Enclave di Kaliningrad: cos’è e perché è importante per la Russia

L'evolversi della crisi tra Russia e Ucraina coinvolge anche le sorti dell'exclave russa affacciata sul Baltico. Situazione che potrebbe generare ulteriori conseguenze.

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L’enclave di Kaliningrad è una piccola exclave russa situata tra Polonia, Lituania e Germania. Questa regione è stata un ducato indipendente fino al XVIII secolo e poi è diventata Prussia orientale dopo la Prima guerra mondiale. Attualmente conta più di 565.000 persone – più del 10% della popolazione del Distretto Federale Baltico della Russia. In passato, quest’area è stata chiamata Königsberg o Elbing. Il nome “Kaliningrad” è stato dato a questa regione dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando è diventata parte dell’URSS. L’Unione Sovietica aveva annesso la Prussia orientale nel 1945 e l’aveva chiamata Oblast’ di Kaliningrad, dal nome della sua capitale Kaliningrad.

Oggi, torna alla ribalta come conseguenza della crisi tra Russia e Ucraina che sta avendo ripercussioni internazionali. Tra queste, l’intervento della Lituania che da confinante dell’exclave russa, mette in atto un blocco che rischia di allargare le ragioni della crisi. E in questo frangente, è utile ripercorrere la storia

La storia dell’enclave di Kaliningrad dopo il 2014

Kaliningrad, una ex repubblica sovietica, è situata tra Polonia e Lituania, affacciata sul Mar Baltico. Dopo la dissoluzione dell’URSS nel 1991, Kaliningrad è diventata un’enclave russa circondata dai paesi occidentali. Nel 2014, a seguito del crollo del regime ucraino e dell’annessione della Crimea da parte della Russia, e l’attuale situazione di crisi generata dal conflitto in Ucraina, Kaliningrad è tornata ad essere al centro dell’attenzione internazionale. La sua posizione strategica rende Kaliningrad molto importante per la Russia sia militare che commercialmente. L’enclave ospita infatti il quartier generale del Distretto Occidentale Militare russo e numerose basi navali e aeree. Inoltre, Kaliningrad è anche il principale porto russo sul Baltico ed è collegato alla Federazione Russa tramite un corridoio terrestre che passa attraverso Bielorussia.

Geografia dell’enclave di Kaliningrad

L’enclave di Kaliningrad si trova nella parte occidentale della Russia ed è bagnata dal Mar Baltico. L’enclave è separata dal resto della Russia da un territorio lituano e da un territorio polacco. La Lituania e la Polonia fanno parte dell’Unione Europea (UE) mentre la Russia non ne fa parte. Quindi, è totalmente circondata dagli Stati membri dell’UE. La superficie totale dell’enclave è di 15.100 km2 e la sua popolazione è di circa 1 milione di abitanti (stima del 2020). La capitale dell’enclave è Kaliningrad, situata nel sud-ovest del territorio, sul Mar Baltico.

La città di Kaliningrad fu fondata nel 1255 dai Cavalieri Teutonici come Königsberg (“regia città”). Nel 1945, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il territorio passò all’Unione Sovietica e la città fu ribattezzata “Kaliningrad” in onore del presidente sovietico Mikhail Kalinin. Dopo il 1991, con il collasso dell’Unione Sovietica, l’enclave di Kaliningrad divenne un’exclave: cioè un territorio che fa parte formalmente di un paese ma che è fisicamente separato da questo paese da altri paesi territorialmente contigui.

Perché la Russia vuole mantenere il controllo dell’enclave di Kaliningrad?

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I motivi sono diversi. In primo luogo, la regione è strategicamente importante per la difesa militare del paese. L’enclave, infatti, ospita una grande base militare russa e numerose installazioni missilistiche. In secondo luogo, la Russia considera Kaliningrad come parte integrante del suo territorio nazionale e rifiuta qualsiasi tentativo di escluderla da questa regione. Infine, la Russia vuole sfruttare le ricchezze naturali della regione, come il gas e il petrolio.

Presenza militare russa nella regione di Kaliningrad

La presenza militare russa nella regione di Kaliningrad è aumentata in modo significativo dopo il 2014. Nell’enclave si trovano importanti installazioni militari, tra cui il cosiddetto “Complesso missilistico di Iskander” che include missili a corto e medio raggio. Inoltre, la Russia nel tempo ha inviato ulteriori truppe e mezzi militari nella regione, inclusi sistemi d’arma antinave e batterie antiaeree S-400. Questi sviluppi avevano già suscitato preoccupazione in Lituania, Polonia e Stati Uniti che già temevano che la Russia stesse cercando di aumentare il suo controllo sull’enclave e sulla zona circostante.

Sovranità della Federazione Russa sull’enclave di Kaliningrad

La sovranità della Federazione Russa sull’enclave di Kaliningrad è stata riconosciuta dagli altri Stati membri del Commonwealth of Independent States (CIS) e dalla comunità internazionale. Tuttavia, la situazione è cambiata dopo il 2014, quando la Russia ha annesso Crimea. Inoltre, l’enclave di Kaliningrad si trova al confine con la Polonia e la Lituania, che sono membri dell’Unione europea (UE). Pertanto, l’enclave di Kaliningrad non può più essere considerata come parte integrante della Federazione Russa.

La situazione attuale: nessun riconoscimento internazionale, nessuna adesione all’UE ed embargo russo sui prodotti alimentari provenienti dall’Europa.

La situazione attuale dell’enclave di Kaliningrad è precaria. L’enclave non è riconosciuta da nessuno Stato membro dell’UE e la sua adesione all’Unione Europea non è prevista. L’unico legame che l’enclave ha con l’Europa è rappresentato dall’embargo russo sui prodotti alimentari provenienti dall’UE, in vigore dal 2014.

La Lituania e la sua influenza

La Lituania è una delle repubbliche baltiche che condivide un confine con l’enclave di Kaliningrad. Dopo la dichiarazione d’indipendenza nel 1991, la Lituania ha iniziato il processo di adesione all’Unione europea e alla NATO, diventando membro dell’UE nel 2004 e della NATO nel 2009. La Russia non ha mai riconosciuto l’indipendenza della Lituania e i rapporti tra i due paesi sono rimasti tesi per molto tempo. Nel 2014, dopo che la Crimea è stata annessa alla Russia, le relazioni tra Mosca e Vilnius si sono deteriorate ulteriormente.

La Lithuania è fortemente preoccupata per la presenza militare russa nella regione di Kaliningrad e per il fatto che l’enclave potrebbe essere usata come base militare da cui lanciare eventuali attacchi contro i paesi baltici. Nel 2016, la Lituania ha istituito un programma di sostegno alle famiglie residenti nell’enclave di Kaliningrad, fornendo visti gratuiti per viaggi fino a tre mesi in Lithuania e assistenza economica agli studenti universitari lituani che studiano nell’enclave.

Come comprendere la situazione attuale dell’enclave?

La situazione attuale dell’enclave di Kaliningrad è estremamente complessa. L’enclave è riconosciuta dalla Federazione Russa e dai paesi membri della Commonwealth of Independent States (CIS), ma non è riconosciuta da nessun altro stato. Inoltre, l’enclave non ha alcuna adesione all’Unione Europea (UE) e il suo embargo russo sui prodotti alimentari provenienti dall’Europa impedisce qualsiasi forma di commercio con i paesi europei. Nonostante ciò, la Lituania continua ad avere un forte influenza sull’enclave, sia economicamente che politicamente. Pertanto, comprendere la situazione attuale dell’enclave di Kaliningrad richiede una notevole conoscenza delle relazioni tra i diversi attori coinvolti.

Perché la Russia mantiene l’enclave di Kaliningrad?

La Russia mantiene l’enclave di Kaliningrad perché rappresenta un importante centro militare e strategico. L’enclave è situata in una posizione geografica estremamente importante, vicino all’Europa occidentale, al Mar Baltico e alla Bielorussia. Questa posizione rende l’enclave di Kaliningrad particolarmente sensibile alle minacce provenienti dall’Occidente. Inoltre, qui ha sede il cosiddetto “Distretto Occidentale” un importante insediamento militare. La Russia ha quindi bisogno dell’enclave per garantire la sua sicurezza militare e strategica.

Oltre a ciò, ci sono anche ragioni economiche. È una delle poche aree della Federazione Russa con un accesso diretto al mare. Tra l’altro è anche sede di numerose industrie pesanti, come le fabbriche di metallo e gli impianti petrolchimici, che forniscono posti di lavoro a migliaia di persone e hanno un ruolo cruciale nell’economia locale.


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