De Luca a Conte: “100 mld ora o vengo a Roma con l’esercito”

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Cateno De Luca non ha freni, e passa alle maniere forti. 

A finire nel centro del mirino, questa volta, è il piano di aiuti previsto dal Decreto Cura Italia. Il Primo Ministro, Giuseppe Conte, ha comunicato il 28 marzo che il governo sta lavorando per distribuire i primi 10 miliardi di euro ad imprenditori, partite iva e meno abbienti. L’intento è quello di contrastare gli effetti del Coronavirus

Ma Cateno De Luca non ci sta.

Passa, infatti, alle maniere forti minacciando il Presidente del Consiglio.

De Luca attacca Giuseppe Conte e lo fa con una lettera, dura, lapidaria. 

“Nelle casse comuni ci sono miliardi bloccati per questioni di burocrazia e procedure. Liberiamoli tutti questi miliardi. Liberiamoli e mandiamo soldi in giro. Ogni territorio deve poter gestire i propri fondi. Non pensiamo di fregarci poi l’uno con l’altro. Noi siamo già depressi e voi ci deprimete ancora di più con questa burocrazia”. 

Il Sindaco di Messina, recentemente giunto alla ribalta grazie alla protesta montata allo sbarco dei traghetti applicando la linea dura, non ha mezzi termini. 

“Non pensiamo di mandare i soldi della Sicilia alla Valle d’Aosta, lì non sono depressi come noi. I soldi devono rimanere nel territorio di destinazione. Presidente del Consiglio, io vengo e conquisto Roma con tutto l’esercito del Sud se lei si permette di prendere un euro e spostarlo in altri luoghi. Qui non è una guerra tra poveri. C’è un’emergenza e tutti devono essere aiutati. Fratelli del Nord, del Centro e del Sud.” 

Un avvertimento chiaro, forte. L’avvertimento parte da Messina e arriva a Palazzo Chigi, alla cortese attenzione di Giuseppe Conte. 

De Luca propone la sua soluzione: l’antidoto ammazza burocrazia

Per contrastare l’epidemia Cateno De Luca ha la sua strategia. Una delle caratteristiche del Sindaco di Messina è proprio questa: presentare il problema e proporre una soluzione.

Oggi De Luca ha scritto a Conte per invitarlo a sospendere immediatamente tutte le procedure di evidenza pubblica destinate all’acquisto di beni di prima necessità e servizi indispensabili con l’intento di superare la pandemia. 

Secondo De Luca, infatti, il governo dovrebbe incaricare i sindaci, tutti i Presidenti della Regione e tutti i ministri competenti. L’incarico sarebbe, quindi, quello di Soggetto Attuatore del Commissario per l’Emergenza Covid-19. 

L’intento è quello di derogare il codice degli appalti. Il momento, parecchio particolare e duro, ci chiede la possibilità di poter effettuare acquisti o ordini ad horas, e quindi in tempi stretti. 

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Il Sindaco di Messina Cateno De Luca blocca i traghetti in arrivo da Villa San Giovanni (RC)

Il Sindaco di Messina contro il Presidente del Consiglio sui soldi destinati

“L’annuncio e la messa a disposizione dei miliardi di euro si rivela essere inutile e inefficace al cospetto di tutte le lungaggini burocratiche imposte anche dai regolamenti europei per i quali e necessaria una espressa deroga fino al mese di luglio del 2020. Resta inteso che per mettere in moto velocemente l’economia italiana è necessario procedere ad una norma che trasferisca ‘risorse pubbliche alle tasche dei cittadini? rispondendo così all’infausta fase congiunturale del Coronavirus con l’antidoto ammazza burocrazia.”

Secondo il sindaco Cateno De Luca, quindi, l’annuncio del Presidente del Consiglio Conte è solo un proclama. Un proclama che finirà in fumo seppellito dalla burocrazia italiana. 

La ricetta di De Luca

“Ci vogliono più di 100 miliardi!”

Secondo Cateno i soldi ci sono e si possono trovare. 

“Si deve consentire ai comuni e alle regioni di mettere in circolazione immediatamente gli oltre cento miliardi rappresentati dai vari vincoli di bilancio, derivanti dalle normative sulla gradualità della spesa pubblica e rappresentata dai fondi strutturale ancora sprovvisti di obbligazione giuridicamente vincolante.”

De Luca conclude:

“Chiedo espressamente di non derogare al vincolo della territorialità dei fondi strutturali, le zone obiettivo 1 devono rimanere destinatarie dei fondi assegnati”. 

Sulla denuncia del Ministro degli Interni 

De Luca si è detto pronto a pagare anche il massimo della pena (5000 euro) per l’accusa di vilipendio che è arrivata da parte del Ministero.

Soldi per i messinesi

De Luca annuncia la distribuzione di 30 milioni di euro per i beni essenziali dei meno abbienti. Verrà creata una certa solidale finalizzata all’acquisto dei beni. Il sindaco si appella ai suoi cittadini e attiva un numero al quale si può chiamare se vi è necessità di cibo.

“L’emergenza di chi sta morendo di fame qui non esiste. Stiamo pensando a tutti, e se qualcuno dovesse dire il contrario gli stacco la testa. Noi siamo pronti ad affrontare l’emergenza. Non c’è una famiglia a Messina che può dire che muore di fame. Noi siamo qui che cuciniamo per voi. I lavoro che abbiamo fatto è anche un lavoro di prevenzione. Siamo qui! Cercateci. Diteci se dobbiamo cucinare o portarvi la spesa a casa e ve la cucinate. Questa azione la porteremo avanti per tutto aprile”.

TUTELA E RILANCIO DELLA NOSTRA COMUNITÀ: guerra senza frontiere al CORONAVIRUS!

Gepostet von De Luca Sindaco di Messina am Samstag, 28. März 2020

De Luca: Droni per controllare i cittadini?

A breve attivi i droni del comune per verificare assembramenti a Messina. Dopo la verifica delle regole di navigazione aerea, è stato dato il via libera alla fattibilità del progetto di Cateno De Luca. In questa situazione interviene il dirigente generale della Polizia, il dott. Gabrieli.

Gabrieli ha annunciato che sta interloquendo con l’ENAC per dotare la Polizia Municipale dei droni con l’intento di disciplinarne l’utilizzo.

Gli ultimi test sui droni, che entreranno in attività a partire da lunedì 30 marzo, sono stati effettuati domenica 29 marzo nella mattinata. I droni avranno la voce del Sindaco De Luca e inviteranno i cittadini a

“Tonna a casa: questo è l’ordine del sindaco De Luca! Nè passiu né babbiu”.

 

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