EURO Ecco come la CATALOGNA può influire

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Domani scade l’ultimatum alla Catalogna mentre monta la protesta

220mila Catalani in piazza a Barcellona
per reclamare l’Indipendenza.

In Catalogna il fronte indipendentista è più coeso di quanto i media facciano apparire. Monta la protesta, dappertutto. Specialmente a Barcellona dove 220.000 catalani si sono riversati in strada per chiedere la scarcerazione dei presidenti di Anc e Omnium.

I dei due dirigenti, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, è stata decisa da una giudice spagnolo che li accusa di “sedizione”. Domattina, alle 10, scade l’Ultimatum di Rajoy al governo indipendente di Barcellona.

Rajoy si appella al buon senso

Il Presidente del governo centrale di Madrid, Rajoy, ha chiesto a Puigdemont di agire con buon senso. Il dramma da evitare sarebbe l’attivazione dell’art. 155 con tutte le ripercussioni del caso. Prima tra tutte la sospensione dell’autonomia catalana, lo scioglimento immediato del parlamento e il probabile arresto del presidente in carica che, in tal caso, sarebbe accusato di “sedizione”. Charles Puigdemont, infatti, è già stato avvisato da Madrid. Rajoy si è appellato all’equilibrio, nella salvaguardia dell’Unità Nazionale, punto cardine della costituzione spagnola. In caso contrario ha dichiarato: “obbligherò il governo a prendere decisioni che sarebbe meglio non prendere mai”.

Puigdemont ha dalla sua i cittadini

S’è vero, come è vero, che la Catalogna sia, attualmente, spaccata in due, il governo catalano può contare su un’ampia fetta di indipendentisti. Sono gli stessi che, oggi, a poche ore dallo scadere dell’ultimatum, sono in strada ed esortano il governo catalano ad andare fino in fondo. Gremite le piazze di Barcellona, Girona, Reus, Tarragona, Figueres, e tante altre. I catalani chiedono l’immediata liberazione dei due “Jordi”, i primi leader indipendentisti a finire in manette.

Cosa accadrà domani?

In realtà tutto è nelle mani del governo centrale. Il portavoce di Puigdemont, Jordi Turull, ha anticipato che la risposta di domani  sarà identica a quella di lunedì.

La Catalogna rilancerà solo l’offerta di un dialogo senza condizioni fino a dicembre. L’ipotesi è già stata respinta dal primo ministro spagnolo Rajoy, che ha chiesto al governo catalano di specificare se ha o no dichiarato l’indipendenza. Difatti, come già anticipato nei precedenti articoli, la Catalogna ha dichiarato la sua indipendenza, sospendendola, difatti, dopo pochi minuti per aprire un dialogo con Madrid. In realtà il chiarimento di questa posizione potrebbe cambiare tutte le carte sul tavolo.

Cosa può accadere domani?

Primo scenario

Nel fronte indipendentista crescono in queste ore le pressioni su Puigdemont. Domani la Catalogna si ritrova costretta a dichiarare se ha o meno proclamato l’indipendenza. Questa clausola è necessaria per l’attivazione dell’articolo 155. Rajoy potrebbe a quel punto mettere in atto la soppressione dell’indipendenza catalana, con tutte le conseguenze del caso.

Tra le opzioni di Puigdemont potrebbe esserci la proclamazione della Repubblica di Catalogna in caso di attivazione dell’articolo 155. A quel punto la frattura potrebbe avere delle ripercussioni catastrofiche, dando il la ad un periodo di incertezza che potrebbe far risentire il suo peso sulla quotazione EURUSD. Infatti, se da un lato vi sarebbero gravissime ripercussioni economiche e sociali per la Spagna, anche la Catalogna avrebbe le sue gatte da pelare. Innanzitutto il problema della valuta. L’Unione Europea ha già fatto sapere che potrebbero saltare alcune garanzie per i cittadini catalani, sanciti dalla giurisprudenza internazionale. Gli arresti potrebbero aumentare con lo scatenarsi di guerriglie civili. A quel punto gli investitori potrebbero perdere interesse per la moneta unica.

Secondo Scenario

La Catalogna afferma di non voler più dichiarare l’indipendenza e di voler aprire un dialogo con Madrid da stato spagnolo. Ma questa tesi, ora come ora, sembra davvero improbabile. La linea dura di Puigdemont, forte dei passi falsi di Rajoy (come le cariche della polizia sui catalani il giorno delle elezioni), sembra essere indirizzata verso altro. Perché nessuno sa come finirà, ma una cosa è certa: questa è l’ultima occasione per la Catalogna di dichiararsi indipendente.

E con ogni probabilità andranno fino in fondo. 

Intanto in Catalogna è corsa agli sportelli. Prelevati già 9 miliardi di euro in 8 giorni, mentre le sedi delle grandi aziende fanno fagotto.