El Salvador legalizza Bitcoin: chi sarà il prossimo a farlo? 

Lo ha annunciato il Presidente Nayid Bukele su Twitter

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C’è il SI del parlamento de El Salvador che legalizza Bitcoin. Il disegno di legge è stato approvato. Ad annunciarlo è Nayid Bukele. È il primo paese al mondo in assoluto che userà il Bitcoin come moneta reale. 

“La #BitcoinLaw è stata appena approvata a maggioranza qualificata dall’Assemblea”, ecco il Tweet del Presidente subito dopo l’approvazione.

El Salvador legalizza Bitcoin

Abitanti El Salvador: 6,5 milioni.

Pil: 27 miliardi di dollari.

Alla fine l’hanno detto e l’hanno fatto: dal 9 giugno El Salvador ha legalizzato il Bitcoin come metodo di pagamento. El Salvador è il primo stato al mondo che riconosce Bitcoin come valuta legale. L’idea è stata messa in atto dal giovane presidente Nayib Bukele che ha anche sostituito la sua foto di profilo su Twitter con una con gli occhi laser. È un chiaro segnale a tutte le community di Bitcoin nel mondo. 

L’annuncio, giunto nel fine settimana nell’ambito della “Bitcoin Conference” (che ha visto la partecipazione di una parterre di cinquantamila persone e appassionati di tutto il mondo che si sono dati appuntamento alla manifestazione). Partecipazione record per l’evento rispetto alle precedenti edizioni. La palla è poi passata al parlamento che ha approvato il disegno di legge presentato da Bukele. 

Ad affermarlo Jack Mallers, fonder di Strike, la piattaforma di pagamento che si serve della tecnologia Lighting Newtork, nata da Bitcoin, meno sicura, ma certamente più veloce e sostenibile. Mentre le transazioni in Bitcoin non vengono approvate prima di dieci minuti, nel secondo caso il trasferimento è istantaneo. Per questo motivo si tratta di un sistema adatto per la gestione di piccoli pagamenti. 

Che succede ora al Bitcoin?

Terreno pronto. Ma cosa succede ora? Quali saranno le ripercussioni visto che il prezzo del Bitcoin sembra brancolare nel buio, ben lontano dal suo massimo storico del 12 aprile 2021, quanto toccò i 64.500$ e pareva non fermarsi più? Ecco: le cose adesso stanno in maniera diversa, e la colpa è del narcisismo di Elon Musk che ha deciso di prendersi gioco di tutta la community di utenti cripto. Voci di corridoio asseriscono che Tesla abbia già in mente di scaricare tutti o parte dei suoi Bitcoin, ma su questo l’azienda non ha ancora ufficializzato nulla. 

Una bella beffa, considerando che tutto si è consumato nell’arco di pochissimi mesi. EL Salvador Legalizza Bitcoin: cosa succede adesso? 

Si tratta di un piccolo stato dell’America Centrale, è ovvio. Ma gli effetti possono essere plurimi. Intanto sarà necessario capire la reazione dell’apparato internazionale, primo tra tutti il Fondo Monetario. 

  1. Il FMI è già stato interpellato sulla questione de El Salvador ma ha liquidato la questione con un lapidario No Comment. Non è detto che il FMI sia d’accordo. Rimane anche in ballo un prestito di 1.000.000.000 di dollari che il governo avrebbe richiesto. Un’azione del genere potrebbe compromettere la trattativa. Ovviamente una chiusura di questo stampo da parte del FMI potrebbe trasformarsi in un boomerang, in quanto attirerebbe i fan della finanza decentralizzata portando, in ogni caso, nuova linfa e nuove risorse per El Salvador. 
  2. Se El Salvador diventasse cripto-friendly potrebbe partire un effetto concatenato che spingerebbe tantissimi altri stati ad adottare queste misure. In primis ci sarebbero alcuni parlamentari del Tonga e del Paraguay che vorrebbero emulare le mosse di Nayib Bukele.

El Salvador Bitcoin

El Salvador adotta BTC ma il prezzo non si muove

I mercati hanno accolto la notizia tiepidamente con Bitcoin che ha rimbalzato a 31.000$. L’azione è stata interpretata più come una mossa politica e pubblicitaria, più che come un evento in grado di supportare, in un modo o nell’altro i mercati, ma siccome bisogna guardare oltre la punta del proprio naso è necessario esprimere alcune considerazioni. 

Qual è la moneta ufficiale de El Salvador?

El Salvador non ha una moneta ufficiale. Nel 2001, infatti, il Colon è stato sostituito dai Dollari. Ma lì il 25% del PIL si muove in cripto. I Bitcoin ci sono, sono in circolazione, e i cittadini espatriati inviano i soldi ai propri parenti e familiari proprio in BTC. La Banca Mondiale asserisce che nel 2019 più di un quarto del PIL si muove in criptovaluta. Il motivo principale è quello di risparmiare sulle commissioni, cosa impossibile se si inviano dollari. 

La scelta de El Salvador non è una scelta casuale. Il sogno di Bukele è quello di vedere imprenditori e cripto holder trasferirsi in massa proprio nel loro Paese: dichiarando Bitcoin a corso legale a El Salvador non si dovranno più pagare tasse sul Capital Gain. Anche Justin Sun, fonder di Tron, ha fatto sapere di essere disposto ad aprire una sede a El Salvador. 

Adesso El Salvador dovrà comprare Bitcoin per metterli nella propria tesoreria. Per quanto riguarda questo punto, però, è necessario dire che non si tratterebbe del primo Paese ad accumulare Bitcoin. Il censimento di Bitcointreasuries.org, come riferisce anche il Sole 24 Ore, ci mostra come Ucraina e Bulgaria detengano Bitcoin già da tempo.

Parliamo di numeri

  • A Kiev ci sarebbero 1,7 miliari di $ in Bitcoin, pari a 46.351 Bitcoin.
  • A Sofia il controvalore in Bitcoin è di 7,6 miliardi di dollari, pari a 213.519 Bitcoin; si tratta dell’11% del Pil.

Ovviamente fa più notizia, allo stato attuale, la Cina che sta applicando delle restrizioni sul mondo delle cripto, ora che si prepara a diventare la prima incontrastata economia globale. Quanti stati seguiranno l’esempio del Salvador? Il Bitcoin può essere ancora considerato “veleno per topi” o siamo nel momento della svolta cruciale? 


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