FACEBOOK e PRIVACY: due fattori in discordanza

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Zuckerberg investitori rischio faccia preoccupata

La Commissione irlandese per la protezione dei dati (GDPR), regolatore della privacy di Facebook in Europa ha messo sotto accusa la società in questione. Il seguito potrebbe essere una multa salatissima nei confronti della società di Mark Zuckerberg. Multa che potrebbe arrivare ad una cifra esorbitante, qualora la commissione riuscisse a provare che la società ha violato alcuni princìpi che stanno alla base del nuovo regolamento relativi al trattamento dei dati personali.

Il regolatore ha già chiesto chiarezza sull’accaduto, in particolar modo quanti utenti europei sono stati coinvolti nel cyberattacco. Domanda alla quale ha risposto, non in maniera convincente, una portavoce di Facebook. Fatto che non mette in buona luce la prontezza della società californiana a fornire questo tipo di informazioni che dovrebbero stare alla base, vista la gravità della natura. La domanda principale posta a Facebook è se hanno investito abbastanza denaro sul campo della protezione dati personali, appunto per evitare violazioni di questo genere.

Il GDPR, è abbastanza chiaro nella sezione dedicata alle sanzioni. In base alla durata ed alla gravità della violazione si prevedono due opzioni. La prima è una multa pari al 2% del fatturato complessivo oppure 10 milioni di euro; la seconda è una multa del 4% del fatturato complessivo oppure 20 milioni di euro. Per l’attacco ricevuto e per la durata, la multa ammonterebbe ad 1,63 miliardi di dollari. Ennesimo e duro colpo ricevuto alle tasche della società Facebook, che si vede ancora oggi in difficoltà a ritrovare la fiducia dei clienti.

Non tutte le notizie sono sconfortanti però. Il GDPR prevede che entro le 72 ore dalla violazione dei diritti, una società può notificare l’accaduto. Tempo entro il quale Facebook rientra, rispettando la legge. Ultimo se non meno importante fattore è che le spiegazioni ricevute dal regolatore sono state definite “carenti”.

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