Crollo criptovalute: Bitcoin giù assieme a tutti i mercati

Il crollo delle criptovalute in generale segue l'andamento dei mercati tradizionali che mostra un forte sentimento di panico tra gli investitori. Qual è il futuro delle monete digitali in questo momento storico dominato dall'incertezza e dal coronavirus?

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crollo criptovalute

Crollo criptovalute: il bitcoin continua la sua discesa andando sotto i 5000 dollari americani. Il tutto a seguito dell’emergenza Coronavirus che sta sconvolgendo in generale i mercati e per via delle misure adottate dalle banche centrali. Motivo per cui, gli investitori stanno disinvestendo da qualsiasi asset per preferire il denaro liquido in attesa che si calmino le acque.

Quanto può proseguire il crollo criptovalute? Vediamo i dettagli 

Crollo criptovalute e Bitcoin: quali prospettive?

L’ultima “botta” alla quotazione segue la decisione presa dalla Federal Reserve di un QE straordinario da 700 mld e il taglio dei tassi a 0. La linea è quella seguita anche dalle altre banche centrali delle maggiori economie mondiali. In questo scenario il crollo non accenna ad attenuarsi.
Le ultime notizie bitcoin ci dicono che la cripto, d
opo aver toccato i 6000 $, ha visto un’immediata ricaduta di oltre il 10% nelle ultime 24 ore. Una discesa che ha accompagnato il crollo criptovalute delle altre maggiori monete digitali come Eth, Xrp e Litecoin.

“I mercati delle cripto-attività sembrano nuovamente rispecchiare le azioni dei mercati tradizionali”

ha affermato Simon Peters analyst di criptovalute

Come spiega anche Josh Rager, le dinamiche fondamentali sull’andamento criptovaluta sono fuori gioco visto il mercato in preda al panico totale. Infatti, il consiglio che viene dai più, è quello di stare lontani dal mercato per non correre ulteriori rischi.
Questo non fa altro che confermare la forte correlazione tra la quotazione delle cripto e gli altri titoli del mercato tradizionale in generale. 

Crollo criptovalute: l’incognita dei miners di BTC

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I miners hanno dichiarato a CoinDesk che sono in vista di effettuare importanti investimenti per i propri sistemi per far fronte all’halving di maggio. Infatti, come sappiamo, la quantità di nuovi token emessi verrà dimezzata, associata ad una situazione di mercato che rende il rapporto tra costo/guadagno meno conveniente. Questo si traduce, nella realtà, in una minore redditività per i miners e le loro strutture. 

Sempre secondo alcune stime autorevoli, le vecchie infrastrutture si dimostrerebbero non più redditizie. Quindi si prospetta un investimento di oltre mezzo miliardo di dollari per il loro adeguamento.

Il costo del mining

Secondo i dati di PoolIn, le apparecchiature più performanti sul mercato generano profitti giornalieri con un margine lordo inferiore al 50%. Questa stima è data dall’attuale prezzo del Bitcoin e gli attuali costi di estrazione dovuti al mining, con un costo medio di 0,05 kWh.

La critica al BTC

A seguito del crollo delle criptovalute non si è fatta attendere la posizione critica dell’intermediario di oro giallo Peter Schiff, secondo cui:

“Se Bitcoin non impenna nemmeno dopo una riduzione d’emergenza di 50 punti base al tasso d’interesse, per non parlare della recente volatilità dei mercati azionari, obbligazionari, valutari e dell’oro, in quale circostanza il suo prezzo aumenterà?”. 

Tuttavia, a dispetto del bene rifugio per eccellenza, il prezzo del BTC è cresciuto notevolmente dal 2011 a oggi. Cosa che, invece, non si può dire dell’oro che non ha, nonostante l’aumento del prezzo, registrato le stesse performance.

Quindi, in ottiche di percentuali, chi ha investito anni fa sul Bitcoin ha messo a segno, in ogni caso, un investimento degno di nota.