Donald Trump grazia 100 persone, ma non se stesso

Donald Trump grazia 100 persone, ma non sé stesso. I provvedimenti prima di lasciare la Casa Bianca

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Donald Trump grazia se stesso? La risposta è no, ma sarebbe pronto a graziare 100 persone.

Donald Trump grazia 100 persone: chi sono?

Il mandato di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti è ormai agli sgoccioli. Il prossimo 20 gennaio, infatti, il popolo americano è pronto ad accogliere Joe Biden come presidente per i prossimi quattro anni. Tuttavia il tycoon, prima di lasciare ufficialmente la Casa Bianca, è pronto ad emanare una serie di provvedimenti di grazia.

Questa scelta riguarda alcuni personaggi a lui vicini come importanti rapper, vecchi amici, alleati e alcuni componenti della sua famiglia, ma nella lista non sembrerebbe esserci sé stesso.

Donald Trump grazierà se stesso? Sembra proprio di no.

A riportare la notizia è stata la CNN, tra le principali emittenti televisive americane, secondo la quale Donald Trump è pronto a firmare i provvedimenti di grazia. Quest’atto permetterebbero a circa 100 persone di scontare i loro reati.

Negli Stati Uniti d’America è la stessa Costituzione, all’articolo II, sezione 2, che attribuisce tale potere al Capo dello Stato che, dunque, può concedere grazia e perdono per reati contro gli Stati Uniti. Questo salvo che si tratti di casi di impeachment.

Dice la Costituzione:

Sec. 2 – Il Presidente sarà Comandante in capo dell’Esercito e della Marina degli Stati Uniti, e della Milizia dei diversi Stati quando chiamata al servizio attivo degli Stati Uniti; egli può chiedere l’opinione scritta del principale funzionario in ciascuno dei Dipartimenti dell’esecutivo su qualsiasi oggetto che attenga ai doveri dei rispettivi uffici, ed avrà il potere di concedere commutazioni di pene e grazie per offese contro gli Stati Uniti, salvi i casi di impeachement.

Quante persone ha graziato Barack Obama?

Un potere spesso oggetto di polemiche e critiche da parte dell’opinione pubblica. Questo perché in pochi sanno che l’ex Presidente Barack Obama detiene il primato assoluto per quanto riguarda l’esercizio di tale potere presidenziale concedendo ben 212 grazie.

Trump e le ultime ore alla Casa Bianca

Prima di lasciare definitivamente la Casa Bianca, il tycoon, sembrerebbe voler concedere la grazia a diversi soggetti condannati per reati penali a lui molto vicini. Nella lista, però, non dovrebbe comparire il suo nome. I soggetti destinatari di tale provvedimento, secondo il New York Times, avrebbero pagato delle cifre enormi per essere graziati o comunque per vedere la propria pena commutata.

Un vero e proprio mercato con ben 41 domande di perdono pronte ad essere accolte dalla Casa Bianca.

Tra gli amici e gli alleati presenti nella lista di Donald Trump per la grazia ci sono:

  • l’imprenditore statunitense, nonché ex manager della sua campagna elettorale Paul Manafort
  • l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn
  • il legale di fiducia di Trump, Rudolph Giuliani
  • l’ex consigliere strategico Steve Bannon.

Questi sono solo i nomi più noti ma nella lista di Donald Trump comparirebbero una serie di nomi meno noti ma comunque interessati. Tra questi c’è:

  • John Kiriakou, un ex funzionario della C.I.A. condannato nel 2013 per aver rivelato ad un giornalista alcune informazioni top secret.
  • Brett Tolman, un ex consulente della Casa Bianca specializzato nel dare consigli al Capo dello Stato circa la concessione o meno del perdono a soggetti detenuti.
  • Nella lista c’è anche il nome di Tim Hutchinson, figlio di un ex senatore dell’Arkansas, arrestato per corruzione e frode fiscale, che sarebbe disposto a pagare un bel tesoretto pur di tornare libero.

Provvedimenti di grazia: quando la firma?

Questi provvedimenti dovrebbero essere emanati mercoledì mattina, giorno in cui il neo Presidente eletto Joe Biden presterà il giuramento prima di insediarsi ufficialmente. Da quel momento in poi la presidenza Trump termina con il tycoon che lascerà definitivamente la Casa Bianca per trasferirsi temporaneamente nella sua residenza di Palm Beach, in Florida.

Donald Trump ha già annunciato che non prenderà parte alla cerimonia di insediamento. Prima di lui altri Presidenti americani hanno deciso di non presenziare alla cerimonia di insediamento del successore. In particolare:

  • John Adams non partecipò al giuramento del successore Thomas Jefferson;
  • John Quincy Adams disertò l’insediamento di Jackson;
  • Andrew Johnson non prese parte al giuramento di Grant;
  • Nixon lasciò Washington una volta presentate le dimissioni e prima che avessero effetto. All’insediamento di Ford Nixon era assente.  

Donald Trump non concede la grazia a se stesso

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Donald Trump e Nancy Pelosi

Come detto sopra, nella lista delle persone a cui concedere la grazia non compare Donald Trump stesso. Questo perché tale provvedimento, come sancito dall’articolo II sezione 5 della Costituzione americana, non è previsto per i casi di impeachment. Infatti il

Presidente uscente ha ricevuto recentemente la sua seconda richiesta di impeachment dopo l’assalto alla Casa Bianca dello scorso 6 gennaio. La misura è stata fortemente voluta dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, che, come sappiamo, detesta Trump sa sempre. L’impeachment, chiaramente, è un ostacolo. Anche se Trump avesse voluto auto concedersi la grazia, il tutto sarebbe risultato essere più difficile.

Tuttavia nulla ancora è sicuro: questo perché Trump, nella sua imprevedibilità, ha condotto una politica caratterizzata da sorprese e colpi di scena e solo il tycoon sa cosa farà nei prossimi. Gli ultimi giorni come Presidente USA potrebbero riservare delle novità. Il tutto nelle porche ore rimaste prima di lasciare definitivamente la scena al suo successore, Joe Biden.

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