essi.

Questo significa che, grazie alla eventuale compensazione, acquirente e venditore potranno decidere di annullare ogni eventuale impegno di acquisto o di vendita prima del tempo prestabilito. Per far questo basterà stipulare un contratto contrario, di segno opposto al contratto originario. Così facendo si eviterà la consegna dell’attività sottostante prevista dal contratto in essere. 

Future Borsa: chi può creare questi contratti?

Essendo strumenti regolamentati solo la Borsa più creare. Infatti esistono solo i futures che la borsa crea e, successivamente, fa regolamentare. Non si possono creare altri future. Creare altri contratti è prassi assai comune dei contratti a termine, ma quest’ultimi fanno parte del mercato non regolamentato.

Come abbiamo già avuto modo di vedere a regolamentare il mercato dei Futures ci pensa la CH, ossia la Clearing House. In questo mercato la Clearing House ha il ruolo di farsi da controparte sia per l’acquirente, sia per il venditore. 

Come si accede ai Futures?

Nel mercato italiano, ad esempio, non è una prassi molto scontata. Infatti il singolo non può aderire autonomamente al mercato futures. L’investitore dovrà anche soddisfare alcuni importanti requisiti indispensabili. Per accedere al mercato dei future l’investitore dovrà utilizzare una SIM o una banca. Poi esiste la CCG (Cassa di Compensazione e Garanzia) che richiederà i margini necessari. A quel punto l’investitore si vedrà aperto un conto margine direttamente alla CH. In questo conto vengono trascritti margini e i saldi all’atto della vendita o dell’acquisto del contratto futures su cui si intende investire.  

Questa prassi è una vera e propria assicurazione. Infatti serve a garantire che i due soggetti che fanno parte del contratto rispettino le condizioni e facciano fronte sia a gestire gli utili derivati dalla speculazione, ma soprattutto alle potenziali perdite. L’obiettivo è quello di coprire il mercato da eventuali episodi di inadempimento che possono accadere tra i soggetti del contratto. 

Sul conto si potranno trovare sia i margini di partenza che quelli di variazione. In buona sostanza: per aprire un contratto futures la CH vuole che sia depositato una somma che chiameremo margine iniziale. Se facciamo un pratico esempio reale di cosa avviene, per l’apertura di un contratto FIB30 la CH richiede il 7,5% del valore come margine.La Clearing House si fa anche garante della solvibilità dell’acquirente. Questo significa che ogni giorno la CH andrà a prelevare dalla controparte del contratto in perdita la cifra che viene trasferita, simultaneamente, alla controparte che sta guadagnando. Questa tipologia di mercato viene denominato marking to market.

Una prassi consolidata e funzionale che non fa altro che tramutare questa tipologia di mercato in un mercato a somma zero. 

Cosa accade alla scadenza del contratto? 

Dal momento in cui il contratto sarà giunto alla sua scadenza naturale, il proprietario del futures dovrà acquistare o vendere il bene sottostante al prezzo stabilito. Nei casi in cui il sottostante è intangibile (come gli indici future) sarà la Clearing House che si farà carico di compensare il prezzo di acquisto di chi ha comprato per ultimo il future, con il prezzo di vendita del primo venditore (in questo caso il soggetto che ha emesso il futures) 

Come si estingue un contratto futures?

Ci sono due modi per per estinguere, e quindi chiudere un contratto futures. 

  1. Raggiunta la data di scadenza del contratto e alla data stabilita si consegna, nel luogo e al prezzo pattuito, il bene sottostante che rappresenta l’oggetto del contratto. In quell’istante dovrà avvenire il pagamento del corrispettivo. Se il future è strutturato su un titolo sottostante nazionale, ad esempio i future su indici, si parla di stade index. In qual caso la liquidazione dovrà essere effettuata secondo la pratica del cash settlement e quindi in denaro contante.
  2. Poi ci sono quei futures che vengono liquidati già prima della data di scadenza prevista dal contratto. In quel caso andremo a compiere un’operazione di compensazione che, in gergo tecnico, viene chiamata off setting. In buona sostanza: per chiudere la posizione si dovrà aprire un nuovo contratto di segno opposto a quello da annullare. Questo significa che se il contratto da cancellare è un contratto di acquisto, dovrò aprire un contratto di vendita. Se, invece, il contratto da cancellare è un contratto di vendita, aprirò un contratto d’acquisto. La differenza di prezzo tra il prezzo d’acquisto e il prezzo di vendita sarà il mio profitto (o la mia perdita)

Il contratto

Scopriamo adesso come è strutturato un contratto future standardizzato e quindi uniforme. Il contratto implica degli obblighi per le parti. Infatti i soggetti dovranno scambiarsi, alla scadenza prefissata, la quantità di attività finanziarie al prezzo concordato al momento dell’apertura del contratto.

Future FTSE Mib come funziona? 

Se il nostro contratto è un futures su indici come il FTSE Mib non sarà liquidato un bene, ma del contante. La quantità di denaro sarà equivalente alla differenza di prezzo data dal valore dell’indice all’atto dell’apertura del future e il valore dell’indice al momento della chiusura del contratto (o eventuale giorno della scadenza). 

Future Borse Mondiali: cosa deve specificare ogni Borsa?

  • la prima cosa da specificare sono le caratteristiche dell’attività sottostante a cui il future si rifà. 
  • il secondo parametro è la quantità, e quindi l’ammontare che chi vende si impegna a consegnare per ogni contratto aperto. 
  • sarà indicato il luogo della consegna
  • lo specifico periodo del mese di riferimento in cui si può adempiere alla consegna 
  • il metodo di quotazione dei prezzi
  • eventuali restrizioni o limiti relative alle posizioni degli operatori o alle escursioni quotidiane di prezzo 

Gli Istituti

In questo capitolo della guida voglio spiegarti quali sono, brevemente, gli istituti che intervengono nella contrattazione dei futures e quali sono le competenze che hanno.

In buona sostanza gli istituti fondamentali, oltre ai soggetti di cui abbiamo avuto modo di parlare, sono l’autorità preposta alla regolamentazione del mercato (per fare un esempio parleremo di Borsa) e le CH, ossia le Clearing House, di cui abbiamo già avuto modo di parlare. Scopriamo i dettagli. 

Autorità di regolamentazione

L’autorità di regolamentazione è quell’istituto che si occupa di alcuni aspetti chiave nella compravendita dei futures. A queste autorità, quindi, spettano almeno 4 compiti importantissimi:

  • l’autorità dovrà delirare tutte le regole della borsa 
  • all’autorità spetta il compito di autorizzare la negoziazione dei contratti futures. In questa fase si va incontro a quel processo di armonizzazione denominato appunto standardizzazione dei termini. 
  • avrà poi un ruolo di supervisore e di controllo sulle attività di tutti gli operatori che sono autorizzati alla negoziazione dei contratti sul mercato
  • infine l’autorità dovrà fare in modo che vengano assicurati i termini di trasparenza del mercato. 

Per fare un esempio vicino a noi diremo che in Italia l’autorità preposta alla regolamentazione è Borsa Italiana SPA. 

La CH (Clearing House)

Abbiamo parlato di CH nel corso di questa spiegazione. Adesso ti spiego quali sono i compiti della Clearing House che potrai anche trovare indicata come camera di compensazione. Il compito della CH è quello di fare in modo che la borsa future funzioni in maniera corretta. Ho riassunto, in pochi punti, le cose fondamentali da sapere per capire quali sono le funzioni che esercita la CH:

  • tutte le operazioni concluse in borsa hanno bisogno di una controparte. In questo caso la CH si fa controparte e fa in modo che i contratti vengano accettati, con la rispettiva corrispondenza dei margini prestabiliti dal contratto. 
  • la CH è un vero e proprio istituto di garanzia. Il suo compito termina quando ciascuno ha assolto ai propri obblighi. 
  • ha il compito di trasferire il denaro tra chi guadagna e chi perde, e quindi si occuperà dell’adeguamento delle posizioni alla fine di ogni giornata. Stiamo parlando di quel processo di marking to the market a cui abbiamo fatto riferimento poc’anzi;
  • svolge anche un ruolo di selezione, individuando e scegliendo gli intermediari che ne possono entrare a far parte.
  • La CH ha il compito di diffondere ogni giorno le informazioni sull’open interest. Si tratta di rivelare tutte le posizioni ancora a mercato al termine della giornata di contrattazioni. 
  • La Clearing House svolge anche un ruolo di garanzia fino al termine della fase di consegna di tutti i contratti che giungono a scadenza.

Se di Italia parliamo, la CH italiana non è altro che la Cassa di Compensazione e Garanzia spesso indicata con l’acronimo CCG.

I margini nei futures 

Abbiamo visto come la Clearing House si fa controparte di tutte le posizioni che si concludono sul mercato. A quel punto sarà compito della CH subordinare l’accettazione del contratto e quindi alla corrispondenza dei margini indicati. 

Abbiamo già visto che, a titolo cauzionale, chi vuole aprire un contratto futures dovrà depositare dei margini. Vediamo assieme quante tipologie di margine esistono e le loro caratteristiche. 

I margini sono di tre tipologie diverse:

  • margine iniziale: si tratta di una percentuale stabilita a monte del valore nominale dell’intero contratto. Questa percentuale varia in base al contratto scelto. Questo margine viene fissato dalla Clearing House. Ci sono vari modi per corrispondere il margine iniziale per l’apertura di un contratto futures. Si potranno utilizzare dei soldi contanti, oppure delle lettere di credito rilasciare da grossi gruppi bancari, o lettere di credito. Alla chiusura del contratto future, il margine viene restituito. 
  • il margine di consegna: questo margine ha lo scopo di coprire e garantire il rischio di variazione del prezzo nell’arco temporale che va dalla scadenza del future, e quindi all’ultimo giorno di negoziazione, fino al giorno della consegna. 
  • margine di variazione: questo margine si determina in quel processo denominato marking to the market. In buona sostanza, come abbiamo già avuto modo di vedere, giornalmente i profitti e le perdite che si sono realizzate, vengono liquiate all’intermediario parte del contratto. Questo margine, a differenza degli altri due, può essere corrisposto solo ed esclusivamente in contanti. 

Futures su indici azionari

Gli indici azionari, non essendo effettivamente negoziabili, verranno valutati con dei prezzi prestabiliti dagli organi competenti (per esempio il FIB30 è il futures sull’indice MIB30).

Utilizzo

Abbiamo già visto come i futures, ormai, vengano utilizzati anche e soprattutto per attività speculative. Questo avviene, soprattutto nei futures su commodity. Questo significa che il contratto verrà chiuso prima della sua scadenza naturale. A quel punto dovrò comprare o vendere un altro contratto che abbia il segno opposto al contratto originario. Nella maggior parte dei casi le speculazioni sui futures sono di brevissimo periodo. Ci sono dei casi in cui l’operazione di compravendita si svolge in pochissimi minuti, in base anche al momentum del mercato. 

Esistono poi i futures, ma si tratta di meno del 2 %, che prevedono il soddisfacimento di tutte le fasi. Quindi significa che alla scadenza di quei future scambiati sulle borse preposte, si dovrà procedere alla consegna del bene in essere.

Per l’appunto ci riferiamo a commodity del calibro di:

  • cereali
  • caffè
  • cacao
  • arance
  • carne
  • metalli preziosi
  • legna
  • prodotti energetici, 
  • metalli non ferrosi
  • coloniali

Il prezzo di queste commodity sarà quotato in borsa. Questa quotazione serve a fornire delle informazioni precise ed univoche a tutti quelli che usufruiscono della commodity e a tutti quelli che la producono.

C’è da dire che sono tantissimi gli scambi che avvengono al di fuori della borsa. In questo caso il produttore o utilizzatore del sottostante andrà a proteggere il valore di una determinata quantità di bene dalle fluttuazioni del mercato. Una volta chiusa l’operazione con il famoso contratto di segno

opposto, si contabilizzerà il risultato della sua attività nel portafoglio di riferimento. 

Un esempio reale 

In genere il produttore di arance, ad esempio, avrà una posizione a rialzo. Questo perché vuole vendere le sue arance al miglior prezzo possibile. Il produttore di succo, invece, avrà una posizione ribassista: questo perché vuole approvvigionarsi le arance al minor prezzo possibile.

Tutti e due, prima che si abbiano i dati definitivi sul raccolto, vogliono assicurarsi il prezzo migliore a cui il bene sarà consegnato nel futuro. Questo tipo di trading si chiama hedging. Il trader che fa hedging è detto hedger e ha l’obiettivo di usare il future per coprire la sua esposizione. 

Chi specula utilizzando i future, in genere, non è né un produttore né un consumatore della materia prima. Infatti punterà alla liquidità. L’obiettivo è quello di assumersi oneri e onori derivanti dall’oscillazione dei prezzo. In buona sostanza la maggior parte dei rischi del mercato futures è assunta dagli speculatori. Ci sono dei rischi che gli hedger non possono correre, perché comunque si tratta pur sempre di beni materiali. Per questo motivo gli hedger tendono a quello che viene chiamato risk shifting. 

Cosa pensa la dottrina? 

Secondo la maggior parte degli studiosi nel mercato dei futures è mosso dagli speculatori di breve termine. Infatti senza di loro il mondo dei futures non avrebbe ragione d’esistere. La dottrina, però, ci dice che la storia ha dimostrato che i futures portano ad un aumento del costo del bene per il consumatore finale. Per alcuni si tratta di un aumento che ha dell’immorale. Altri, invece parlando di aumento “legittimo” del prezzo dei beni e merci. 

Leggi anche: Quanto vale l’oro? Un excursus storico per capirlo 

Futures CFD: conviene? 

Molti non sanno che i futures borse mondiali e quelli sulle comodità possono essere comprati e venduti tramite i CFD. Cos’è un CFD? Il CFD è un contract for difference, ossia un contratto per differenza. Si tratta di un derivato, come i future, che replica l’andamento di un altro bene. Questo significa che ha già una caratteristica in comune con i future. 

Il CFD regola i differenziali di prezzo. In buona sostanza si guadagna o si perde in base alle oscillazioni di prezzo, e non ad una chiusura prestabilita. Se volessimo aprire una posizione a ribasso sull’argento, ad esempio, andremo ad aprire un CFD in sell, e quindi un contratto di vendita. Alla chiusura del contratto da parte del trader verranno liquidati i profitti o sottratte le perdite dal proprio profilo.

I CFD si contrattano sui mercati OTC. Si tratta di un contratto diretto. Le parti sono l’acquirente e il venditore. I mercati OTC non sono quindi centralizzati. In buona sostanza è necessario dire che i CFD non vengono contrattati sul mercato regolamentato, ma grazie a delle controparti autorizzati dagli enti regolamentatori. Stiamo parlando dei broker, o meglio dei futures broker. Non tutte le piattaforme di trading hanno i futures come strumento. Solo alcune, quelle più importanti, hanno al loro interno la possibilità di far trading con i futures cfd.

CFD e brokers, approfondiamo meglio 

I CFD fanno parte dei mercati OTC. Questo significa che le piattaforme offrono condizioni diverse. È facoltà di ogni broker fornire informazioni sui margini, sulle dimensioni dei contratti e sui dettagli della contrattazione. In genere i broker tendono a tenere dei pricing competitivi.
In genere i contract for difference offerti dai broker devono replicare fedelmente il prezzo e la quotazione dei futures. L’idea è che la piattaforma di trading debba sempre essere trasparente con il cliente, soprattutto sulle quotazioni.

Adesso andiamo a vedere quali sono i punti in comune che abbiamo riscontrato tra i CFD e i Futures. Ci occuperemo, poi, di elencare i punti forti e i punti deboli sia dei futures che dei cfd. Per la cronaca, alla fine dell’articolo, ti ho indicato la piattaforma che io stesso uso per il mio trading coi futures.  

Futures e CFD: cosa hanno in comune?

I punti in comune, quando parliamo di Futures CFD, sono almeno 2. 

  1. Si tratta di due tipologia di derivati che presentano, come sottostante, un’attività finanziaria. Sia i futures che i cfd possono avere come sottostante un’attività finanziaria (ad esempio azioni, valute, indici) oppure un’attività di trading reale, quale ad esempio i metalli preziosi, il grano o il succo d’arancia. 
  2. In entrambi gli strumenti è possibile entrare a mercato sia long, e quindi acquistare, sia short, e quindi vendere al lo scoperto. 

Quali sono i punti di forza dei futures tradizionali? 

  1. I futures vengono scambiati su mercati regolamentati. Questo significa che prezzi saranno sempre trasparenti e univoci. 
  2. Gli spread, in termini di costi, sono molto bassi.
  3. La Clearing House, come abbiamo visto, è garanzia per l’esecuzione della consegna al termine del contratto. Quindi vi è un organo di garanzia. 

Quali sono i punti di debolezza dei futures tradizionali? 

  1. Per aprire un contratto futures dovrò interfacciarmi con contratti di dimensioni molto ampie. Quindi non sono prodotti per tutti per via del capitale necessario.
  2. Negoziare con i futures non è cosa semplice. Bisogna avere dimestichezza con tutti gli istituti che hanno un ruolo nella contrattazione. Il dispendio burocratico è enorme. 
  3. Investire con i futures comporta dei costi che non si possono calcolare in prima battuta, e che, per quanto non siano immediatamente visibili, incideranno nel mio investimento. 

Quali sono i punti deboli dei CFD?

  1. I CFD non sono negoziati su un mercato regolamentato o un exchange. La contrattazione avviene direttamente tra le due parti.
  2. Se volessi far trading con i futures cfd e aprire un contatto pari al valore del future tradizionale, allora i costi potrebbero essere più elevati. In quel caso sarebbe meglio affidarsi al Futures classico (ma devi avere in portafoglio una buona quantità di denaro). 
  3. Molti broker non sono regolamentati. Questo significa che bisogna affidarsi ai consigli dei professionisti per scegliere le piattaforme più affidabili del mercato. Così facendo ridurrai i rischi di manipolazione del prezzo o di insolvenza. La piattaforma che ti proponiamo è regolamentata, pluri-premiata e ha sede a Londra.  Non si tratta dei broker merdosi che spesso vedi in tv. Si tratta di piattaforme assolutamente legali. 

Quali sono i punti forti dei CFD?

  1. Diremo che i Contratti CFD permettono al trader di poter acquistare anche una piccola parte dell’interno contratto. 
  2. All’interno di un broker, del quale potrete anche scaricare l’app e la rispettiva MT4 e MT5, potrete avere a portata di mano la vostra trading station, e quindi poter avere tutto sotto controllo in tempo reale. Basterà un cellulare e una connessione internet. 
  3. Tutti i costi previsti dai futures tradizionali, sono comprese nello spread e nel rollover (il rinnovo automatico) qualora si intendesse lasciare le posizioni aperte per più giorni. 
  4. I margini richiesti per aprire la posizione sono più contenuti rispetto ai futures tradizionali. Un futures trade su cfd ci permette di utilizzare un effetto leva fino a 30x. Questa opportunità può comportare dei guadagni più interessanti ma ci può anche esporre a delle perdite maggiori. 

Piattaforme di trading futures cfd; futures trading brokers

Vediamo adesso qual è la piattaforma italiana che ci permette di comprare e vendere i future direttamente dal broker. Tutte le piattaforme, oltre ai futures, presentano anche altri tipi di contratti, in particolare modo sull’azionario.

Ti lasciamo il collegamento alla piattaforma demo così da poter provare, con del denaro virtuale e senza impegno, la migliore piattaforma di futures cfd del mercato. 

Infinox

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Ecco a voi la migliore piattaforma CFD futures sul mercato. Parliamo di INFINOX.

A nostro avviso, per il trading coi Futures CFD è la migliore piattaforma del mercato in merito a garanzie e regolamentazione.

Infinox Capital Ltd. è una piattaforma regolamentata da parte di FCA. La piattaforma consente ai propri clienti di fare trading su futures cdd, opzioni, indici, criptovalute e materie prime. Infinox richiede un deposito minimo basso e ha spread molto competitivi. 

Vi è la possibilità, per il cliente, di aprire il proprio conto sia con regolamentazione europea FCA (quindi ESMA), sia il cosiddetto conto Bahamas, ove si potrà far trading con la vecchia leva. 

Condizioni di trading, conti e deposito minimo

Infinox è un broker che propone svariate soluzioni. Infatti gli spread sono variabili e partono da 0.2 pips su EURUSD, per arrivare a 1 punto di spread sul DAX. Si tratta di condizioni abbastanza interessanti, considerando la media degli altri broker online.

Il deposito minimo su Infinox è di 100€. La leva finanziaria, per i clienti EMSA, può essere, al massimo, di 1:30. I trader che, con uno storico, dimostrano di essere professionisti, potranno avere leva dino a 1:300 per i trader.

Come visto INFINOX risponde alle esigenze di tutti. Se si volesse utilizzare una leva finanziaria ancora più alta, bisognerà aprire il proprio conto con regolamentazione extra europea. Per questo tipo di conti è prevista l’ozione che permette di limitare il rischio detta appunto protezione del saldo negativo. In ogni caso la leva elevata è consigliata solo a chi ha esperienza nel settore. 

Per cominciare scarica la demo cliccando sul tasto azzurro qui giù e prova il trading futures in Demo con Infinox.

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