Cosa sono i fondi comuni di investimento e a che servono

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cosa sono i fondi comuni di investimento
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Chissà quante volte avrai sentito parlare o ti sarai chiesto cosa sono i fondi di investimento senza tuttavia aver percezione di cosa si trattasse realmente. Cerchiamo, dunque, di affrontare in questo contenuto il tema e comprendere cosa sono i fondi comuni di investimento scoprendo di cosa si tratta e a cosa servono.

Cosa sono i fondi comuni d’investimento

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Foto di Gabby K d

I fondi comuni di investimento sono tra gli strumenti più utilizzati dagli investitori italiani e sono diretti da società specializzate che si occupano esclusivamente, per l’appunto, di gestione di risparmi e patrimoni. In pratica, queste società si occupano di raccogliere, tra i propri clienti, un patrimonio da investire in attività finanziarie in diversi settori e quindi su asset diversificati. Se stai pensando a un investimento in fondi comuni, sappi che certamente questi strumenti hanno tantissimi pregi ma anche alcuni punti critici ai quali fare attenzione. Volendo allargare il discorso e soprattutto attenersi a definizioni più ufficiali, per fondo comune di investimento si intende un patrimonio autonomo che viene suddiviso in tante quote relative ai vari risparmiatori che vi partecipano.

La gestione, ovviamente, diventa univoca così come pure gli eventuali guadagni e di conseguenza le perdite. Gli investimenti più comuni riguardano il mercato azionario, obbligazioni, materie prime, il mercato della valuta e tanti altri. Il principale pregio di un investimento con i fondi comuni è quello di poter soddisfare i principi di diversificazione dell’investimento che, purtroppo, un piccolo azionista oppure un piccolo risparmiatore difficilmente può soddisfare.

Le tipologie di fondo di investimento

I fondi comuni di investimento come abbiamo visto, sono degli strumenti gestiti da società specializzate. A seconda della tipologia di investimento e quindi del settore a cui si riferisce, si può offrire una classificazione specifica. In particolare ci sono:

  • A) fondi azionari
  • B) fondi obbligazionari
  • C) fondi bilanciati
  • D) fondi monetari

I fondi azionari riguardano i titoli azionari mentre quelli obbligazionari prevedono un investimento sui cosiddetti Bond. Si parla invece di fondi bilanciati quando ci sono investimenti che si indirizzano sia nel settore azionario e sia attraverso obbligazioni. I fondi monetari, invece, riguardano esclusivamente il mercato monetario.

Naturalmente questa non è la sola classificazione che si può fare dei fondi comuni di investimento. Dato che questi si possono suddividere rispetto all’area geografica oppure rispetto ad un determinato settore di attività. Una ulteriore e importantissima differenziazione viene fatta dall’ordinamento italiano e europeo, riguarda i fondi armonizzati e fondi non armonizzati. Nel primo caso si fa riferimento a fondi comuni di investimento che rientrano nell’ambito dell’applicazione delle normative vigenti a livello comunitario. Invece i fondi non armonizzati non sono sottoposti al regolamenti e normative di vario genere, per cui godono di una maggiore libertà di azione. Ovviamente, in quest’ultimo caso, ci sono vantaggi e svantaggi da tenere in considerazione.

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La tassazione

Come tutte le forme di investimento, anche i fondi comuni prevedono delle tassazioni che sono regolamentate con apposite leggi. Tutti i guadagni e gli incrementi di valore che si conseguono da questo genere di investimento, devono essere tassati al 26%. Un’aliquota che negli ultimi anni è cresciuta (fino al 2014 era pari al 20%). Bisogna, inoltre, sottolineare che se i fondi comuni riguardano titoli di stato e altre categorie che vengono equiparate da un punto di vista fiscale, la tassazione raggiunge il 48,08%.

Come funzionano i fondi comuni di investimento e vantaggi

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Il principale vantaggio dei fondi comuni risiede nel fatto che l’investimento avviene su tanti asset, sfrutttando così tanti strumenti finanziari differenti tra di loro. Infatti, come abbiamo evidenziato, i fondi comuni prevedono che una società gestisca tutto il capitale raccolto tra i vari risparmiatori e investa su vari asset.

Quindi il principale vantaggio è quello di diversificare l’investimento e distribuirlo su una serie di asset. Cosa che non potrebbe essere fatta da un singolo risparmiatore se non nel caso in cui disponga di ingenti capitali. In questo modo, qualora un investimento dovesse rivelarsi sbagliato, la gran parte del patrimonio sarebbe salvo e comunque si potrebbe reciperare con i riscontri da altri asset prese in considerzione. Un altro vantaggio è quello di mettere il proprio risparmio nelle mani di un professionista del settore degli investimenti finanziari. In questo modo si può godere delle sue competenze e soprattutto dell’esperienza che ha accumulato nel corso degli anni con i vari strumenti finanziari di investimento.

In questo modo è più alta la probabilità di vedere andare a buon fine l’investimento effettuato e quindi di aumentare il valore dei propri risparmi. Infine, c’è da considerare che dal punto di vista normativo e della gestione, c’è una differenza tra il capitale della società e il patrimonio del fondo stesso. Questo significa che un eventuale debito della società non darebbe l’opportunità ai suoi creditori, di aggredire il patrimonio dei risparmiatori.


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