ETF cosa sono? Esempi pratici sul Petrolio e sull’Oro

0
385
etf

ETF cosa sono? Chi li regolamenta? Cosa dice il Fisco?

In questo articolo ci occuperemo di ETF, uno strumento d’investimento in rapida ascesa. Dopo aver chiarito cosa sono anche con degli esempi pratici su Oro e Petrolio, ne capiremo i vantaggi, le caratteristiche e la fiscalità. Partiamo. 

Cosa si intende con la sigla ETF?

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Funds. Se volessimo tradurre in Italiano, si parlerà di Fondi Indicizzati Quotati. Trattasi di una categoria molto particolare di fondi.

Come ogni fondo anche gli ETF hanno delle quote. La peculiarità sta nel fatto che queste quote vengono negoziate in Borsa e in real time. Per operare sugli ETF è necessario un dealer che sia una banca, un broker o un istituto comunque provvisto di licenze e autorizzazioni. 

Chi ne definisce il prezzo? 

Si può affermare che la caratteristica principale dell’ETF è che il prezzo non fa altro che replicare, passivamente, la composizione di un indice di mercato.
L’ETF può quindi replicare il prezzo di un indice di qualunque categoria: azionario, obbligazionario, geografico o settoriale. 

Un esempio pratico su ETF Oro e ETF Petrolio 

Se il prezzo del petrolio sale del 5,91%, l’ETF ad esso collegato registrerà lo stesso aumento in proporzione.

etf petrolio

Se il prezzo dell’oro scende del 1,55%, l’ETF ad esso collegato registrerà la stessa perdita in proporzione.

etf oro

In buona sostanza gli ETF sono una sorta di ibrido, un punto di incontro tra un’azione e un fondo. Lo strumento cerca di mettere assieme i punti di forza di entrambi. 

Quali sono i vantaggi di investire in ETF? 

Utilizzando gli ETF come strumenti finanziari sarà più facile per l’investitore andare in contro alla diversificazione del rischio che comporta, invece, un fondo di investimento.

Nello specifico: mentre nel fondo di investimento si è vincolati, gli ETF ci permettono di entrare e uscire dal mercato come nel mercato azionario. 

Gli Exchange Traded Funds, che vengono trattati continuamente, ci permettono di conoscere il valore di mercato del nostro investimento in qualunque momento. In realtà nei fondo di investimento questo non avviene, ma si aggiornano i clienti con un report che, in genere, viene inoltrato alla fine della giornata. 

Gli altri vantaggi che sicuramente possiamo annoverare sono: 

  • La possibilità di potersi posizionare a mercato in tempo reale. 
  • La possibilità di poter operare in linea all’indice benchmark
  • visionare un prezzo di mercato in costante allineamento col NAV (Net Asset Value)
  • L’ampia diversificazione che scaturisce dall’operatività in ETF
  • La complessiva riduzione del costo del proprio portafoglio 
  • Marginalizzazione del rischio emittente. 

Quali asset si possono acquistare e vendere tramite questo strumento? 

Sono tanti gli asset class che si possono commerciare grazie agli ETF. Possiamo, quindi, investire su: 

– Indici obbligazionari (si tratta di indici che replicano l’andamento di titoli di stato in dollari, euro, sterline e segmentati per scadenza. Altri titoli di società private che emettono obbligazioni, sia facenti parti dell’area euro e non).
– ETF che replicano indici azionari rappresentativi di singoli mercati e di intere aree geografiche
– Indici azionari di mercati emergenti come l’India, la Russia, la Turchia, la Korea, e la Cina.
– Exchange Traded Funds che replicano Indici azionari settoriali ( settore automobilistico, comparto tecnologico, settore delle telecomunicazioni, servizi finanziari, banche, energia).
– Indici azionari style (mid cap, small cap, value, growth, select dividend).
– ETF basati sull’andamento di Indici di materie prime come Petrolio e Oro
– Indici di società immobiliari e di private equity

Perché conviene investire con gli ETF?

Uno dei motivi cardine sono le commissioni. Con gli Exchange Traded Funds il risparmio è notevole. Ci aggiriamo tra lo 0.10% per alcuni ETF USA e lo 0.75%. 

Le commissioni di ingresso e di uscita dal mercato, dunque, sono inesistenti. Sui fondi di investimento tradizionali o sui SICAV sono previste le commissioni sulle performance. Negli Exchange Traded Funds queste commissioni non esistono. 

Va quindi ribadito che si tratta di strumenti finanziari comunque complessi, ma che permettono un’attività di trading diversificata su azionario, obbligazionario e materie prime come Oro e Petrolio. Lo scopo degli Exchange Traded Funds è, ci teniamo a ribadirlo, quello di replicare l’andamento del prezzo, e quindi le performance, dell’indice benchmark di riferimento. Il funzionamento, a livello tecnico, che sta alla base degli ETF è detto creation/redemption in kind. Tale meccanismo permette di marginalizzare il possibile errore ossia la differenza di rendimento, positiva o negativa che sia, tra il valore registrato dall’ETF e l’indice benchmark).

Quali sono gli aspetti fiscali: come bisogna comportarsi?

In Italia gli ETF sono dei strumenti regolamentati da Borsa Italiana e dalla Consob.

Si tratta di strumenti armonizzati. Ciò significa che, in sostanza, sono conformi alle direttive comunitarie. Gli ETF sono fiscalmente ottimizzati. L’aliquota è fissa ed è pari al 20%. Non vi è obbligo di dichiarazione nel modello unico.  

Vi sono però alcune eccezioni che ci sembra il caso di nominare. Gli ETF che investono in titoli publici italiani, ad esempio, presentano delle agevolazioni. Ci riferiamo alle obbligazioni e ai titoli a cui si riferisce l’art. 31 del DPR 601/1973 ed ai titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List. Tutti gli ETF legati a questo comparto pagano un’aliquota del 12,5%.

Tale risultato si ottiene applicando sempre l’aliquota del 20% ma ad una base imponibile ridotta al 62,5%). Tale aliquota si applica solo ai proventi che derivano dai titoli pubblici a cui abbiamo fatto riferimento.

Una menzione specificala meritano, però, gli ETF della Borsa Americana. Infatti a livello fiscale cambia tutto. Il trader sarà obbligato a dichiarare nel proprio Modello Unico tutti i proventi derivati dai suoi investimenti. 

Tre cose da sapere se investi in ETF della Borsa Americana 

Ecco tre punti da tenere in considerazione se investi in ETF della Borsa Americana.

  • Ipotizzando che il trader abbia scelto il regime del risparmio amministrato, i redditi di capitale, quindi più nello specifico i dividendi incassati e il Delta NAV (NAV del giorno di vendita – NAV del giorno di acquisto), generano il reddito imponibile dell’investitore. Tale provenite è assoggettato ad aliquota marginale sul reddito.
  • Come già preannunciato tali redditi di capitale vanno dichiarati, quindi, nel modello unico, e più precisamente nel quadro RI.
    • Lo scopo è quello di determinare l’onere da versare (l’intermediario opera una ritenuta fiscale a titolo di acconto del 20%).
  • Su proventi diversi da quelli specificati nel punto 2, l’intermediario andrà ad applicare una imposta del 20%. Tali redditi non si andranno a specificare nella dichiarazione.

    Leggi anche: Limite CONTANTE 2019 – Ecco che cosa ci dice la legge

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments