🇬🇧 PAURA BREXIT! – Londra mette da parte un tesoretto d’emergenza

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Adesso che la Brexit è ad uno stadio avanzato, i timori AUMENTANO.

Londra mette da parte un tesoretto da 3 miliardi di sterline.

Ad annunciarlo è il cancelliere dello scacchiere di Theresa May in seduta parlamentare. Hammond, ministro delle finanza britannico, ha dichiarato che le prospettive economiche del Regno Unito stanno peggiorando. Per questo motivo il governo ha deciso di mettere da parte un tesoretto da 3 miliardi di sterline (4 miliardi di dollari) per prepararsi a tutti i possibili esiti della Brexit.

Philip Hammond ha dichiarato, nel suo discorso, che l’Office for Budget Responsibility ha ritoccato le stime di crescita economica del 2018. Se infatti nel mese di marzo eravamo giunti a soglia 1,6 percento, le stime sono state ritoccate di 0,2 punti, fissate attualmente all’1,4. Questo ritocco è di certo il risultato dei dati rivisti sulla produttività, ma non solo. Sul Regno Unito gravano tutta una serie di ostacoli causati dal voto britannico che ha sancito il divorzio con l’Unione Europea. Ma c’è di più: si prevede che la crescita possa procedere a rilento, e sotto le attese, fino al 2021.

Quale futuro per l’economia inglese?

Nel suo discorso Hammond è stato lapalissiano: l’economia del Regno Unito affronta “un futuro che sarà pieno di cambiamenti, pieno di nuove sfide e soprattutto pieno di nuove opportunità“. Queste le parole del ministro delle finanze alla Camera dei Comuni londinese, con la promessa di essere proiettati verso il futuro. “Esprimiamo la nostra salda determinazione a guardare avanti, non indietro.
Il governo May sta affrontando varie sfide in questi ultimi mesi. Tra dimissioni, ribellioni e un sostanziale rallentamento nelle trattative sulla Brexit, Hammond ha comunque cercato di mantenere un tono ottimista. “Bisogna limitare la spesa per adattarsi a questa nuova realtà economica“.

Strano che tutte le preoccupazioni sorgano adesso. Il fronte pro Brexit aveva addirittura esaltato dei grossi vantaggi dal divorzio con l’Unione. Prima del referendum, l’OBR prevedeva una crescita molto più sostenuta: del 2,2% nel 2017 e del 2,1% nel 2018.

Dov’è finito tutto questo ottimismo adesso?

L’annuncio della costituzione di questo tesoretto mostra come le cose stiano cambiando. In realtà il fronte pro-Brexit del governo aveva già chiesto al governo di mettere da parte i soldi in modo tale da permettere al Regno Unito di abbandonare il tavolo delle trattative con l’UE e andare incontro ad una Hard Brexit. Ma questo porterebbe a grandi fratture interne al Regno Unito.

“Mentre noi lavoriamo per raggiungere questa partnership profonda e speciale con l’UE, siamo determinati a garantire che il paese sia preparato per ogni possibile risultato che ne potrà derivare”. Questa la dichiarazione di Hammond:

“Abbiamo già investito quasi 700 milioni di sterline in preparativi Brexit e oggi metterò da parte nei prossimi due anni altri 3 miliardi di sterline e sono pronto a stanziare ulteriori somme se e quando necessario”.

Siamo in un momento cruciale della Brexit. C’è sempre meno spazio per contrattempi e incidenti di percorso. Per questo motivo la May si sta preparando ad offrire più soldi all’Unione Europea, per giungere ad un celere compromesso. Si parla di 40 miliardi di sterline come saldo del conto da pagare secondo il Trattato di Lisbona. Il vertice finale del 2017 si svolgerà nella prima settimana di Dicembre, a Bruxelles. 

Il destino del governo May è legato al suo bilancio economico (attualmente accettabile), ma in particolar modo alle trattative sulla Brexit. Gli occhi di tutti gli imprenditori inglesi sono puntati sulla May che deve assicurare una transizione graduale al blocco di imprese inglesi.

Hammond votò per il Bre-main

Hammond ascolterà adesso gli interventi dei deputati. Si può dedurre che l’opposizione attaccherà lo scacchiere proprio per il suo punto di vista sulla Brexit. E’ risaputo, infatti, che il ministro delle finanze del governo May votò a favore del Bre-main. Tali provvedimenti potrebbero sfociare in un dibattito acceso con i sostenitori della Brexit. E attenzione: con una maggioranza così esigua, attualmente, il governo May non può permettersi di perdere nessuna pedina. Pena? Una crisi politica nel Regno Unito mentre la clessidra BREXIT è sempre in azione verso l’ora X: marzo 2019.