Derivati Bitcoin: Goldman Sachs annuncia nuovi prodotti

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Secondo quanto riferisce la testata Bloomberg, la banca d’affari Goldman Sachs è pronta ad offrire nuovi prodotti di investimento in criptovalute. Nello specifico, si offre agli investitori la possibilità di investire su derivati Bitcoin. Un modo per offrire la possibilità agli investitori della banca di coprirsi contro la volatilità. 

I nuovi prodotti derivati sono sviluppati in collaborazione con un provider per la vendita di cripto assets. Per Goldman Sachs rappresenta il suo debutto sul mercato spot. 

Derivati Bitcoin: Goldman Sachs apre al mercato spot

L’annuncio è arrivato nella giornata di ieri, anche se il prezzo del Bitcoin ha registrato una flessione del 2,8%. Calo che dopo un’ora ha riportato la criptovaluta nel range compreso tra 55.300 e 56.500 dollari.

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I nuovi derivati proposti da Goldman Sachs sono delle opzioni non consegnabili e legate al prezzo del Bitcoin. Ma che pagano in contanti. Infatti, sarebbe un modo per la banca per permettere ai propri clienti di sfruttare le potenzialità del mercato spot. Ampliando a sua volta l’offerta che già riguarda i future, per i quali la società aveva già attivato un desk.

Goldman Sachs prevede, per l’appunto, di coprirsi dalla volatilità investendo proprio sui future quotati al CME. Lo sviluppo di questi prodotti si è avuto grazie alla collaborazione con Cumberland DRW, spianando la strada all’ingresso di nuovi capitali sul mercato.

Istituzionali e Criptovalute

L’annuncio rientra nella strategia della banca che da marzo scorso ha ribadito l’intenzione di offrire sempre più soluzioni per questo mercato. Non solo, quindi, finalizzati all’investimento sulle monete digitali ma anche speculare sui prezzi.

Max Milton, responsabile degli asset digitali della banca, ha così commentato i motivi per l’introduzione dei derivati bitcoin:

“La domanda istituzionale continua a crescere in modo significativo in questo settore e la possibilità di lavorare con partner come Cumberland ci aiuterà a espandere le nostre capacità. La nuova offerta ci sta aprendo la strada per far evolvere le nostre nascenti capacità di criptovaluta regolate in contanti”.

Per quanto la notizia possa sembrare incoraggiante o positiva per il mercato, non è detto che lo sia la risposta di esso. Infatti, l’ingresso di nuovi strumenti speculativi, e quindi derivati, non sempre porta effetti benefici. Specie se sono derivati Bitcoin.

Le banche preferiscono i derivati

Speculare e investire, per quanto affini, portano a fare diversi ordini di considerazione sull’impiego del proprio capitale. L’alta domanda degli istituzionali, tra l’altro, non si traduce automaticamente con la volontà di acquisire fisicamente criptovalute. 

Le istituzioni finanziarie, da questo punto di vista, preferiscono veicolare i loro capitali su investimenti in derivati Bitcoin o ETH. E non è solo per un fattore di gestione e custodia delle criptovalute su wallet di proprietà (con le implicazioni del caso). Infatti, la scelta di questi strumenti, per quanto non amata da una platea di investitori, è anche la più semplice.

E per questo motivo anche gli effetti sul mercato e sull’ampia platea di investitori in criptovalute sono incerti. I possessori di cripto operano con una logica leggermente diversa dal sistema delle istituzioni finanziarie (e giustamente). Pertanto, è lecito chiedersi come gli investitori tradizionali reagiranno, anche se oggi la consapevolezza è diversa. Il mercato delle criptovalute, non solo per la capitalizzazione, è diventato più maturo. E anche i retail iniziano a comprendere le dinamiche che spingono a determinate azioni. Di certo non saranno questo tipo di azioni o i derivati Bitcoin a scoraggiare chi è il vero motore del sistema.


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