Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Ecco i dettagli.

La storia della Costituzione Italiana come non l'avete mai letta. Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Perché è stata scritta? Cosa contiene? I dettagli nell'articolo.

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Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Chi erano i padri costituenti italiani? Da chi era composta l’assemblea costituente?

In questo scritto si propone un breve excursus storico sulla Carta Costituzionale del Belpaese. 

Molti non hanno idea di quello che è stato l’excursus storico e politico che ha portato alla stesura e alla scrittura della Costituzione italiana.

La Costituzione è stata firmata il 27 dicembre del 1947 ed è entrata in vigore il Primo Gennaio del 1948. 

Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Chi ha proposto la firma?

Per rispondere a questa questione bisogna sicuramente ricordare che la Costituzione è stata redatta dall’Assemblea Costituente.

La Costituzione è stata siglata dai più alti esponenti di quel sistema politico di transazione, nel secondo dopoguerra. C’è la firma di Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato eletto dall’Assemblea Costituente. In secondo luogo è necessario nominare Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente; e, infine, Alcide De Gasperi, che allora rivestiva il ruolo di Capo del Governo.

Chi ha fondato la Repubblica Italiana?

Il 16 marzo 1946 il principe Umberto II, chiamato anche il Re di Maggio visto che rimase in carica solo un mese, rispettò l’accordo del 1944. Questo accordo prevedeva l’indizione di un referendum che avrebbe dato al popolo la possibilità di scegliere tra monarchia e repubblica. Durante il referendum per decidere, quindi, se l’Italia sarebbe stata una Repubblica o una Monarchia, si elessero i membri della Commissione per la Costituzione. I membri furono quindi votati durante il referendum del 2 giugno del 1946 dove la Repubblica si affermò con soli 2.000.000 di voti di scarto dalla Monarchia. 

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La scheda elettorale per il Referendum sulla Forma Istituzionale dello Stato

Nel corso della storia contemporanea in molti hanno sollevato dubbi sul vero esito di quel referendum. A quel punto la famiglia reale decise di andare in esilio volontario a Cascais. La costituzione italiana, nelle disposizioni transitorie e finali, ha poi vietato alla famiglia reale il ritorno in patria nella XIII disposizione transitoria e finale secondo la quale

“agli ex re di casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno sul territorio nazionale”.

È toccato a Silvio Berlusconi, nel 2002, con l’entrata in vigore della L. cost. 23-10-2002 n. 1 che ha consentito nuovamente l’ingresso della famiglia reale nel territorio nazionale.

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Risultati del Referendum del 1946 Regione per Regione

Come è nata la Costituzione italiana quali sono i motivi?

I motivi sono da riscontrare, perlopiù, dal disastro della guerra. Il giorno dopo la caduta di Benito Mussolini, il popolo si era raccolto attorno a Vittorio Emanuele III e al maresciallo Badoglio. La guerra fini con l’arresa dell’Italia che fu costretta a firmare prima un corto e poi un lungo armistizio. Dinnanzi alla paura che un nuovo regime come il fascismo potesse instaurarsi e considerato che lo Statuto Albertino presentava delle evidenti falle, l’Italia aveva necessità di riorganizzare il suo ordinamento. Le macerie sociali derivate dall’esito della guerra avevano scoraggiato molti patrioti che prima supportavano la monarchia. Il Re fu costretto ad abdicare in favore del giovane Umberto II, il Re di Maggio. 

Con il Referendum del 2 giugno 1946 per la prima volta si votò col suffragio universale (che non era previsto dallo Statuto Albertino). Scelta la Repubblica decadeva automaticamente lo Statuto Albertino, la nostra precedente costituzione. 

Quali erano i limiti dello Statuto albertino?

Esaminando lo Statuto Albertino diremo che si tratta di una costituzione breve. Infatti si limita a riconoscere solo le principali libertà individuali. In particolare: si tratta di un’uguaglianza formale e non sostanziale tra i sudditi. Infatti molti poteri erano comunque concentrati nelle mani del Re. Il Senato era di nomina Regia e nel corso della Storia dell’Italia Unita e Monarchica tutti i Presidenti del Consiglio (da Cavour a Giolitti, a Mussolini) avevano utilizzato il senato a loro uso e consumo grazie alle infornate.

Lo Statuto Albertino, tra le varie cose, era breve e flessibile. Questo significa che poteva essere facilmente manipolata anche mediante l’approvazione di leggi ordinarie. Mussolini aveva dimostrato di poter cambiare, addirittura, la forma istituzionale dello stato, mantenendo lo Statuto Albertino in vigore per tutto il regime. 

La Costituzione, invece, è lunga e rigida. Troviamo infatti ben 139 articoli più 18 disposizioni transitorie e finali. È stata redatta dall’Assemblea Costituente, e quindi non concessa dal Re: è una costituzione democratica perché votata col suffragio universale. È fonte primaria dello stato e si può modificare solo tramite referendum costituzionale.  

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I giornali annunciano con enfasi la nascita della Repubblica.

Chi erano i padri costituenti della Costituzione italiana?

Con la Locuzione Padri Costituenti si definiscono i protagonisti più importanti dell’epoca che ebbero il ruolo di dare una costituzione al paese. Sicuramente, tra di essi, si annoverano dei personaggi di prestigio che, successivamente, nella Repubblica, hanno ricoperto un ruolo chiave. Tra i padri costituenti possiamo menzionare De Gasperi, Togliatti, Pertini, Scalfaro, Nenni. 

La domanda è: chi erano questi uomini? Secondo quale diritto scrissero la Costituzione Italiana? 

Non furono gli unici. Tra i firmatari della Costituzione vanno annoverati altri due esponenti dell’epoca, tali Vittorio Emanuele Orlando e Francesco Saverio Nitti, entrambi ex presidenti del Consiglio dei Ministri nei governi antecedenti al regime fascista. 

In quel periodo era necessario delegare la stesura della Costituzione Italiana ad un gruppo di uomini ritenuti retti ed equilibrati. Con la fine del fascismo e l’avvento della Resistenza, i parlamentari di sinistra ottennero molta voce in capitolo. Era necessario mediare, trovare dei compromessi per redigere una costituzione che mettesse tutti d’accordo. Si parla, dunque, del carattere compromissorio della costituzione Italiana. 

Chi era Enrico De Nicola?

De Nicola era un avvocato penalista. Napoletano, aveva un’importante carriera politica alle spalle. Divenne Capo provvisorio dello stato per via di una politica compromissoria tra le Destre e la Democrazia Cristiana e tra sinistra e laici. De Nicola fu ritenuto una valida alternativa da parte di ogni fazione, per via di un comportamento retto, onesto.

De Nicola è un personaggio con delle caratteristiche assai singolari. Anche in occasioni ufficiali indossa un cappotto rivoltato e al bar e al ristorante paga di tasca sua. Egli dal primo momento ritenne assolutamente ingiusto spendere i soldi dei contribuenti. Ma De Nicola andrà oltre: rifiuterà al suo stipendio di 12 milioni di lire. Di corrente liberale e monarchico, De Nicola diventa provvisoriamente Capo dello Stato il 28 giugno 1946. 

La scelta cadde su De Nicola anche per via della sua provenienza. Infatti, dopo il referendum del 2 giugno, era necessario porre accanto alle due massime cariche dello stato un meridionale. Alcide De Gasperi, infatti, era trentino, mentre il presidente dell’Assemblea Costituente, il socialista Giuseppe Saragat, era piemontese. 

In questo contesto era necessario inserire un meridionale per via di una questione delicata. Al sud aveva vinto la monarchia. Diventava indispensabile selezionare una figura del calibro di De Nicola onde poter ispirare l’orgoglio repubblicano, per quanto, come già precisato, lo stesso De Nicola fosse monarchico convinto. 

padri costituenti della costituzione italiana
Enrico De Nicola pone la firma sulla Costituzione Italiana alla presenza (partendo da sinistra verso destra) del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, del funzionario della Presidenza Francesco Cosentino, del Ministro Guardasigilli Giuseppe Grassi e del Presidente della Costituente Umberto Terracini

Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Un curioso aneddoto su De Nicola

Il giorno della sua elezione De Nicola ha 69 anni. De Nicola rimane famoso nella storia per il suo totale rifiuto a candidarsi. Ha rifiutato per ben 4 volte la presidenza del Consiglio, una volta la nomina a senatore, la sua elezione a deputato e la poltrona a sindaco di Napoli. 

In realtà appena seppe della sua elezione a Capo dello Stato, scappò da Roma per nascondersi nella sua casa a Torre del Greco. Nessuno riuscì ad intercettarlo. Solo Saragat lo raggiungerà telefonicamente per comunicargli la vittoria e invitarlo a presentarsi al Quirinale.

Il giuramento avvenne il giorno 1 luglio. Sotto i raggi di un sole cocente De Nicola arrivò con un’ora di ritardo a bordo della sua auto, senza uomini di scorta che aveva liquidato alle porte di Roma. 

Ben consapevole del carattere transitorio del suo ruolo, decise di non vivere in Quirinale, residenza di Regnanti e Papi. Preferirà il più angusto Palazzo Giustitiani come residenza. All’interno dello stesso, nella Sala della Biblioteca, apporrà la sua firma sulla Costituzione. 

Quando è entrata in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana?

La costituzione Italiana è ufficialmente entrata in vigore il Primo Giorno di Gennaio del 1948. La costituzione è stata scritta dai Padri Costituenti, eletti durante il referendum svoltosi il 2 giugno del 1946.

Dove fu convocata l’Assemblea costituente?

La prima convocazione dell’Assemblea costituente avvenne a Palazzo di Montecitorio, dove i padri costituenti si riunirono il 25 di giugno del 1946. In quell’occasione Giuseppe Saragat venne nominato Presidente dell’Assemblea costituente. Ricoprirà questo ruolo solo in una prima fase quando Umberto Terracini lo sostituì l’8 di febbraio del 1947. 

riunione commissione costituzione padri costituenti
Chi scrisse la costituzione italiana? L’assemblea costituente riunita a Palazzo Montecitorio.

Che cosa è l’assemblea costituente?

Quando si parla di assemblea costituente (o di padri costituenti) ci si riferisce ad un’assemblea eletta a suffragio ampio, ma nel caso di quella Italiana si tratta di suffragio universale. L’assemblea è costituita da un gruppo di persone delegate dal popolo per la stesura di una costituzione scritta. L’assemblea costituente è anche detta Commissione per la Costituzione. L’assemblea rappresenta il fulcro del potere costituente, e quindi del fondamento della Repubblica nel nostro caso. 

Quali ispirazioni per i Padri Costituenti che hanno scritto la costituzione italiana?

La carta elaborata dalla costituente, in un anno e mezzo di attività, apparì come un compromesso tra la componente cattolica espressa della democrazia cristiana, quell’operaia espressa nel partito comunista e socialista, e quella vagamente ispirata alle vecchie forze liberali.

Si trattava di un compromesso che compendiava i concetti e le dottrine di cattolici, marxisti e democratico-liberali. È facile riscontrare l’influenza cattolica nell’articolo 7, approvato per un accordo tra la democrazia cristiana il partito comunista. Tale accordo implicava la confessionalizzazione dello Stato, con tutte le rispettive conseguenze, soprattutto per via delle ingerenze della Chiesa.

Così come è evidente l’ingerenza della chiesa su alcune disposizioni relative alla famiglia, ritenuta “società naturale fondata sul matrimonio”. Appare chiara tale ingerenza anche sull’educazione della gioventù. Bisogna riferirsi alla norma sulla libertà di insegnamento. Con questa novità si interrompe il monopolio dello stato laico dell’istruzione pubblica introdotto dal Risorgimento.

Di chiara provenienza laica sono quelle affermazioni di principio che tendono a dare al testo un contenuto sociale avanzato. Si tratta di norme meramente pragmatiche che emulano quelle della Germania di Weimar, inserendo degli obiettivi di politica non più derogabili: dalla definizione dell’Italia come repubblica fondata sul lavoro, il diritto al lavoro, da realizzarsi con l’intervento economico dello stato, l’eguaglianza giuridica e sociale degli italiani e delle molteplici disposizioni riguardanti i rapporti economico e sociali dettati con l’intento di superare l’individualismo liberale ottocentesco  verso una distribuzione più equa delle risorse. 

Chi ha scritto la Costituzione Italiana veniva da un periodo tetro per la democrazia. La dittatura aveva cambiato il volto della nazione durante il ventennio. Le Leggi Fascistissime avevano introdotto quindi molte limitazioni.

Quali retaggi della tradizione liberale?

Le norme più direttamente riguardanti l’ordinamento dello stato e le guarentigie si ispirarono alla tradizione liberale. A questa valutazione positiva aderivano anche le forze di matrice cattolica o marxista. Dopo il trionfo degli alleati sul nazi fascismo, si preoccuparono di consolidare le basi strutturali della democrazia al fine di impedire il ripetersi di esperienze autoritarie. La struttura dello stato apparve similare alle democrazie occidentali.

La sera del 22 dicembre del 1947 Umberto Terracini proclamò l’approvazione della Costituzione della Repubblica Italiana. La stesura della costituzione durò un anno e mezzo . 

De Nicola promulgò la nuova costituzione dello stato il 27 di dicembre del 1947. Il giorno stesso la Carta Costituzionale venne pubblicata sull’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sul n. 298. 

La Costituzione Italiana entrò ufficialmente in vigore il giorno di Capodanno del 1948.

gazzetta costituzione italiana
Costituzione Italiana chi l’ha scritta? L’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale che rende noto il travaglio dell’Assemblea Costituente

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