Facebook, i fondi vogliono cacciare Zuckerberg.

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Zuckerberg investitori rischio faccia preoccupata

I quattro maggiori fondi pubblici degli Stati Uniti si coalizzano per chiedere la rimozione dalla carica di Mark Zuckerbeg. Il padre di Facebook, a loro avviso, dovrebbe lasciare il posto da presidente per salvare il futuro della compagnia.

Un altro attacco, stavolta dall’interno, per chiedere la sostituzione del fondatore del social network con una figura indipendente. E’ questa la richiesta avanzata dai tesorieri dei 4 più grandi fondi pensione degli USA, ossia New York, Rhode Island, Pennsylvania e Illinois.
Il più agguerrito di loro è Scott Stringer, controller del fondo della grande Mela, che mette in guardia sui rischi. In una intervista ha, infatti, affermato che è necessario affrontare meglio i rischi a livello di reputazione e concreti, anche per la democrazia, che minacciano la società.
I fondi hanno ricevuto anche l’assist di un hedge fund, il Trillium Asset Management.
Sebbene Zuckerberg possa dormire sogni tranquilli con il suo bel 60% di diritti di voto, e forte della sua capitalizzazione 460 miliardi di dollari.

I NUMERI

Nei portafogli dei quattro fondi ci sono poco più di un miliardo di dollari di Facebook, quindi una presenza esigua ma in grado di far pressing sugli altri investitori.
Questo nuovo tentativo di rimozione, segue quello tentato in aprile in occasione dello scandalo Cambridge Analytica. Un duro colpo per l’azienda.
La visione dei tesorieri dei fondi pubblici è comune, i ricavi hanno visto un brusco rallentamento e anche la quota delle azioni è ben lontana dal picco di 215$ toccati a luglio 2018.

FIGURA INDIPENDENTE

La ricetta per la cura è semplice, una figura indipendente che prenda il posto di Zuckerberg. Proposta che verrà messa sul tavolo alla prossima riunione degli azionisti che si terrà a maggio 2019.
Per Michael Frerichs, del fondo dell’Illinois, una figura chiave svincolata e scelta dal board avrebbe potuto limitare i danni dovuti alla perdita di credibilità. Stessa visione di Stinger, che conferma la sua idea visto che «Facebook gioca un ruolo enorme nella nostra società e nella nostra economia, ha il dovere di essere trasparente per ragioni di ordine sociale oltre che finanziario».
Da Menlo Park, sede di Facebook, non arriva nessun commento.