Draghi Premier: ecco la proposta di Matteo Renzi. Ma quando?

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Mario Draghi Premier al posto di Giuseppe Conte? L’idea viene da Matteo Renzi, fondatore, trascinatore e portavoce del partito Italia Viva. 

A riportare la notizia è il Giornale. L’articolo è a firma di Augusto Minzolini. Ma cosa si nasconde dietro questo piano? Quali sono i passaggi che si dovranno seguire e cosa si cela dietro questo nuovo progetto di Italia Viva? Ecco i dettagli.

Mario Draghi Premier in sostituzione di Conte? 

Matteo Renzi ci sta, e non ne fa segreto. A suo avviso l’esecutivo necessita di una figura forte in grado di garantire unità nazionale e stabilità di governo. E chi meglio dell’ex numero uno che ha magistralmente guidato la BCE per anni per far fronte a questo scopo? Per il fondatore di Italia Viva ed ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi è necessario che l’esecutivo trovi una formula vincente, una “terapia efficace” per far fronte ai non pochi problemi che attanagliano lo scenario Internazionale. Altrimenti, secondo lui, può succedere veramente di tutto.

Renzi ha dichiarato:

“Ci vuole un governo all’altezza, se poi a guidarlo sia lo stesso Conte, o una personalità del Pd a cominciare dallo stesso Zingaretti, o meglio ancora, data la situazione, Mario Draghi, a me va bene lo stesso”. 

L’intervista è stata pubblicata il 5 febbraio su Repubblica ed è stata rilasciata a Goffredo De Marchis.

Mario Draghi Premier? La partita si gioca sulla prescrizione

Per Renzi non ci sono dubbi: il tema della prescrizione rischia seriamente di minare alla stabilità di governo. Il senatore, infatti, si è detto pronto a tutto pur di difendere la “civiltà del diritto”. Renzi è arrivato persino a minacciare una mozione di sfiducia contro il ministro grillino della Giustizia Alfonso Bonafede. 

Italia Viva, è chiaro, è a caccia di consensi. Il partito di Renzi è in netto calo nei sondaggi, soprattutto dopo che ha preso vita il governo giallo-rosso. Adesso l’obiettivo cardine è quello di riunire tutti i moderati italiani intestandosi una battaglia che, attualmente, è sulla bocca di tutti. La riforma che blocca la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, con evidenti connotati giustiziasti, non piace ai renziani, e non è un segreto. 

Renzi crede che grazie al pugno duro con il ministro Bonafede tutto il malcontento di chi è contro la riforma della prescrizione potrebbe confluire nel nuovo soggetto politico: Italia Viva per l’appunto. Ma dietro si nasconderebbe un disegno molto più ingegnoso, complesso e macchinoso. 

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Mario Draghi e Matteo Renzi

Le tappe importanti del percorso

Nel mese di marzo l’Italia andrà al voto per il referendum per il taglio del numero dei parlamentari. Secondo tutte le parti politiche la legislatura, essendo la nostra una Repubblica parlamentare, dovrebbe arrivare alla fine dei 5 anni. Questo non significa, però, che il governo debba rimanere lo stesso. Ed è qui che viene fuori il nome di Mario Draghi come Premier.  

Matteo Renzi ha dichiarato che sulla prescrizione il governo non dovrebbe rischiare. A suo avviso prevarrà il buonsenso e si andrà incontro ad un rinvio. 

“Abbiamo il Coronavirus, la Brexit, la Turchia che pretende di dettar legge nel Mediterraneo, i dazi. E il — 0,3 per cento del Pil è un dato negativo che non si vedeva dal 2013. Tutte ottime ragioni per non litigare e mettersi a lavorare. Bisogna sbloccare i cantieri e abbassare le tasse, altro che storie”.

Secondo Renzi, quindi, la prescrizione è un argomento da far passare in secondo piano, visto che gli argomenti cardine, al momento, sono altri. 

Ma cosa diceva Renzi sulla Prescrizione?

Correva il 2017 e all’epoca Renzi era intimorito dall’idea che il Presidente della Repubblica potesse nominare lo stesso Mario Draghi come presidente del Consiglio. 

Questo perché, secondo lui, con Draghi a Palazzo Chigi si sarebbe rischiato di avere una sorta di Monti Bis, e quindi un ennesimo governo fatto di tecnici. All’epoca lo spauracchio delle mani dei Poteri Forti, che volevano un ennesimo governo tecnico, era l’argomento principale per Renzi, con connotati chiaramente negativi. 

Renzi, all’epoca, aveva dichiarato che dopo il voto del 2018 Mattarella avrebbe potuto optare per Ignazio Visco, Carlo Calenda o Mario Draghi come nuovo Premier. E oggi? Cosa è cambiato? Come mai questo cambio repentino di credo? 

Matteo Renzi al tempo in cui era contro la prescrizione

Nell’intervista Renzi risponde sul cambio bandiera relativo alla prescrizione. Nel 2015, quando era al governo, era stato Renzi a proporre di sospendere la prescrizione. 

A farlo presente è stato il grillino Nicola Morra che ha anche aggiunto “La rete non dimentica”. 

Ma adesso Renzi sembra aver cambiato linea e si è schierato a gran voce contro Bonafede. 

Matteo Renzi ha dichiarato:

“Le mie vecchie dichiarazioni contro il regime della prescrizione voluta da Berlusconi sono chiare. Volevo cancellare quel sistema aumentando le pene per la corruzione e allungando i termini della prescrizione. E l’ho fatto con la riforma Orlando. La rete non dimentica, ha ragione Morra. Ma la rete è anche capace di comprendere. Non sempre invece sembrano farlo i colleghi grillini”.

Renzi ha dichiarato di voler votare contro questa legge e di voler fermare Bonafede. A suo avviso non sarà necessaria neanche la mozione di sfiducia. I grillini molleranno prima. 

Renzi sostiene anche che Bonafede non abbia i numeri necessari per poter portare a casa la riforma.

Il voto sulla prescrizione sarà quindi una scelta tra la riforma Bonafede e la Riforma Orlando. Il PD, secondo Renzi, non potrà attendere in eterno e si troverà presto a decidere.

Renzi ha aggiunto: 

“Non siamo noi ad aver cambiato schieramento ma il Pd ad aver cambiato idea sulla legge del suo vicesegretario Orlando”.

Ed è proprio sulla prescrizione che potrebbe aprirsi, quindi, una crisi di governo che potrebbe portare alla fine del Conte Bis per aprire la strada ad una nuova fase di questa legislatura. 

Draghi Mario Premier: ecco cosa sapere. 

Ex presidente BCE, da anni, ormai, si sussurra il suo nome nei corridoi del palazzi del potere. Potrebbe essere il prossimo presidente della Repubblica? O meglio ancora: il successore di Giuseppe Conte. 

Anche a Matteo Salvini questa idea non sembra dispiacere.

La prima data da tenere in considerazione è quella del 29 marzo, con il referendum dove la vittoria dei SI pare ormai essere scontata. In tutto questo l’altro appuntamento cardine per questa legislatura è la legge elettorale. L’obiettivo è quello di scongiurare, chiaramente, che Salvini superi lo sbarramento del 40% col relativo premio di maggioranza, portando ad una stabilità di governo sulla falsa riga del governo inglese con Boris Johnson. 

Mattarella ha già lasciato intendere che questo governo è l’ultimo della legislatura. Ma con il taglio dei parlamentari e la necessità di una nuova legge elettorale, siamo sicuri che Mattarella non accetti l’idea di un terzo governo, specie se a guidarlo sarebbe proprio Mario Draghi come Premier.

Il governo potrebbe, quindi, entrare in crisi sulla prescrizione. Renzi è l’ago della bilancia in questo contesto, e i numeri della maggioranza, senza il supporto di Renzi, potrebbero essere compromessi, sia alla Camera che al Senato. 

Mario Draghi BCE Premier? Non è così semplice

Il problema grosso rimane la maggioranza per Draghi. Chi supporterebbe un governo dell’ex numero uno della BCE? I 5 stelle non sembrano essere intenzionati. A quel punto il governo sarebbe supportato da tutto il centro destra, con Salvini in testa, Berlusconi con Forza Italia e Italia Viva. 

La prossime date da tenere in considerazione sono il voto sull’emendamento Anniballi (IV) che, difatti, rimanda la riforma sulla prescrizione di 12 mesi, e il voto sul del Costa. 

Quello è il vero banco di prova della maggioranza giallo-rossa. 

Leggi anche >>> BERLUSCONI – Mario Draghi? L’uomo giusto per l’Italia

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