🇪🇸 EURO: In Spagna è CAOS. Cosa sta accadendo?

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La Spagna nel CAOS

E’ scontro tra Catalogna e governo Spagnolo.
Migliaia di manifestanti si stanno riunendo.

BARCELLONA – In Spagna è ufficialmente scoppiato il CAOS. Le nostre emittenti stanno forse sottovalutando la questione, ma i mercati no. Lo stesso Mario Draghi, oggi, ha dichiarato: “La situazione spagnola è sotto osservazione costante.” In centinaia si stanno già riversando per le strade Catalane, a Barcellona. Grandissima manifestazione indipendentista prevista per domattina a Barcellona.

L’Antefatto

Giovedì di fuoco per l’Europa, con il cambio EURUSD che segna -1,09% a ridosso del meeting della BCE. Come preannunciato, i compratori di Fiber hanno perso le speranze; ma la colpa non è solo di Draghi. 

La BCE ha, infatti, annunciato il prolungamento del piano di stimoli fino a settembre del 2018. Draghi ha anche aggiunto che il QE potrebbe proseguire “oltre il termine” se necessario.

Ma nel contempo in Catalogna si consuma lo strappo con Madrid. Proprio oggi Puigdemont avrebbe dovuto comunicare le contromisure all’attivazione dell’articolo 155. Rajoy, infatti, aveva già deciso e di far votare al senato l’attivazione dell’articolo costituzionale che sospenderebbe l’autonomia catalana. Tutto questo dopo il referendum incostituzionale che il fronte indipendentista di Puidgemont aveva indetto e vinto.

I fatti

Dopo 24 ore di consultazioni tra i partiti, i media catalani avevano data per scontata la notizia che Puigdemont avrebbe sciolto il parlamento catalano. Le nuove elezioni sarebbero state fissate per il 20 dicembre 2017. La notizia doveva essere comunicata alle 13.30 di questo acceso giovedì.

Alle 14,30, mentre Draghi teneva la sua consueta conferenza stampa dalla BCE, Puigdemont ha fatto sapere di voler rinviare l’incontro con la stampa alle 17.00. Ormai tutto sembrava essersi compiuto: circa 3000 manifestati si sono riuniti dinnanzi alla Generalitat per gridare un “traditore” a Puigdemont.

La frangia più estrema tra gli indipendentisti, infatti, esigeva una dichiarazione di indipendenza unilaterale. Alle 17.02, con soli 2 minuti di ritardo, Puigdemont ha tenuto un discorso di 3 minuti. 

No elezioni anticipate. Decida il parlamento.

Sarà il Parlamento catalano a scegliere. A loro spetta il compito di votare la dichiarazione di indipendenza. Secondo Puigdemont “l’attivazione dell’articolo 155 è ingiusta”.

Ha dichiarato inoltre di “non aver ricevuto le garanzie necessarie da parte di Madrid”. I media catalani riferiscono, infatti, che Puigdemont avrebbe chiesto, al governo di Madrid di sospendere l’attivazione dell’art. 155 in cambio di elezioni anticipate. Ma, a quanto pare, Madrid non avrebbe dato “le garanzie necessarie”.

Puigdemont fa sapere di aver preso in considerazione l’opzione elezioni anticipate se avesse avuto garanzie da Madrid. “Adesso NESSUNO, e sottolineo NESSUNO potrà dire che non abbiamo cercato il dialogo”.

Iniziative

L’autorizzazione ad attivare l’art. 155 dovrebbe arrivare domani, con il voto del senato. Madrid potrà allora attivare “tutte le misure necessarie per garantire la stabilità della Spagna”.

Il parlamento catalano, invece, dovrà decidere se votare, o meno, la dichiarazione di indipendenza.

Sono ore molto tese in Spagna mentre le strade catalane sono invase dai manifestanti indipendentisti. I Mossos d’squadra, la polizia catalana, ha blindato la zona del parlamento a Barcellona prima dell’inizio della sessione pomeridiana.

Gli agenti hanno chiuso il Parco della Cittadella che circonda il palazzo dell’assemblea.

Domani, alle 12, prevista una grande manifestazione pro indipendenza, mentre scioperano gli studenti in segno di protesta contro l’attivazione dell’art. 155.


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