🇮🇹 ITALIA – Governo Casellati? Luigi Di Maio chiude la porta in faccia a Berlusconi

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La Presidente del Senato della Repubblica ha iniziato ieri il round di colloqui con i leader di partito

Salvini non si presenta: “devo andare a Catania”

Un incarico delicato volto a riferire entro la giornata di venerdì se ci sia o no una maggioranza per formare un governo con M5s e centrodestra. Si chiama mandato esplorativo e il Presidente Sergio Mattarella lo ha affidato ieri alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. L’intento è quello di provare a sbloccare l’impasse del governo.

Salvini ha disertato il primo incontro con Casellati per recarsi a Catania. Nessun passo avanti nel dialogo  con il M5s che aveva chiesto al leader della Lega di scaricare Berlusconi per creare un “governo del cambiamento“.

Luigi Di Maio, infatti, tiene fermo il no a Silvio Berlusconi. A Salvini lancia un accorato ultimatum: “Decida entro questa settimana se è pronto a siglare un contratto di governo alla tedesca tra il M5s e Lega… l’unico possibile”.

Lunedì potrebbe essere la giornata buona per inaugurare un dialogo tra M5S e Pd. I democratici attendono, infatti, che Di Maio chiuda la porta al centrodestra per iniziare a dialogare.

Ma Salvini non ci sta e tuona: “Non mollo Forza Italia. Rispetto il voto: il secondo arrivato alle elezioni non può imporre le regole. Perché Di Maio non fa un passo a lato sulla premiership come me?“.

È scontro …

Due condizioni che il leader M5s mette ai voti in un’assemblea dei gruppi pentastellati: “Vi prendete Berlusconi, vi prendete Meloni e Di Maio fa un passo indietro?”, domanda. In platea si ascoltano risate e nessuno alza la mano per dire di sì. Ieri sera il leghista Giancarlo Giorgetti precisa che a cadere deve essere “almeno uno dei due veti di Di Maio”.

Restano intanto ventiquattro ore al tentativo della Casellati. Dopo aver accettato “con spirito di servizio” il mandato esplorativo, la Presidente ha incontrato il presidente della Camera Roberto Fico e il premier Paolo Gentiloni. Nel pomeriggio a Palazzo Giustiniani riceverà le delegazioni di M5s, Lega, Fdi e Fi in lunghi colloqui di un’ora ciascuno.

Oggi farà un secondo “round”. E venerdì riferirà al capo dello Stato. Se sarà fumata bianca, potrebbe esserci a breve un premier incaricato. Ma se sarà fumata nera, come appare più probabile, Mattarella valuterà se assegnare, magari dopo un paio di giorni di riflessione, un secondo mandato esplorativo.

Le conseguenze

Anche in questo caso sarebbe un mandato breve e “mirato”, ma in uno schema diverso dal M5s-centrodestra: al presidente della Camera Roberto Fico potrebbe spettare di sondare i margini per una maggioranza diversa. Se fallisse anche questo tentativo, il presidente potrebbe optare per un incarico più politico, magari a una personalità “terza”.

Il centrodestra vuol tentare fino in fondo con il M5s. Salvini si irrita per l’accelerazione del Colle, perché avrebbe voluto attendere il voto delle regionali per un tentativo serio. Ma in serata fa sapere che oggi andrà al secondo giro di colloqui di Casellati con la delegazione del centrodestra unito. “Da parte nostra non sono mai stati messi dei veti verso il M5s“, dice Silvio Berlusconi abbandonando i toni bellicosi degli ultimi giorni.

“L’unica alternativa a centrodestra e M5s è il voto”, avverte Salvini.

I Dem per ora stanno a guardare: solo se salterà del tutto il dialogo tra M5s e Lega, il Pd entrerà in partita. E a quel punto anche Matteo Renzi potrebbe dare il via libera a un dialogo cui finora si è detto contrario. Se Fico ricevesse un mandato esplorativo, spiegano i renziani, il Pd potrebbe porre le sue condizioni: no a Di Maio premier e un cambio di linea su temi cari al Pd come il Jobs act e il reddito di inclusione. A complicare l’ipotesi M5s-Pd ci sono i numeri assai risicati in Parlamento.Ma i “governisti” Dem sottolineano la novità: prima c’era una parte del Pd più sulle barricate, ora stiamo tutti a guardare se ci può essere un dialogo con l’incaricato di Mattarella. Più facile se fosse un nome “terzo”, in chiave di esecutivo del presidente. Ma neanche parlare con M5s è più un tabù, per nessuno dei Dem.

 

 

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