Crollo del Bitcoin: l’attacco della Yellen alla criptovaluta

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crollo del bitcoin

Dopo aver toccato un nuovo massimo storico a quota 58 mila dollari, il Bitcoin corregge bruscamente perdendo più di 11 mila dollari. Attualmente scambia a circa 45700 dollari, per quanto fisiologica però questa correzione è stata accentuata dai consueti attacchi politici. Infatti, la neo segretaria del Tesoro USA, Janet Yellen, è tornata ad attaccare dalla sua nuova posizione la criptovaluta. Il crollo del Bitcoin ha risentito della dura critica che la Yellen, dopo averlo già fatto nel 2018 quando era presidente della Federal Reserve.

«Non credo che il Bitcoin sia ampiamente utilizzato come meccanismo di transazione.
È un modo estremamente inefficiente di condurre le transazioni»

una posizione condivisa negli ultimi anni e utilizzata come alibi dal mondo istituzionale e finanziario. Lo stesso mondo (Banche e Banchieri inclusi) che oggi cerca di insinuarsi e fare acquisti sempre più consistenti delle tanto “pericolose” criptovalute.

Crollo del Bitcoin: l’attacco della Yellen

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La prima donna a diventare segretaria del Tesoro statunitense con la nuova presidenza di Joe Robinette Biden. Una donna forte, tanto da aver avuto attriti (quando era alla FED) con il predecessore di Biden, Donald Trump che non si è mai sottratto allo scontro.

La Yellen ha affermato in una dichiarazione al New York Times che il Bitcoin è “altamente speculativo e inefficiente per le transazioni” oltre la solita ramanzina sulle finalità illecite. (Quelle stesse finalità illecite che da decenni vengono condotte senza neanche troppi problemi con il denaro contante, ma questa è altra storia). 

Inoltre, ha precisato con molta enfasi il giudizio sulla quantità di energia consumata per tutto il processo di mining e validazione della transazioni definendolo “sconcertante”. 

Dopo aver sottolineato le solite, e note, criticità, la Yellen si è espressa anche nell’interesse degli investitori: 

“Penso che le persone dovrebbero essere consapevoli che può essere estremamente volatile e mi preoccupo per le potenziali perdite che gli investitori possono subire”.

La volatilità, tra l’altro, è un rischio al quale ogni investitore consapevole deve essere pronto. Quella stella volatilità che viene alimentata dalle dichiarazioni politiche che poi causano il crollo del Bitcoin e delle altre criptovalute. Certo, il BTC non è di certo il faro di luce che illuminerà la finanza futura, ed è giusto informarsi in maniera opportuna.

Il dollaro digitale

Tuttavia, la Yellen non si è limitata ad alimentare il crollo del Bitcoin e attaccare il mondo cripto. La recente tendenza ha visto anche le Banche Centrali interessarsi alla nuova finanza digitale e alle sue implicazioni. Per questo motivo, si è assistito a una apertura in tal senso da parte della BCE e della sua presidente Christine Lagarde e anche degli attori finanziari. Infatti, anche Wall Street sta cambiando rotta e la dimostrazione lo è l’impennata delle quotazioni delle criptovalute che non è stata alimentata solo dagli “smanettoni”. Proprio perché l’aumento di capitalizzazione e del conseguente volume di scambi sui mercati è stato causato dall’intervento di hedge fund e investitori professionali.

Per questo motivo, la segretaria del tesoro ha aperto ad un potenziale dollaro digitale e relativa blockchain. Il nuovo dollaro targato FED, però, lascia ugualmente delle perplessità e ostacoli anche di natura legislativa e tecnica da superare. In tal senso ha dichiarato:

«Quale sarebbe l’impatto sul sistema bancario? Causerebbe un enorme movimento di depositi fuori dalle banche e verso la Fed? La Fed si occuperebbe dei clienti al dettaglio o cercherebbe di farlo all’ingrosso? Ci sono preoccupazioni per la stabilità finanziaria? Come gestiremmo il riciclaggio di denaro e i problemi di finanza illecita? Ci sono un sacco di cose da considerare qui, ma vale la pena esaminarle»

La stessa Yellen sostiene che con questo strumento si potrebbero avere

«pagamenti più veloci, più sicuri e più economici».

Valore del Bitcoin: dall’ascesa al crollo

Prima di questa discesa repentina, alcuni analisti tutto si aspettavano fuorché il crollo del Bitcoin. Non è bastata la spinta di Elon Musk e i suoi tweet, il market mover degli investitori retail. Il Ceo di Tesla era riuscito a spingere il valore del BTC definendolo

“una forma di liquidità meno stupida del contante”.

Sembra passata un’era geologica da quanto analisti e anche alcuni investitori disillusi già suonavano il requiem al Bitcoin. Nell’arco di un anno, però, è riuscito a sfondare la soglia dei 4000 dollari a marzo 2020 spingendosi su di oltre il 1200%.

Il panico sui mercati alimenta solo coloro che, da questo caos, traggono benefici gestendo la propria emotività e basandosi su dati oggettivi. Le criptovalute al pari di altri asset finanziari sono strumenti da trattare con responsabilità. E come spesso accade, prendere scelte e investire (o disinvestire) il proprio capitale in preda all’emozione del momento non è mai una buona cosa.  


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