Bitcoin come funziona? Cosa sono le CryptoValute?

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Ecco una guida breve su cosa sono le cryptovalute

La conoscenza sta alla base di ogni cosa

Siamo nel boom delle Cryptovalute, ogni giorno non si fa altro che parlare del prezzo del bitcoin, dell’etherum, ecc. Ora andiamo a vedere nel dettaglio cos’è e come nasce una CryptoValuta.
Innanzitutto partiamo da un concetto basilare e fondamentale: cos’è una cryptovaluta? Essa non é altro che moneta decentralizzata caratterizzata da alcuni elementi, come la tecnologia peer-to-peer, e l’uso della crittografia per la convalida e l’invio delle transazioni.
Esistono moltissime cryptovalute, per l’esattezza 1154.
Partiamo prima di tutto dalle caratteristiche principali e generali di queste.

1. Tecnologia Peer-to-Peer

Facciamo l’esempio pratico di tre computer presenti nella rete: A, B, C. Il computer B chiede al computer A e C se hanno l’ultima puntata di una stagione presente su Netflix.
Il computer C risponde negativamente mentre il computer A invia il file.
Nel momento in cui io ricevo e lo scarico, lo sto mettendo a disposizione dell’intera rete.
Perciò, se un giorno uno dei computer si scollegherà dalla rete ne rimarrà almeno uno che possiede tale file. Il Bitcoin si basa sulla stessa tecnologia. Nel momento in cui io invio o verifico una transazione scarico tutto il registro della BlockChain, tutte le transazioni verificate e blocchi minati fino a tale momento.

 2. La BlockChain

Sono state date molte definizioni della blockchain: da “libro mastro” a grande database decentralizzato. In realtà sono tutte definizioni corrette in quanto la blockchain la possiamo considerare come un grande database decentralizzato che sfrutta il peer-to-peer. La caratteristica principale è l’immutabilità dei dati. Difatti è possibile eseguirne un cambiamento solo se la maggioranza o tutti i nodi accettano. Perciò è quasi impossibile poter modificare o cancellare alcune transazioni da essa a livello globale della rete.

3.Tecnologia Proof of Work

Nel momento in cui viene creato un nuovo blocco e quindi quest’ultimo viene minato, c’è bisogno di una convalida prima di poterlo iscrivere nella BlockChain. Questo può avvenire tramite due protocolli: Proof of Work e Proof of Stake. Il primo, quello usato sul Bitcoin, si basa sull’esecuzione di un complesso calcolo basato su una lunga stringa alfanumerica definita bash. Il secondo significa letteralmente “prova che si ha una posta in gioco”, ovvero sulla dimostrazione di qualcosa alla rete. Il Proof of Stake venne usato per la prima volta nella cryptovaluta Peercoin. L‘innovazione si trovava nel fatto che un miner per convalidare una transazione e quindi iscriverla nella blockchain doveva dimostrare di possedere le sue coin da un determinato periodo di tempo.
E questo protocollo è un’innovativa soluzione alla prevenzione del cosidetto “double spending”, ovvero il poter spendere le proprie cryptovalute due volte sulla stessa blockchain, un’azione impossibile attualmente su una crypto, come il bitcoin. L’unico requisito per poter aggirare il proof of Work è difatto possedere il 50%+1 dell’hashrate totale, mentre per poter prendere controllo della blockchain di peercoin bisognerebbe comprare il 50%+1 delle attuali monete in circolazione, un’azione che richiederebbe molti più fondi rispetto a quella di comprare hashing power.
E perciò cosa impedisce ai miners di eseguire il double spending attualmente? Non stanno ad usare corrente e potenza di calcolo gratuitamente ovviamente e per questo ogni volta che iscrivono un blocco o una transazione nel registro della BlockChain vengono ricompensati da un determinato numero di fee ed è questo uno dei punti più importanti della rete Bitcoin: il concetto di “TRUST”.

Ma quali sono i vantaggi di usare una cryptovaluta?

Prima di tutto si parla di un sistema di pagamento decentralizzato, che non dipende più dalle banche centrali. Per questo finché resteranno almeno due computer della rete Bitcoin collegati ad Internet il Bitcoin continuerà ad esistere.
La sicurezza delle transazioni, le poche fee (un pò relativo se pensiamo alle attuali fee che servono per inviare una transazione bitcoin, ma si dovrebbe risolvere tutto molto presto con l’avvento di Segwit o del protocollo Lightining Network). Cosa molto più ìmportante una volta inviata una transazione Bitcoin, non è possibile cancellarla dal momento in cui diviene confermata.

E dove si comprano le CryptoValute?

Le cryptovalute si possono comprare tramite diversi canali. Possiamo minarle direttamente noi, ma non è il massimo della convenienza per potenza di calcolo ed elettricità necessaria.
Possiamo comprarla da privati e quindi un’effettiva compravendita oppure possiamo passare per i canali convenzionali degli exchange. Alcuni tra i più importanti: Bittrex, Poloniex, Coinbase, Gdax, HitBtc, Bitfinex, Bitstamp, ecc…
Sugli exchange, da non molto (ma non su tutti), è stata inserita la possibilità di effettuare quello che viene definito “margin trading”. Si tratta della possibilità di poter shortare una cryptovaluta in leva, mentre siti come Bitmex offrono dei prodotti finanziari (precisiamo gli Exchange non sono regolamentati in alcun modo) replicanti dei Contratti Futures o Swap con la possibilità di avere una leva massima 1:125 per alcuni strumenti.
Ed infine è possibile anche tradare le CryptoValute in CFD (scrivi una mail a support@elysiumschool.com) con leva massima che dipende dai vari broker e dalle varie regolamentazione.
Per la Cysec la leva massima imponibile sulle crypto, considerati strumenti finanziari ad altissimo rischio ed alta volatilità, è di 1:5. Altri broker, quelli regolamentati FCA, stanno offrendo una leva massima di 1:20/1:25.
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