Cosa cambierà all’esame di maturità 2019? Un addio per accogliere nuove proposte.

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Cosa cambierà all'esame di maturità 2019
Cosa cambierà all'esame di maturità 2019

Un addio alla vecchia maturità: per questo 2019 il Miur riserva ai maturandi delle modifiche per ciò che riguarda le varie prove.

Cosa cambierá all’esame di maturità nel 2019: una frase che tanti di noi avrebbe voluto sentire durante il proprio periodo al liceo. Anche se non si tratta di un vero e proprio addio alla maturità, Il Ministero dell’Istruzione ha apportato significative modifiche per ciò che concerne la prassi delle prove d’esame.  La fonte normativa è consultabile da chiunque sul sito del Miur: è il decreto n. 769 del 26/11/2018,  pubblicato per le indicazioni e per le novità dell’anno scolastico 2018-2019 per l’esame di maturità 2019.  Le tracce cambieranno a discrezione dell’indirizzo scolastico, quindi i licei ed i professionali avranno delle modifiche comunque similari. Ad ogni modo tale decreto mira a colmare tutt le lacune che si sono verificate nel mondo della scuola negli ultimi vent’anni. Potremmo definirlo come un “provedimento che mira a chiudere un enorme capitolo del panorma scolastico Italiano degli ultimi anni;  un vero e proprio addio Maturià”.

Cambierà la maturità questo 2019 e nello specifico…

Una delle novità più rilevanti; che darà il cambio alla maturità,  sarà l’abolizione della terza prova. La terza prova fino al 2018 era articolata su più materie, un compendio del programma complessivo; strutturato con risposte date (vero falso), con una durata e uno svolgimento diverso a seconda delle scuole.

Le tracce della terza prova variavano di scuola in scuola, essendo stabilite dalla commissione e non dal ministero dell’Istruzione, come nel caso della prima e della seconda prova. La commissione sceglie tipologia, durata, materie e quesiti. Si basa sul programma di quinto anno svolto dalla classe.  Lo scopo della terza prova era quello di accertare le “conoscenze, competenze e capacità acquisite dal candidato, nonché le capacità di utilizzare e integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell’ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica”, secondo quanto espresso dal Miur. Tuttavia tale metodica è stata messa in discussione in quanto considerata parecchio pesante, soprattutto nei periodi di carico come quello degli esami.

Tra le novità potrebbe esservi quella di eliminare l’obbligo della tesina, che potrebbe essere sostituita da una relazione sull’alternanza scuola-lavoro svolta dallo studente. Insomma, le parecchie modifiche apportate si sono rilevate come un vero e proprio addio alla maturità.

All’esame di maturitá cambieranno anche i criteri d’ammissione.

l nuovo esame di maturità 2019 prevede inoltre una modifica dei criteri di assegnazione dei crediti per essere ammessi all’esame. Il numero massimo dei crediti che si possono ottenere nel triennio passa da 25 a 40. I punteggi in palio per ciascuna prova saranno 20, mentre al momento sono 15. Il punteggio della prova orale passa da 30 a 20 punti massimi.

Per essere ammessi all’esame non sarà più necessario avere la sufficienza in tutte le materie, ma basterà che la media dei voti sia pari ad almeno 6 anche nel comportamento. Il consiglio di classe può deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o articolata, con traduzione e comprensione del brano. La durata della seconda prova potrebbe arrivare a raggiungere le 8 ore. Le  revisioni apportate dal ministero hanno un pò stravolto a tutto tondo i vecchi paradigmi del mondo scolastico, dando addio non solo alla maturità degli anni passati, ma anche ai parametri d’ammissione.

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